Si chiama Grab e i suoi sviluppatori hanno scelto due slogan per descriverla in maniera istantanea: “The Everyday Everything App" ma anche “Making every day better”. E cioè, alla lettera, “L’applicazione per tutto ciò che riguarda la quotidianità” e “rendere ogni giorno migliore”.
Partiamo dalle basi: Grab è il nome di un’azienda di Singapore, fondata nel 2012, che offre ride-hailing (trasporto a pagamento su richiesta) e servizi di logistica attraverso applicazioni scaricabili su dispositivi mobili quali smartphone e tablet. Il suo raggio d’azione è ancora limitato, nello specifico a otto Paesi asiatici (Singapore, Malesia, Cambogia, Indonesia, Myanmar, Filippine, Thailandia, Vietnam), ma in poco più di un decennio è riuscita ad essere la prima start-up dell’area ad essere etichettata come decaron, e cioè una start-up con una valutazione di oltre 10 miliardi di dollari.
Ma che cos’è e come funziona in concreto Grab? Una semplice app nota soprattutto per i suoi servizi di ride-hailing e consegna a domicilio, oltre che una funzionalità di portafoglio che consente agli utenti di effettuare pagamenti online e di persona, inviare denaro a familiari e amici, finanziare gli acquisti e persino acquistare un’assicurazione di viaggio. Non ne avrete sentito parlare, forse, ma Grab è (e sta tentando di diventare) lo strumento digitale di riferimento per la vita quotidiana di milioni di persone negli otto paesi in cui opera.
L’Uber asiatica: fate largo a Grab
Grab è stata definita la «risposta del Sud-Est asiatico a Uber» e, secondo il Business Times, alla fine del 2023 l’app avrebbe servito 35 milioni di utenti unici ogni mese. Quotata al Nasdaq negli Stati Uniti sin dalla sua IPO del 2021, la società ha registrato un utile per la prima volta nel quarto trimestre del 2023 - registrando un utile di 11 milioni di dollari su un fatturato di 653 milioni di dollari - e non mostra segni di rallentamento.
Quando è nato tutto? Nel 2012, due ragazzi malesi, Anthony Tan e Tan Hooi Ling hanno avuto l’idea di creare una società di ride-hailing mentre stavano conseguendo un MBA alla Harvard Business School. La loro creazione prese vita da un brillante progetto universitario che, in seguito alla vittoria in un contest organizzato dalla stessa accademia, aveva ottenuto 25mila dollari.
Grazie a questo finanziamento prese forma GrabTaxi, un’app per mettere in contatto i tassisti con i passeggeri tramite i loro smartphone, per creare un’alternativa semplice e ordinata all’allora caotico (e talvolta pericoloso, soprattutto per le donne) ambiente di trasporto pubblico della Malesia.
Qualche anno più tardi, l’azienda madre si sarebbe espansa, rendendo disponibile la sua app di ride-hailing digitale nelle Filippine, poi a Singapore e in Thailandia, per poi lanciare una flotta di 100 taxi elettrici a Singapore ed estendere le operazioni in Vietnam e Indonesia. Stava nascendo un sosia di Uber.
La scalata verso il successo
I due enfant prodige malesi hanno quindi lanciato GrabBike, un servizio di ride-hailing per i viaggi in moto. Nel 2015, ha sintetizzato The Street, l’azienda ha svelato GrabExpress come servizio di corriere espresso, quindi ha cambiato il marchio, abbreviando il nome in Grab e aggiornando il logo, e ha introdotto la messaggistica in-app e la traduzione per autisti e passeggeri.
Ha inoltre creato il programma GrabRewards, tramite il quale gli utenti possono guadagnare punti riscattabili per sconti sui successivi servizi Grab. Arriviamo così al 2017 con il lancio di GrabPay, la prima offerta di tecnologia finanziaria dell’azienda. Che, all’inizio del 2018, decide di acquistare le attività e le operazioni di Uber nel sud-est asiatico, consolidando lo status di Grab come servizio di ride-hailing dominante nella regione.
In seguito a questa acquisizione, che includeva Uber Eats, Grab ha aggiunto i servizi di consegna di cibo alla sua gamma di offerte. Come parte di questo accordo, Uber ha ricevuto una quota del 27,5% di Grab e il CEO di Uber, Dara Khosrowshahi, è entrato a far parte del consiglio di amministrazione dell’azienda di Singapore.