Governo Draghi, M5S posticipa il voto su Rousseau

Alessandro Cipolla - Mario D’Angelo

09/02/2021

27/04/2021 - 15:58

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La seconda giornata di consultazioni delle consultazioni da parte di Mario Draghi si conclude con un colpo di scena: dopo le rassicurazioni su RdC e no al MES, il M5S decidere di posticipare il voto sul Rousseau.

Governo Draghi, M5S posticipa il voto su Rousseau

Si è concluso oggi il secondo giro di consultazioni da parte del Presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi, con gli incontri che sono iniziati stamattina alle 11 e si sono conclusi intorno alle 19.

Dai vari incontri fra le diverse forze politiche e l’ex numero uno della BCE sono emersi gli obiettivi programmatici del suo governo: focus sulla transizione energetica, riforma fiscale (progressività e niente Flat Tax), investimenti su categorie svantaggiate, giovani e lavoro con i fondi del Recovery Plan a fare da pilastro per l’azione di governo.

Dopo le aperture di PD e Lega, rimangono adesso due indecisi: LeU, che vuole vedere più concretamente la squadra e il programma, e il Movimento 5 Stelle, che in un primo tempo ha delegato agli iscritti della piattaforma Rousseau la decisione sul sostegno al Governo Draghi.

Nella serata di martedì 9, tuttavia, il garante dei Cinquestelle Beppe Grillo è intervenuto con un video su Facebook per chiedere alla base di avere «un attimo di pazienza» e aspettare cosa ha da dire Draghi prima di esprimersi definitivamente.

Il voto su Rousseau, insomma, sembra rimandato a data da destinarsi.

Stando al programma di queste consultazioni, Mario Draghi mercoledì pomeriggio dovrebbe salire al Colle per sciogliere la sua riserva, ma ormai pare che la larga maggioranza si sia formata.

Governo Draghi: Grillo sospende il voto su Rousseau

“Il reddito di cittadinanza è una grande idea, i Cinquestelle hanno fatto un miracolo per la politica italiana e il reddito ci vuole per l’economia”. Sono le parole che il presidente del Consiglio incaricato avrebbe rivolto a Beppe Grillo, secondo quanto rivelato dallo stesso fondatore del Movimento.

La delegazione del M5S avrebbe ricevuto da Draghi tutte le rassicurazioni del caso: dalla formazione di un super-Ministero della transizione energetica, alla trasformazione del Reddito di una Cittadinanza in una misura più universale, fino al no al MES.

E così Grillo, in un video su Facebook, ha annunciato agli iscritti che il voto su Rousseau è rimandato, perché vuol dare il tempo a Draghi di dire pubblicamente le cose che sarebbero state dette nel corso delle consultazioni.

Vi chiedo di aver pazienza. Poi sarete voi a decidere”, ha detto l’ex comico. Voto o no, a questo punto è chiaro che i vertici sono a favore dell’esecutivo. Ma perché poche ore prima il capo politico del M5S Vito Crimi aveva confermato il voto per domani dicendo che si sarebbe “fatto come con gli altri governi”? Cosa è successo nel frattempo?

Salvini a Bruxelles vota con PD e M5S

Un’altra svolta, nel frattempo, è stata sancita dal voto degli eurodeputati della Lega sul Recovery Fund.

La Lega è in Europa per cambiare delle regole che anche Draghi ha criticato”, aveva detto Salvini poco prima di riunirsi via zoom con i 29 europarlamentari del Carroccio per dettare loro la nuova linea sul Recovery. E così la Lega ha votato a favore insieme a PD, M5S e Forza Italia, mentre Fratelli d’Italia si è astenuto.

Nel corso della conferenza stampa seguita alle consultazioni, Salvini aveva comunicato un cambio di atteggiamento della Lega nei confronti dell’Europa.

Se Matteo Salvini dovesse entrare nella squadra di governo, La Repubblica scrive che per lui ci potrebbe essere un ruolo da ministro dell’Agricoltura, dicastero questo da sempre moto caro alla Lega. Il M5S sarebbe però contrario.

Giorgia Meloni ha confermato che Fratelli d’Italia, unico tra i partiti in Parlamento in attesa di capire la scelta di LeU, non voterà la fiducia al governo Draghi.

PD conferma fiducia a Draghi

Il segretario Dem Nicola Zingaretti si è detto soddisfatto delle linee guida della riforma fiscale del Governo Draghi, i cui pilastri sono “progressività fiscale, rifiuto di proporre nuove tasse, rifiuto della cultura dei condoni come soluzione di questo tema, che sarebbe sbagliata, e attenzione alla fiscalità sul lavoro”.

Italia Viva al termine dell’incontro con Mario Draghi si auspica che si possa votare la fiducia al più presto, con Teresa Bellanova che ha specificato che il partito sosterrà comunque il premier sia con un governo tecnico che misto tecnico-politico.

Fornaro e de Petris (LeU) al termine dell’incontro con Draghi: “Abbiamo riconfermato la disponibilità ad accogliere appello di Mattarella, incontro solo su aspetti di carattere programmatico, per noi fondamentale conferma blocco licenziamenti, poi ci ritroviamo sull’aspetto di un fisco più equo e con una forte lotta all’evasione, ma la valutazione complessiva la faremo dopo le ulteriori fasi”.

Draghi, gli appuntamenti di mercoledì 10

Domani mattino alle ore 11:45 ci sarà un incontro tra Mario Draghi e Confindustria, che così precederà quello del Presidente incaricato con le parti sociali.

Nel pomeriggio Draghi dovrebbe salire al Quirinale per sciogliere la riserva.

Lo scenario

Un fronte della maggioranza sempre più largo. Si può riassumere in questi termini la giornata inaugurale del secondo giro di consultazioni per il neo-premier incaricato Mario Draghi.

Il cosiddetto fronte del sì appare al momento larghissimo, e di fatto vedrebbe fuori solo Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, oltre a dover lasciare spazio all’attesa del voto dalla piattaforma Rousseau, previsto per il 10 e l’11 febbraio.

Ma il nodo maggiore sembrerebbe ora derivare solo da un problema di abbondanza, e spetterà in ogni caso a Draghi compilare la lista dei ministri, con la presenza sia di tecnici che di politici.

Molte sono le novità emerse oggi sul fronte dei temi in cima all’agenda per Draghi, che ha evidenziato come sia strettamente necessario accelerare il piano vaccini; ha inoltre invitato a una revisione del calendario scolastico che - sostiene - “ha perso troppi giorni”, seguendo in apparenza l’intenzione di prolungare le lezioni oltre gli usuali termini, e spingendo per un massiccio piano per l’assunzione di nuovi docenti.

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