Green pass, perché dal 15 ottobre rischiamo di avere gli scaffali vuoti nei supermercati

Stefano Rizzuti

13 Ottobre 2021 - 12:06

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Gli autotrasportatori lanciano l’allarme: dal 15 ottobre, con l’introduzione dell’obbligo di green pass, gli scaffali dei supermercati e dei negozi potrebbero restare vuoti. Ecco il perché.

Green pass, perché dal 15 ottobre rischiamo di avere gli scaffali vuoti nei supermercati

Dal 15 ottobre scatta il green pass obbligatorio in tutti i luoghi di lavoro. La certificazione verde verrà richiesta praticamente per qualsiasi attività e ci sono già alcuni settori che lanciano l’allarme per il rischio di un blocco. Tra questi c’è anche quello degli autotrasportatori.

L’allarme viene lanciato soprattutto da Fiap, la Federazione italiana autotrasportatori professionali. Secondo quanto denunciano il rischio è che dal 15 ottobre ci possano essere anche gli scaffali dei supermercati vuoti. E non solo perché il timore è pure quello di una crisi dei carburanti e del blocco di alcune industrie.

Green pass, autotrasportatori lanciano l’allarme

La Fiap sottolinea che il green pass obbligatorio possa avere un impatto sulle imprese di trasporto e logistica in grado di causare gravi danni economici. Non solo sul settore che rappresentano ma anche per tutta l’industria e la collettività.

L’autotrasporto, sottolinea la Federazione, muove in Italia circa il 90% della merce fornendo materie prime e beni “utili alla vita di tutti i giorni”. Per questa attività viene impiegato soprattutto personale viaggiante straniero.

Il problema dei lavoratori stranieri senza green pass

Fiap spiega che molti autisti, soprattutto quelli stranieri, non hanno il green pass. Non solamente per scelta personale nel caso di quelli che hanno deciso di non vaccinarsi vivendo in Italia. Ma anche perché in alcuni Paesi stranieri, da cui provengono questi lavoratori, non esiste un obbligo così stringente sulla certificazione verde.

Altro problema è quello della vaccinazione effettuata nel Paese di origine che potrebbe non essere riconosciuta in Italia. Come spiega Ivano Russo, direttore generale di Confetra (la federazione delle associazioni di trasporti e logistica che fa capo a Confindustria), nel settore dell’autotrasporto lavorano in Italia - per l’export e l’import - molti stranieri come russi, bielorussi, polacchi e turchi: queste persone potrebbero essere state vaccinate con Sputnik o altri vaccini non autorizzati da Ema e Aifa e sono quindi senza green pass.

Le stime: quanti sono gli autotrasportatori senza green pass

Secondo i dati raccolti dalle imprese del settore il rischio è di una "possibile riduzione della capacità di consegna sino al 50%”. Il che avrebbe una conseguenza diretta: potrebbero mancare “prodotti di consumo essenziali” come quelli venduti nei supermercati.

Le stime di Confetra entrano più nello specifico. La confederazione rappresenta circa 400mila autisti e si stima che circa il 30% sia senza green pass. Il che vorrebbe dire una riduzione fino a un terzo delle consegne nell’immediato.

La richiesta degli autotrasportatori al governo

Il segretario generale di Fiap, Alessandro Peron, chiede quindi al governo di accogliere la richiesta di esonerare dal controllo del green pass gli operatori dell’autotrasporto che vengono impiegati nelle attività di carico e scarico. Anche se sono al vaglio diverse soluzioni come il tampone alla frontiera (per quelli stranieri) o un diverso impiego del personale viaggiante evitando che abbia contatti con altri lavoratori.

L’altro rischio sottolineato nella richiesta al governo è quello che le imprese del settore debbano affrontare maggiori costi organizzativi. Infine l’eventuale mancanza di personale dovuta alla non presentazione o all’invalidità del green pass potrebbe portare alla sospensione di alcuni servizi. E agli scaffali vuoti in tanti negozi italiani.

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