Ha investito il 98% dei suoi 3,5 miliardi in oro e argento. Ora vede un rialzo del 300%

Claudia Cervi

22 Maggio 2026 - 17:15

Ha fatto una fortuna puntando sui metalli preziosi. Ora il 98% del suo patrimonio miliardario è investito in oro e soprattutto argento: ecco perché vede un nuovo rally.

Ha investito il 98% dei suoi 3,5 miliardi in oro e argento. Ora vede un rialzo del 300%

L’oro nell’ultimo anno ha guadagnato circa il 36%. L’argento ha fatto quasi quattro volte tanto, +127%.

Molti investitori stanno iniziando a prendere profitto sull’argento. Eric Sprott invece continua a comprare miniere. L’investitore canadese, diventato miliardario comprando miniere e metalli preziosi oltre quarant’anni fa, oggi ha quasi tutto il suo patrimonio da 3,5 miliardi di dollari concentrato su oro, argento e società minerarie.

Sprott prevede che nei prossimi anni l’argento possa arrivare fino a 300 dollari l’oncia. La sua scommessa è che il boom dell’AI farà esplodere anche la domanda di metalli fisici necessari per costruire data center, semiconduttori e infrastruttura energetica.

Il portafoglio miliardario di Eric Sprott (scommette quasi tutto sull’argento)

La posizione più importante del portafoglio di Eric Sprott è Hycroft Mining, società mineraria americana che controlla uno dei più grandi depositi di oro e argento del Nevada.

Circa il 40%-45% dell’esposizione sui metalli preziosi è concentrata qui. Negli ultimi anni ha investito centinaia di milioni di dollari continuando ad aumentare la posizione anche nelle fasi più volatili del titolo.

Discovery Silver è un’altra scommessa sull’argento. La partecipazione vale centinaia di milioni e rappresenta una delle convinzioni più forti del finanziere canadese.

Nel portafoglio compaiono poi Americas Gold and Silver, Jaguar Mining e Andean Precious Metals, oltre a decine di società minerarie più piccole e altamente speculative.

Sprott ragiona in modo completamente diverso rispetto agli investitori tradizionali a caccia di aziende stabili o business prevedibili. Cerca società che possano moltiplicare i guadagni se l’argento continua a salire. Molte delle società in cui investe non sono ancora pienamente produttive oppure controllano giacimenti enormi che diventeranno redditizi soltanto se i prezzi dei metalli continuano a salire.

Se l’argento accelera davvero, i profitti potenziali delle miniere potrebbero crescere molto più rapidamente rispetto al metallo stesso.

Perché l’argento può fare ancora +300%

Secondo Sprott, l’argento ha spazio per rialzi estremi nei prossimi anni, nonostante il +127% visto negli ultimi 12 mesi.

Dietro la scommessa di Sprott c’è sicuramente l’idea che i metalli preziosi rappresentino una protezione finanziaria. Negli ultimi anni governi e banche centrali hanno sostenuto l’economia con quantità enormi di spesa pubblica e liquidità. Finché crescita e mercati tengono, Wall Street continua a premiare soprattutto gli asset più speculativi. Ma se inflazione, tassi elevati o tensioni geopolitiche dovessero mettere sotto pressione questa fiducia, una parte dei capitali potrebbe tornare rapidamente verso beni considerati più “reali” e difficili da svalutare, tra cui oro e argento.

Oggi però l’argento non è soltanto un bene rifugio. Viene utilizzato nei pannelli solari, nelle batterie, nell’elettronica avanzata, nei data center e nei semiconduttori. Più aumenta la domanda di infrastruttura tecnologica ed energetica, più cresce anche il fabbisogno di argento.

Il mercato dell’argento resta però molto più piccolo rispetto ai capitali che oggi ruotano intorno ai big tech e all’intelligenza artificiale. L’ingresso di nuovi capitali rischia quindi di amplificarne i movimenti.

Se il mondo consuma più argento di quanto riesca a produrne, il mercato va in deficit. È qui che Sprott continua a vedere il potenziale esplosivo dell’argento.

Altri investitori scommettono su oro e argento

Sprott non è l’unico grande investitore ad aver aumentato l’esposizione sui metalli preziosi. Negli ultimi mesi diversi nomi storici della finanza hanno rafforzato le posizioni soprattutto sull’oro.

John Paulson, diventato celebre dopo la crisi dei mutui subprime, continua a essere uno dei più grandi compratori e si aspetta che l’oro si attesti sopra i 5.000 dollari. Anche David Einhorn mantiene da anni l’oro tra le posizioni chiave del suo fondo, considerandolo una protezione contro deficit americani e perdita di fiducia nelle politiche monetarie. Stan Druckenmiller ha invece alternato esposizioni tra oro e rame, restando comunque positivo sui metalli legati a tensioni geopolitiche e transizione energetica.

Ci sono poi investitori ancora più strutturali come Ray Dalio, che da anni considera l’oro una componente essenziale dei portafogli globali, oppure grandi famiglie minerarie come quella messicana dei Baillères, proprietaria di Fresnillo e Peñoles, tra i maggiori produttori mondiali di argento.

Quasi nessuno ha però un’esposizione paragonabile a quella di Sprott sull’argento. Molti grandi investitori preferiscono oro fisico, ETF o grandi produttori minerari già consolidati. Sprott invece continua a concentrare enormi capitali soprattutto sulle cosiddette “silver junior”, piccole società altamente speculative che potrebbero beneficiare in modo molto più violento di un eventuale boom del metallo.

Se la tesi di Sprott fosse corretta, il +127% visto finora sull’argento potrebbe essere solo la parte iniziale del rally.

DISCLAIMER
Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio.