Rende di più il BTP Valore a tassi fissi e crescenti o il BTP Valore Insieme 2031?

Stefano Vozza

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Come funzionano i rendimenti sui due nuovi BTP Valore in rampa di lancio dalla settimana prossima? Dove si guadagna di più a parità di tempo?

Rende di più il BTP Valore a tassi fissi e crescenti o il BTP Valore Insieme 2031?

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Da lunedì 19 a venerdì 23 ottobre (fino alle 13, salvo chiusura anticipata) si terranno i 5 giorni di collocamento dei neo BTP Valore, i bond fratelli appartenenti alla stessa famiglia ma distinti in alcuni dettagli. Il MEF ha comunicato le due matricole ISIN di riconoscimento, che saranno quelle ordinarie-definitive visto che non ci sarà premio fedeltà: IT0005735201 per il BTP Valore a cedole trimestrali e IT0005735227 per il BTP Valore Insieme.

Era la previsione del premio che imponeva all’emittente un meccanismo capace di distinguere, a scadenza, gli acquirenti della prima ora dai successivi. Non essendoci stavolta extra cedole finali, non c’è neanche la necessità di avere due ISIN per bond. Il Tesoro ha svelato anche i tassi cedolari minimi garantiti, che a collocamento ultimato potranno essere confermati o ritoccati solo al rialzo.
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Gli incassi sul BTP Valore ordinario

Il BTP Valore classico, ordinario, standard, non ha nessuna novità di funzionamento rispetto alle serie precedenti. Segue la sequenza 2-2-1, per cui ci sono 3 tassi nominali annui: il primo vale per il 1° biennio, il secondo, più alto, per il 2° biennio, e il terzo, il più alto di tutti, per il solo 5° anno, cioè il 3° step.

Le cedole avranno stacco trimestrale, per cui ogni 27 di gennaio, aprile, luglio e ottobre (del ’27, ’28, ’29, ’30 e ’31) ci sarà l’accredito degli interessi. A scadenza non ci sarà nessun premio finale, per cui il tipico «premio» connesso a queste emissioni speciali è incorporato nei tassi cedolari.

Questa la serie dei tassi minimi garantiti comunicata dal MEF:

  • 3,70% per il 1° e 2° anno, per un 7,40% lordo complessivo nel 1° step;
  • 4,10% per il 3° e 4° anno, per un 8,20% lordo complessivo nel 2° step;
  • 4,70% nel solo 5° anno, il 3° e ultimo step del bond.

Ne viene un monte interessi del 20,30% totale, pari a una media semplice del 4,06% annuo lordo. Il rendimento effettivo a scadenza, che tiene conto della distribuzione delle cedole nel tempo, è del 4,10% lordo e del 3,59% netto. Per confronto, al termine della seduta di Borsa di lunedì 12 ottobre il rendimento del BTP con 5 anni di vita residua era del 4,018% (fonte: Investing): il BTP Valore offre quindi circa 8 centesimi in più, prima di un eventuale ritocco al rialzo dei tassi.

In euro, per ogni 1.000 euro investiti, il BTP Valore paga 9,25 euro lordi a trimestre nei primi due anni, 10,25 euro nel terzo e nel quarto e 11,75 euro nel quinto. In cinque anni gli interessi sommano 203 euro lordi, pari a 177,63 euro netti dopo la ritenuta del 12,5%.

Il BTP Valore Insieme

Malgrado la parziale modifica del nome, anche questa obbligazione appartiene alla famiglia dei Valore, così come avvenne nel febbraio del 2025 con il lancio del BTP Più. Qui, però, l’emittente ha previsto lo stacco di una sola cedola, pagata a fine ottobre ’31 «Insieme» al rimborso del nominale sottoscritto. Il MEF ha fissato questa cedola unica minima al 22,25% del capitale. Chi necessita di liquidità periodica punterà soprattutto sul primo bond, mentre chi vuole sfruttare l’effetto compounding sceglierà il secondo. Vediamo di capire cosa vuol dire.

Il MEF ha precisato che i due Valore offrono in emissione rendimenti equivalenti dal punto di vista finanziario, cioè hanno tassi che garantiscono lo stesso yield a scadenza. E infatti il 22,25% dell’Insieme, espresso come rendimento composto annuo, corrisponde esattamente al 4,10% lordo del BTP Valore ordinario.

Tuttavia, questa circostanza presuppone una mossa importante, e cioè che ogni flusso cedolare incassato venga reinvestito allo stesso tasso del titolo. È un concetto quasi esclusivamente teorico per chi incassa la cedola ogni 3, 6 o 12 mesi. Il risparmiatore, infatti, spesso spende gli interessi netti accreditati o, se li reimpiega, li reinveste comunque al netto delle tasse e delle commissioni. Nell’Insieme, invece, il reinvestimento delle cedole trimestrali è automatico, cioè è incorporato nella cedola finale.

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In finanza, ma anche nella vita in generale, vale il principio per cui 1 euro guadagnato oggi vale più di 1 euro di cui potrò disporre in futuro, in questo caso tra 5 anni. È questa la logica alla base del cosiddetto effetto compounding che segue l’Insieme, assente nell’altro titolo, dove l’emittente presuppone che sia il risparmiatore a reinvestire in autonomia. Nei fatti, però, non avviene quasi mai, per cui l’investimento resta confinato al regime della capitalizzazione semplice.

Tutto ciò spiega perché la cedola unica del BTP Valore Insieme, espressa come tasso annuo semplice, risulta superiore a quella del BTP Valore ordinario: il 22,25% diviso per 5 anni dà un 4,45% annuo, contro il 4,06% medio del fratello a cedole trimestrali. È la diretta conseguenza dell’effetto composto che si genera nell’arco dei 5 anni.

Tradotto in euro, per ogni 1.000 euro investiti l’Insieme paga a scadenza 222,50 euro lordi, pari a 194,69 euro netti, contro i 203 euro lordi e i 177,63 netti del BTP Valore ordinario: 17,06 euro netti in più ogni 1.000 euro.

Tuttavia, questo «spread in più» verrebbe azzerato, cioè eguagliato, se anche le cedole del BTP Valore ordinario venissero reinvestite allo stesso tasso del titolo. Ma al di là del fatto che quasi mai i titolari dei BTP reinvestono le cedole, c’è un altro limite oggettivo, matematico, che rende la cosa «impossibile da eguagliare»:

  • nel BTP Valore Insieme vengono reinvestite le cedole lorde maturate ogni tre mesi;
  • nel BTP Valore ordinario il titolare del bond può, al più, reinvestire solo il netto della cedola trimestrale incassata, che per definizione è inferiore al lordo.

È per questo che, a parità di rendimento lordo (4,10% per entrambi), il rendimento netto composto dell’Insieme è del 3,62%, contro il 3,59% del BTP Valore ordinario.

Non solo: se tenessimo conto anche delle commissioni di acquisto di un nuovo bond in cui reinvestire le cedole, il capitale disponibile si ridurrebbe ancora. Fermo restando che non sempre l’importo della cedola incassata è sufficiente per acquistare un BTP intero, dal taglio nominale minimo di 1.000 euro. In definitiva, i soldi persi per pagare la banca e il Fisco sono soldi che non potranno più lavorare per noi e generare nuovi interessi. Ecco spiegato, quindi, perché il montante complessivo lordo e netto finale dell’Insieme risulta maggiore di quello del «fratello ordinario».

Commenti

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è davvero complicato orientarsi tra diverse opzioni di investimento come i BTP. un aspetto da considerare è la sicurezza nel lungo termine, soprattutto per noi che stiamo cercando di garantire un futuro ai nostri figli. segnatevi la data, perché i tassi fissi e crescenti sembrano allettanti, ma bisogna valutare bene anche la scadenza. che confusione! mi chiedo se ci siano delle risorse più chiare per capire le differenze.

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