Italia, troppo traffico e pochi investimenti

Secondo la classifica europea della direzione generale mobilità e trasporti, il Belpaese si attesta il diciannovesimo posto in fatto di infrastrutture. Ecco perché.

Italia, troppo traffico e pochi investimenti

La Dg Move è solita stilare una classifica dei paesi europei prendendo nove indicatori per assegnare il punteggio. Attualmente l’Italia si è conquistata il diciannovesimo posto, perdendo due posizioni rispetto al 2016.

Secondo i fattori presi in considerazione, molteplici sono gli aspetti per cui il Belpaese scende in fondo come indice di gradimento. Ecco i voti conferiti per ciascun rilevatore individuato dalla direzione Ue.

Classifica infrastrutture: Italia 19°

La Dd Move, commissione europea in materia di traporti e di mobilità, mette a disposizione sul proprio sito una classifica, dal migliore al peggiore paese, in fatto di infrastrutture.

Sono nove gli indicatori utilizzati per esaminare ciascuna nazione, dai servizi ferroviari a quelli portuali fino alle spedizioni.

Il dato più recente mostra che l’Italia è alla diciannovesima posizione nella classifica dei 28 paesi. Un traguardo per nulla negativo, ma stemperato dal fatto di essere arretrata di due punti. Infatti nel 2016 era al diciassettesimo posto.

Una forte incidenza sul punteggio viene data dalla votazione riscontrata sull’efficienza dei traporti, poiché questa categoria subisce delle suddivisioni. Per quanto riguarda l’efficienza dei servizi ferroviari si attesta il ventesimo posto su ventisei, mancano dalla lista Cipro e Malta perché sprovvisti di ferrovie attive.

Invece su quella portuale è diciannovesima su ventitré, anche qui sono assenti dalla classifica nazioni quali: Repubblica Ceca; Lussemburgo; Ungheria; Austria e Slovacchia.

Nei servizi dei trasporti aerei è ventesima su ventotto e nella qualità delle strade è diciannovesima.

La situazione migliora negli indici inerenti il completamento del nucleo centrale delle Reti Transeuropee di trasporto. Sia nelle performance stradali sia nelle ferroviarie convenzionali, il Belpaese si aggiudica il dodicesimo posto su ventotto.

Sale la posizione per quanto concerne le linee ferroviarie ad alta velocità che rientrano nella Ten-t, come può essere la Tav, in cui si è ottavi su ventuno. La posizione scende drasticamente per quelle fluviali in cui si è diciassettesimi sui soli diciannove paesi presi in considerazione.

L’Italia è decima su ventotto per quanto riguarda la puntualità delle spedizioni, una stima che va al di sopra della media europea.

Tuttavia si nota che per il resto il Belpaese è al di sotto delle performance europee, questo perché si trascorrono moltissime ore bloccati nel traffico, circa 38 ore contro le 30 degli altri paesi, che di conseguenza produce insoddisfazione verso le infrastrutture.

Uno sguardo ai porti e alle ferrovie permette di comprendere che c’è l’assenza di competitor, o quasi, e pochi investimenti. Soprattutto negli attracchi del Sud-Italia si registra la mancanza di connessioni intermodali, ossia infrastrutture che consentano il facile trasferimento di, ad esempio, un container da nave a ferrovia.

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