TAV Torino-Lione: gli ingegneri criticano l’analisi costi-benefici

Le Analisi Costi-Benefici della TAV Torino-Lione e del Terzo Valico dei Giovi secondo gli ingegneri non sarebbero adatte. Tant’è che alcuni aspetti sarebbero stati sviluppati in modo affrettato

TAV Torino-Lione: gli ingegneri criticano l'analisi costi-benefici

La linea ferroviaria Torino-Lione (NLTL), e il Terzo Valico dei Giovi continuano a far discutere. In particolare le due Analisi Costi-Benefici che sono state oggetto di una “Critica costruttiva” redatta dall’Ordine degli Ingegneri della provincia di Milano, della provincia di Torino, dalla FIOPA, la Federazione Interregionale degli Ordini degli Ingegneri del Piemonte e della Valle d’Aosta, e dalla CROIL, la Consulta Regionale Ordini Ingegneri Lombardia.

Infatti secondo quanto si legge in un comunicato, considerando il loro ruolo tecnico e le proprie aree di competenze i firmatari hanno evidenziato che “i risultati delle due Analisi Costi Benefici, ottenuti da metodologie, parametri tecnici ed economici, hanno portato un netto conflitto con gli obiettivi fondanti della politica economica e dei trasporti in Italia e nell’Unione Europea".

Torino-Lione: alcuni aspetti sviluppati in modo affrettato

Quello precedentemente analizzato però non è l’unico aspetto su cui si è basata la critica degli ingegneri firmatari del documento. Infatti, le due Analisi Costi Benefici della Torino-Lione e del terzo valico dei Giovi sono basate su un “modello di valutazione economica non adatto per discutere l’opportunità di opere già rispondenti a programmi strategici di politica economica nazionale e internazionale e di coesione territoriale europea".

Ma non è tutto. Secondo gli ingegneri “alcuni alcuni aspetti sono stati sviluppati in modo affrettato, in particolare le previsioni della domanda di traffico merci e passeggeri”.

Infine, un altro aspetto evidenziato dalla “Critica costruttiva alle due Analisi Costi-Benefici della nuova linea Torino Lione e del Terzo Valico dei Giovi”, è che è stata trascurata la possibilità di prendere in considerazione “dati più precisi già disponibili o facilmente ricavabili, adottando così in modo molto discutibile alcuni scenari che non tengono in debito conto le modalità di sviluppo dei volumi che si possono facilmente ottenere sia dal trasferimento modale sia dalla nascita di nuova domanda”.

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