Un hacker prende il controllo di 20 Tesla

Marco Lasala

14 Gennaio 2022 - 13:53

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Quando un’auto elettrica è tecnologica e connessa succede che un hacker possa prenderne il controllo: 20 Tesla sono state “violate”.

Tesla è casa automobilistica che produce auto elettriche dalla grande autonomia, dotate di un’evoluta connettività che consente al sistema centrale di effettuare aggiornamenti e upgrade “over the air”, da remoto. Quando si condividono dati in rete e si ha una reputazione infallibile come quella del famoso marchio automobilistico americano può capitare che qualche hacker di turno cerchi di violare il suo infallibile sistema informatico.

David Colombo, diciannovenne specializzato in cyber security, è stato autore di un hackeraggio piuttosto singolare: è entrato nel cuore di 20 Tesla dislocate in dieci differenti nazioni, dimostrando l’estrema vulnerabilità del suo software.

Tanti i particolari non ancora rivelati, sta di fatto che secondo quanto dichiarato dal marchio americano specializzato nella produzione di veicoli elettrici, il problema dipenderebbe dal setup impostato dai suoi clienti.

Un hacker viola i sistemi informatici di Tesla: cosa è accaduto?

La prima domanda che viene in mente è: David Colombo, hacker che è riuscito a penetrare nel cuore informatico di Tesla cosa avrebbe potuto fare e comandare da remoto?

Nessun controllo della vettura, nessun intervento su volante, acceleratore e velocità, l’hacker tedesco sarebbe solo stato in grado di controllare quanti passeggeri erano a bordo, dove era ubicata la vettura e inserire una playlist a proprio gradimento su ciascuna delle venti Tesla «comandate» a distanza.

Colombo ha svelato il tutto su sul suo account Twitter, dichiarando di non aver ricevuto inizialmente alcuna risposta da Tesla, cosa che sarebbe avvenuta successivamente quando il marchio americano informato dell’accaduto sarebbe intervenuto per capire come e quando potrebbe nuovamente avvenire tutto ciò.

Tesla: nessun buco informatico, colpa dei proprietari

La soluzione è ben presto arrivata: la “colpa” o responsabilità non ricadrebbe tanto sull’azienda fondata da Elon Musk quanto sul setup che i proprietari delle 20 Tesla violate avrebbero impostato per condividere i loro dati in rete.

Sicuramente Tesla nelle prossime settimane fornirà maggiori informazioni ai propri clienti su come settare le impostazioni del sistema informatico delle vetture in maniera tale da garantire sempre la sua comprovata e impeccabile sicurezza informatica.

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