Goldman Sachs: lo shock maggiore della nostra vita

Quello che gli analisti di Goldman Sachs hanno definito “lo shock maggiore della nostra vita” è destinato ad alterare, per sempre, il mercato energetico.

Goldman Sachs: lo shock maggiore della nostra vita

La contesa Arabia Saudita – Russia non poteva arrivare in un momento peggiore per il mercato energetico: il diffondersi del Coronavirus ha bloccato la circolazione delle auto, ha imposto uno stop al traffico aereo ed ha fermato le fabbriche.

Il risultato, secondo Dan Yergin, vice presidente di IHS Markit, è un crollo della domanda di prodotti energetici pari a sei volte quello registrato nel corso della crisi del 2008.

Questo, alla vigilia della fine dei tagli all’output attualmente in vigore, ha spedito il prezzo del petrolio WTI sotto quota 20 dollari a 19,92$/barile mentre il derivato sul Brent è arretrato fino a 26,1 dollari. Per entrambi i benchmark si tratta dei livelli minori dal 2002.

Goldman Sachs: Covid-19 è il tipico “game-changer”

Secondo gli analisti di Goldman Sachs, che oggi hanno pubblicato un report sul futuro del mercato energetico, la crisi innescata dal Covid-19 rappresenta il tipico “game-changer” per il settore, un evento cioè destinato a cambiare profondamente i fondamentali che regolano l’intero comparto.

“Con le misure di distanziamento sociale che stanno impattando il 92% del Prodotto interno lordo globale, l’impatto complessivo di questi isolamenti è ancora sconosciuto ma finirà per modificare in maniera permanente l’industria energetica e la sua geopolitica, ridurre la domanda quando l’attività economica si sarà normalizzata e favorire il dibattito relativo il cambiamento climatico”, riporta lo studio di Goldman Sachs.

Come se “il maggior shock economico della nostra storia non dovesse bastare”, ampi settori economici, rileva Goldman Sachs, sono nell’occhio del ciclone poiché il loro blocco rappresenta la migliore difesa nei confronti del virus.

Goldman Sachs impatto virus “estremamente negativo”

Il blocco economico innescato dalla diffusione del Covid-19 risulterà “estremamente negativo” per i prezzi del petrolio visto che è “impossibile bloccare gran parte della domanda senza una larga e persistente ramificazione all’offerta”.

Il team di Goldman Sachs guidato da Jeff Currie stima che nella settimana corrente le richieste globali di petrolio scenderanno di un quarto, pari a circa 26 milioni di barili. Si tratta di un crollo, evidenzia Currie, che ha fatto diventare “irrilevante” la guerra Russia-Arabia Saudita.

Mercato energetico: cosa fare ora?

“Lo shock è stato troppo ampio, (Stati Uniti e Opec, ndr) non possono fare tutto da soli, per ribilanciare il mercato sarà necessario un taglio alla produzione globale coordinato”.

L’aspetto positivo derivante dal blocco delle industrie è rappresentato dal calo delle emissioni: “i dati in arrivo dalla Cina segnalano una riduzione di circa il 20% nel picco del blocco”.

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