Serve il green pass per andare a messa? Tutte le regole previste in chiesa

Stefano Rizzuti

10 Gennaio 2022 - 17:47

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Con l’introduzione del super green pass cambia qualcosa per l’ingresso in chiesa? Vediamo se viene richiesta la certificazione verde e quali sono le regole durante la messa.

Serve il green pass per andare a messa? Tutte le regole previste in chiesa

Dal 10 gennaio il super green pass viene richiesto per accedere a quasi tutti i luoghi e le attività. E dalle prossime settimane senza restrizioni resta solamente l’ingresso in esercizi come i supermercati e le farmacie. A cui si aggiunge però un altro luogo: la chiesa.

Per andare a messa e, in generale, per accedere ai luoghi di culto non è prevista l’esibizione né di green pass rafforzato né di certificazione verde base. Possono accedere, quindi, non solo vaccinati e guariti dal Covid-19 o persone con tampone con esito negativo, ma tutti i cittadini senza limitazioni.

In chiesa serve il green pass?

Le regole in vigore per l’ingresso in chiesa dei fedeli sono quelle previste dal protocollo sottoscritto da Cei e governo il 7 maggio del 2020. Misure ancora valide e ritenute sufficienti dalla stessa Cei. Quindi nulla cambia per le messe rispetto ai mesi precedenti.

A confermarlo è stato il direttore dell’Ufficio nazionale comunicazioni sociali della Cei, Vincenzo Corrado. Non serve il green pass perché, come spiega Corrado, il protocollo viene ritenuto funzionante e adeguato. Il responsabile della Cei sottolinea:

Il protocollo del 2020 ha permesso ai fedeli di riconoscere le chiese come luogo di culto in cui fedeli e pastori possono ritrovarsi per le celebrazioni liturgiche con ordine, serenità, raccoglimento nella preghiera. Quel testo, redatto e firmato dopo la prima fase acuta della pandemia, tiene unite almeno due esigenze: la tutela della salute e indicazioni accessibili e fruibili da ogni comunità ecclesiale, grande o piccola che sia”.

Corrado spiega che finora non sono stati registrati focolai nelle chiese o, “qualora ci fossero stati, sarebbero comunque in un numero ridottissimo”. Il protocollo, a giudizio della Cei, è adeguato anche a fronteggiare la variante Omicron, più contagiosa, purché venga rigorosamente rispettato.

Nel protocollo, si sottolinea però, si prevede la possibilità di utilizzare sia le mascherine Ffp2 che quelle chirurgiche. Nonostante questo, comunque, la Cei consiglia di utilizzare se possibile le mascherine Ffp2, pur non essendo previsto alcun obbligo a riguardo.

Le regole in chiesa: dalle mascherine alla distanza

Le regole per l’ingresso in chiesa sono quelle fissate dal protocollo del 2020. Innanzitutto l’accesso deve avvenire evitando assembramenti e all’interno della chiesa bisogna mantenere un metro di distanza dalle altre persone sia lateralmente che frontalmente.

Vige l’obbligo di indossare la mascherina a copertura di bocca e naso. Inoltre, laddove possibile, gli accessi dovrebbe essere gestiti da volontari per evitare assembramenti. I fedeli non possono entrare se hanno sintomi influenzali o febbre superiore a 37,5 gradi, oltre che nel caso in cui siano contatti di positivi.

Le acquasantiere devono essere vuote e durante la celebrazione della messa non deve essere presente il coro. Inoltre è stato eliminato lo scambio del segno di pace e la comunione deve essere consegnata al banco evitando file in piedi: l’ostia deve essere consegnate nelle mani dei fedeli senza che vengano toccate.

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