Guerre nel mondo: le dieci situazioni più problematiche nel 2019

Non solo guerre ma anche forti crisi politiche e umanitarie: un report dell’International Crisis Group ha stilato le dieci situazioni più a rischio nel mondo, con lo scoppio del conflitto tra la Turchia e i curdi in Siria che ha aperto un nuovo preoccupante fronte.

Guerre nel mondo: le dieci situazioni più problematiche nel 2019

In Europa c’è la questione Ucraina a spaventare, così come il caos nella vicina Tunisia. In Sudamerica invece è il Venezuela a tenere banco mentre in Asia e in Africa sono diverse le guerre in corso anche da diversi anni.

Anche in questo 2019 non sembrerebbero mancare - purtroppo - guerre e situazioni di grande crisi nel mondo che spesso sono sconosciute al grande pubblico visto il poco spazio dedicato dai mass media.

Ultima in ordine di tempo è la guerra che è scoppiata la Turchia e le milizie curde che controllano il Nord della Siria, con le truppe di Ankara che hanno lanciato la loro offensiva aerea e via terra per creare una sorta di zona cuscinetto lungo il confine turco.

Un report dell’International Crisis Group ha stilato un elenco con le dieci situazioni più a rischio, anche se sono molte di più le aree che presentano problematiche molto complesse e cruenti.

Guerre nel mondo: le dieci situazioni più a rischio

Nonostante che in Italia, ma anche in tutto l’Occidente in generale, ci sia la sensazione di vivere in un mondo tutto sommato pacificato, nei vari continenti non mancano le situazioni di grande conflittualità.

L’International Crisis Group ha redatto così una particolare top 10 delle situazioni nel mondo potenzialmente più a rischio in questo 2019 (anche se nell’elenco mancano paesi come Siria, Libia, Repubblica Democratica del Congo e Somalia). Guerre quindi non solo in atto, ma anche tutte quelle situazioni che potrebbero presto precipitare.

Birmania

Tra le tante guerre sparse nel mondo forse una delle meno conosciute e quella che sta interessando la Birmania. Tristi protagonisti sono i Rohingya, una minoranza musulmana proveniente dal vicino Bangladesh, e i Kachin, altra minoranza questa volta cristiana.

Conflittualità queste che vanno avanti da decenni, tanto che si parla della “guerra più lunga al mondo” con l’esercito centrale opposto alle varie milizie ribelli in lotta per l’indipendenza. Nel mezzo poi ci sono anche il controllo di preziosi giacimenti, mentre le organizzazioni umanitarie parlano del pericolo di una “catastrofe umanitaria” visto l’alto numero di sfollati.

Burkina Faso

Da una parte nel paese africano ci sono le proteste sociali contro il governo, ultime quelle contro l’aumento del prezzo del carburante (+12%), con i protestanti ribattezzati “camicie rosse” sulla scia dei gilet gialli francesi.

L’altra grande problematica è però quella rappresentata dai gruppi jihadisti, presenti soprattutto nel Nord del paese dove controllerebbero alcune zone, con tanto di sanguinosi attentati firmati dagli estremisti islamici.

Iran

Dopo che sembrava esserci un clima più disteso intorno all’Iran, le decisioni di Donald Trump di rompere gli accordi sul nucleare hanno riacceso lo scontro tra Teheran e Washington tanto che ultimamente si è sfiorato un attacco militare statunitense.

Oltre a questo fronte al momento prettamente politico, ci sono anche gli screzi militari ormai sempre più frequenti tra l’esercito israeliano e alcune milizie iraniane presenti in Siria a sostegno dell’esercito fedele ad Assad.

Pakistan

Anche qui un conflitto che si trascina da decenni è quello tra Pakistan e India, due potenze nucleari. Oltre ai continui scontri lungo le zone di confine, i recenti test missilistici di New Delhi hanno inasprito i rapporti tra i due paesi.

La presenza di molti gruppi di estremismo islamico rende le cose complicate anche sul fronte interno: oltre agli attentati terroristici, ultimamente questi gruppi stanno rivendicando un sempre maggiore peso nella vita politica del paese.

Repubblica Centrafricana

Dal 2012 è in corso una cruenta guerra civile in quello che è uno dei paesi più poveri al mondo. In lotta ci sono il governo centrale (appoggiato dall’Europa e da diversi altri paesi africani) e i ribelli Anti-balaka, miliziani cristiani autori di diversi massacri nei confronti delle popolazioni musulmane.

Una situazione questa dove al momento non si vede una via d’uscita diplomatica. Il bilancio di questi anni di conflitto parla di un numero imprecisato di morti, parecchie migliaia secondo alcune stime, e oltre 1 milione di persone tra rifugiati e sfollati.

Sudan del Sud

Nel paese africano, pure in questo caso uno dei più poveri al mondo, in teoria la guerra civile nata nel dicembre 2013 si è conclusa lo scorso giugno dopo cinque anni di scontri e oltre mezzo milione di sfollati.

Il trattato di pace firmato ad Addis Abeba però sembrerebbe essere molto fragile, tanto che la tregua tra le due etnia in lotta per il controllo politico del Sud Sudan potrebbe non reggere in questo 2019.

Tunisia

Durante la cosiddetta Primavera Araba, si è consumata anche quella che è stata ribattezzata la Rivoluzione dei Gelsomini, che ha portato tra il 2010 e il 2011 alla caduta del vecchio regime in Tunisia con la nascita di un nuovo governo di coalizione dopo delle elezioni.

Adesso però il paese mediterraneo sembrerebbe essere di nuovo nel caos, tra una forte crisi economica e i problemi portati dalle formazioni estremiste islamiche, tanto che nel 2018 sono stati tanti i migranti sbarcati nel nostro paese provenienti dalla Tunisia.

Ucraina

Dopo l’annessione della Crimea da parte della Russia, anche la regione ucraina del Donbass è in lotta da alcuni anni con il governo di Kiev per l’indipendenza supportata da milizie russe. Più che il numero di vittime, circa 10.000 in totale, a spaventare sono le possibili conseguenze politiche internazionali.

Le nuove tensioni tra i due paesi nello stretto di Kerch si vanno a iscrivere in un periodo molto delicato: a marzo si sono svolte le elezioni presidenziali in Ucraina, con la vittoria dell’ex comico Volodymyr Zelensky.

Venezuela

Oltre all’Ucraina, la Russia (ma anche Iran e Cina) e l’Occidente (Stati Uniti in testa) sono su posizioni diametralmente opposte anche in Venezuela, paese questo dilaniato da una forte crisi economica con una inflazione alle stelle.

All’attuale presidente Nicolas Maduro, supportato dalla Russia, si è ora opposto l’autoproclamato Juan Guaidó che gode dell’appoggio occidentale. Nel mezzo ci sono le proteste di piazza represse nel sangue dall’esercito ancora fedele a Maduro.

Yemen

Anche quella nel paese mediorientale è una guerra di cui poco si sente poco parlare. Dal 2015 però lo scontro tra le forze ribelli Huthi (appoggiate dall’Iran) e la coalizione guidata dall’Arabia Saudita ha provocato quasi 20.000 morti e oltre 3 milioni di sfollati.

Drammatica è soprattutto la situazione della popolazione presente nei territori controllati dagli Huthi: oltre alle bombe saudite, a mietere vittime è anche la fame e una spaventosa epidemia di colera.

Iscriviti alla newsletter Notizie e Approfondimenti per ricevere le news su Guerra

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.

\ \