Michael Burry, il noto gestore che ha acquisito notorietà grazie alla sua predizione della crisi dei mutui subprime nel 2008, sta di nuovo catturando l’attenzione dei mercati finanziari con la sua nuova “grande scommessa”. In parallelo alle sue segnalazioni, il mercato finanziario statunitense ha vissuto una sessione borsistica estremamente negativa, contribuendo significativamente a diffondere uno stato di terrore tra gli operatori del mercato.
Cosa aspettarsi quindi dalle borse statunitensi?
La nuova grande scommessa di Michael Burry: uno sguardo critico
Michael Burry è noto per la sua bravura nell’identificare tendenze emergenti e per la sua abilità nell’analisi approfondita dei dati finanziari. Queste competenze gli hanno consentito di conseguire notevoli profitti come gestore del fondo hedge Scion Capital. Attualmente, Burry sta nuovamente attirando l’attenzione degli investitori attraverso la sua nuova “grande scommessa” riguardante i mercati azionari statunitensi.
In accordo con la documentazione depositata presso la Security Exchange Commission, la Scion Asset Management, sotto la guida di Burry, ha investito ingenti somme acquistando opzioni put contro un fondo correlato all’S&P 500 e Nasdaq 100, per un ammontare rispettivo di $866 milioni e $739 milioni. Questi investimenti rappresentano approssimativamente oltre l’80% del totale del portafoglio gestito.
La figura professionale di Burry si è affermata nel mondo dei mercati finanziari grazie al suo peculiare approccio agli investimenti, che si è dimostrato notevolmente efficace, soprattutto nel 2008 durante la crisi immobiliare. La sua reputazione è ulteriormente cresciuta grazie al film “La grande scommessa”, che ha contribuito a rendere familiare al grande pubblico la sua figura di investitore strabiliante, in grado di anticipare tendenze e situazioni finanziarie.
Tuttavia, il 2023 ha segnato un periodo di ambiguità per questo investitore di fama mondiale: inizialmente, attraverso i suoi messaggi su Twitter, aveva previsto una prima metà dell’anno caratterizzata da tendenze ribassiste. In seguito, ha respinto tali previsioni ammettendo di aver commesso un errore. Al momento sembra essersi riavvicinato alla sua previsione iniziale, ma questa volta le sue azioni trovano fondamento non solo nei tweet, bensì anche nella notevole esposizione del suo fondo alle strategie ribassiste.
S&P500 & Nasdaq100: vicini a una vera e propria inversione ribassista?
Considerando le decisioni prese da Burry, l’attenzione degli operatori di borsa è rivolta all’idea che l’S&P 500 e il Nasdaq possano affrontare una seconda metà dell’anno caratterizzata da sfide significative. Da una prospettiva tecnica, entrambi gli indici hanno raggiunto un livello grafico notevole, come testimoniato dall’RSI (Relative Strength Index), che su base settimanale ha raggiunto la zona di ipercomprato, precedendo un’ulteriore contrazione dei prezzi. Data l’incertezza economica presente attualmente negli Stati Uniti, alcuni trader e investitori potrebbero considerare prudente liquidare una parte delle proprie posizioni, con la conseguente possibile diminuzione delle valutazioni.
S6P500, NASDAQ100, 1W
Grafico a candele settimanali dell'indice S&P500 e lineare del NASDAQ100. Fonte: teletrader.com