Rende di più il BTP Valore a tassi fissi e crescenti o il BTP Valore Insieme 2031?

Stefano Vozza

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Come funzionano i rendimenti sui due nuovi BTP Valore in rampa di lancio dalla settimana prossima? Dove si guadagna di più a parità di tempo?

Rende di più il BTP Valore a tassi fissi e crescenti o il BTP Valore Insieme 2031?

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Tra una settimana esatta inizieranno i 5 giorni di collocamento dei neo BTP Valore, i bond fratelli appartenenti alla stessa famiglia ma distinti in alcuni dettagli. In primis c’è che venerdì 16 il MEF comunicherà le due matricole ISIN di riconoscimento, e saranno quelli ordinari-definitivi visto che non ci sarà premio fedeltà. Era la previsione di quest’ultimo che imponeva all’emittente un meccanismo capace di distinguere, a scadenza, gli acquirenti della prima ora dai successivi. Non essendoci stavolta extra cedole finali non c’è neanche la necessità di avere due ISIN per bond. In secondo luogo, sempre venerdì svelerà i tassi cedolari minimi garantiti, da confermare o ritoccare al rialzo a collocamento ultimato.
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Gli incassi sul BTP Valore ordinario

Il BTP Valore classico, ordinario, standard, non avrà nessuna novità di funzionamento rispetto alle serie precedenti. Sappiamo già che la sequenza seguita sarà quella 2-2-1 per cui avremo 3 tassi nominali annui. Il tasso a varrà per il 1° biennio, il tasso b per il 2° e con b>a, e il tasso c per il solo 5° anno, cioè il 3° step, e con c>b>a.

Le cedole avranno stacco trimestrale, per cui ad ogni 27 di gennaio, di aprile, di luglio e ottobre (del ’27, ’28, ’29, ’30 e ’31) ci sarà l’accredito interessi. A scadenza non ci sarà nessun premio finale, per cui il tipico “premio” connesso a queste emissioni speciali sarà incorporato nei tassi a, b e c.

Al termine della seduta di Borsa di lunedì 12, il rendimento sul BTP 5Y di vita residua è del 4,018% (fonte: Investing). Ipotizziamo che il rendimento a scadenza del Valore ordinario sia prossimo al 4,10%, e immaginiamo che la serie dei tassi sia la seguente:

  • 3,70% per il 1° e 2° anno, per un 7,4% lordo complessivo nel 1° step;
  • 4,20% per il 3° e 4° anno, per un 8,4% lordo complessivo nel 2° step;
  • 4,80% nel solo 5° anno, il 3° e ultimo step del bond.

Ne verrebbe un monte interessi del 20,60% totale, per uno yield medio ponderato (ipotetico) del 4,12% annuo lordo.

Il BTP Valore Insieme

Malgrado la parziale modifica del nome, anche questa obbligazione appartiene alla famiglia dei Valore, così come avvenne nel febbraio del 2025 con il lancio del BTP Più. Qui, però, l’emittente ha previstolo stacco di una sola cedola pagata a fine ottobre ’31 “Insieme” al rimborso del nominale sottoscritto. Chi necessita di liquidità periodica punterà soprattutto sul primo bond, mentre chi vuole sfruttare l’effetto compounding, il secondo. Vediamo di capire cosa vuol dire.

Il MEF ha precisato che i due Valore offriranno in emissione rendimenti equivalenti dal punto di vista finanziario, cioè avranno tassi che garantiranno lo stesso yield a scadenza.

Tuttavia, questa circostanza presuppone una mossa importante, e cioè che ogni flusso cedolare incassato venisse reinvestito allo stesso tasso del titolo. È un concetto quasi esclusivamente teorico tra chi incassa la cedola ogni 3 o 6 o 12 mesi. Il risparmiatore, infatti, spesso spende gli interessi netti accreditati o, se li reimpiega, li reinveste comunque al netto delle tasse allo Stato e delle spese di commissione. Nell’Insieme, invece, il reinvestimento delle cedole trimestrali è automatico, cioè è incorporato nella cedola finale.

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In finanza, ma anche nella vita in generale, vale il principio per cui 1 € guadagnato oggi vale più di 1 € che potrò disporre in futuro, in tal caso tra 5 anni. È questa logica alla base del c.d. effetto compounding che segue l’Insieme, e assente nell’altro, visto che ogni emittente presuppone sia il risparmiatore a farlo in autonomia. Nei fatti, però, non avviene quasi mai, per cui l’investimento resta pienamente confinato al regime della capitalizzazione semplice.

Tutto ciò spiega il perché la cedola unica del BTP Valore Insieme espressa come tasso annuo semplice sarà superiore al nostro ipotetico 4,12% del BTP Valore ordinario. È la diretta conseguenza dell’effetto composto che si genera nell’arco dei 5 anni.
Tuttavia, questo “spread in più” verrebbe azzerato, cioè eguagliato, se anche le cedole del BTP Valore ordinario venissero reinvestite allo stesso tasso del BTP Valore ordinario. Ma aldilà del fatto che quasi mai i titolari dei BTP reinvestono le cedole, c’è un altro limite oggettivo, matematico, che rende la cosa “impossibile da eguagliare”:

  • nel BTP Valore Insieme vengono reinvestite le cedole lorde maturate ogni tre mesi;
  • nel BTP Valore ordinario il titolare del bond può, al più, reinvestire solo il netto della cedola trimestrale incassata, che per definizione è inferiore al lordo.

Non solo, ma se tenessimo conto anche delle commissioni di acquisto del neo bond (allo stesso tasso del Valore posseduto) il capitale disponibile si ridurrebbe ancora. Fermo restando che non sempre l’importo della cedola incassata è sufficiente per acquistare un BTP intero, sempre dal taglio nominale di 1.000 €. In definitiva, i soldi persi per pagare la banca e il Fisco sono soldi che non potranno più lavorare per noi e generare nuovi interessi. Ecco spiegato, quindi, il motivo per cui il montante complessivo lordo e netto finale dell’Insieme risulta maggiore del “fratello ordinario”.

Commenti

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è davvero complicato orientarsi tra diverse opzioni di investimento come i BTP. un aspetto da considerare è la sicurezza nel lungo termine, soprattutto per noi che stiamo cercando di garantire un futuro ai nostri figli. segnatevi la data, perché i tassi fissi e crescenti sembrano allettanti, ma bisogna valutare bene anche la scadenza. che confusione! mi chiedo se ci siano delle risorse più chiare per capire le differenze.

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