Il governo Lega-Movimento 5 Stelle può cadere per la Tav?

Aria di crisi tra Lega e Movimento 5 Stelle per la Tav: Salvini e Di Maio al muro contro muro, con il governo sull’orlo di una crisi anche se il premier Conte starebbe cercando di trovare una soluzione in extremis.

Il governo Lega-Movimento 5 Stelle può cadere per la Tav?

Se devo andare fino in fondo, vado fino in fondo”. Anche Matteo Salvini punta i piedi sulla Tav, con il progetto che ormai è sempre più una patata bollente tra le mani di un Giuseppe Conte che, in maniera frenetica, in queste ore sta provando a mediare tra i due vicepremier.

Se da un lato la posizione del Movimento 5 Stelle è nota e irremovibile da tempo, “se c’è la Tav non c’è più il governo” ha commentato il capogruppo pentastellato al Senato Stefano Patuanelli, entro 48 ore dovrà essere presa una decisione.

Finora alla fine i due partiti sono sempre riusciti a trovare una soluzione per scongiurare ogni crisi, ma mai come questa volta le parti sembrano essere distanti tanto che c’è già chi è pronto a scommettere sulla caduta del governo gialloverde.

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Il governo rischia sulla Tav

Anche se sia dai lidi pentastellati che da quelli del carroccio in questi mesi il mantra è stato sempre “il governo del cambiamento durerà per cinque anni”, da giugno a oggi non sono mancate le tensioni tra i due partiti.

La volontà però di portare a casa i propri provvedimenti ha sempre prevalso finora su quella di rompere il patto, con una sorta di do ut des che ha tenuto coesa l’alleanza tra Lega e Movimento 5 Stelle.

Spartite le poltrone delle nomine di istituti e partecipate e portati a casa i principali cavalli di battaglia elettorali, anche se il decretone per Reddito di Cittadinanza e Quota 100 deve ancora essere approvato, i due partiti potrebbero avere già la pancia piena e per questo nessuno è disposto a cedere sulla Tav.

Chi ha il coltello dalla parte del manico è senza dubbio la Lega. I sondaggi danno il partito di Salvini ampiamente oltre il 30%, mentre al contrario i 5 Stelle sarebbero in forte calo di poco sopra il 20%.

In più c’è il fatto che se cade Conte i pentastellati difficilmente potrebbero tornare al governo, mentre il carroccio avrebbe sempre la carta del centrodestra con Silvio Berlusconi che non aspetterebbe altro.

Di certo c’è che le posizioni dei due partiti non sono mai state così distanti. Entro domenica l’esecutivo dovrà decidere cosa fare con la Tav, ma al momento nessuna delle due parti in causa sembrerebbe intenzionata a cedere.

Gli scenari

Anche se la mission non parrebbe essere delle più agevoli, alla fine Giuseppe Conte è convinto di poter giungere a un accordo. La mediazione più probabile potrebbe essere quella di pubblicare i bandi, visto che poi possono sempre essere annullati entro sei mesi.

Sarebbe però il classico buttare la palla in calcio d’angolo per guadagnare tempo. La maggioranza così facendo potrebbe mettersi alle spalle le elezioni europee di fine maggio, anche se poi in maniera inevitabile la questione Tav andrebbe a esplodere di nuovo in estate.

Dopo aver “salvato” Salvini dal processo per i fatti della nave Diciotti, oltre al recente via libera sulla legittima difesa, adesso il Movimento 5 Stelle si aspetta che sia la Lega a cedere e a ricambiare il piacere.

Le parole del ministro dell’Interno però sono sembrate molto nette, ma i pentastellati dopo aver detto sì al Tap e il pasticcio sulle trivelle non possono adesso permettersi di chinare il capo anche sulla Tav.

Nonostante già ci sia chi ipotizza un possibile accorpamento con le europee, un po’ come successo in Spagna, se dovesse cadere il governo Conte difficilmente in Italia ci sarebbero elezioni anticipate.

Dopo neanche un anno nella bambagia romana, difficilmente i vari parlamentari sarebbero disposti a mollare la cadrega. In più la quasi totalità dell’attuale classe dirigente del Movimento non sarebbe più candidabile, sempre che non venga cambiato ad hoc il regolamento in merito al massimo dei due mandati.

Se il governo Conte dovesse arrivare al capolinea, ce ne sarà con ogni probabilità uno tecnico (Cottarelli da tempo è pronto) oppure del centrodestra con l’appoggio di alcuni fuoriusciti dai 5 Stelle.

Nonostante la vittoria di Nicola Zingaretti alle primarie, difficile che il Partito Democratico possa aprire la porta a un governo con il Movimento, anche perché mancherebbero i numeri visto che tutta la componente renziana dei dem non accetterebbe mai questa eventualità.

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1 commento

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poirot • 1 mese fa

Ci sono degli errori:
- la legittima difesa non è legge: manca la terza lettura al Senato
- Il definitivo e decisivo voto sul processo a Salvini avverrà il 21 marzo
- non è per niente detto che Salvini tenga il 30% riandando al voto.

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