Sempre più stranieri stanno investendo sul mercato immobiliare in Albania. Ecco perché e i numeri di un boom davvero sorprendente
L’Albania vive in uno dei momenti migliori della sua storia. Almeno dal punto di vista economico. I trend previsionali per questo 2026 parlano di una crescita del PIL del 3,6%, nettamente più alta della media europea, frutto di una serie di fattori che comprende l’aumento dei consumi interni, tassi di disoccupazione ai minimi storici, una notevole stabilità macroeconomia e una crescita degli investimenti provenienti dall’estero.
Spiccano, in tal senso, i dati del mercato immobiliare: secondo le statistiche ufficiali della Banca d’Albania, nel 2025 gli investimenti esteri nel settore hanno raggiunto la cifra record di 561 milioni di euro. Ovvero il 48% in più rispetto al 2024 e il 34% del totale dei capitali provenienti da altri Paesi.
Ma come ha fatto l’Albania a trasformarsi in pochi anni in una delle mete europee più ambite di chi vuole investire su case e immobili?
Il boom del mercato immobiliare albanese
Nel 2024 la percentuale di investimenti esteri sul mercato immobiliare albanese rappresentava il 24% del totale. Un anno dopo siamo saliti al 34% con un vero e proprio boom registrato nell’ultimo trimestre 2025 in cui sono stati investiti circa 158 milioni di euro, il dato più alto di sempre.
A trainare il settore una domanda estera rivolta verso le zone costiere e prezzi degli immobili che restano tra i più bassi d’Europa e della regione dei Balcani. Un valore che li rende particolarmente attraenti per gli investitori a caccia di rendimenti più elevati.
Ed è proprio grazie a questi investitori che il mercato sta iniziando ad auto-alimentarsi. La crescita progressiva dei prezzi rende gli immobili ancora più vantaggiosi, aspetto che attrae nuovi acquirenti e “gonfia” ulteriormente il settore.
Allargando lo spettro d’analisi a un decennio si scopre che il mercato immobiliare albanese oggi vale 17 volte di più rispetto al 2015. Una crescita influenzata non soltanto da nuove operazioni, ma anche, e soprattutto, dal progressivo aumento di valore degli asset.
Il settore immobiliare domina la scena degli investimenti esteri
L’economia albanese risulta fortemente sbilanciata verso il settore immobiliare. I servizi finanziari, ad esempio, sono al secondo posto con 291 milioni di euro di investimenti esteri e rappresentano il 18% del totale, con una crescita dell’1,4% in un anno.
Il settore bancario, sostenuto dall’ingresso di nuovi operatori e da buoni utili rimane stabile, mentre ha registrato ottimi numeri il commercio, cresciuto del 51% grazie alle notevoli performance di molte aziende con sede in Kosovo.
Decisamente meno incoraggianti i dati del settore minerario e di quello energetico, due dei traini tradizionali dell’economia albanese.
Gli investimenti in ambito minerario sono diminuiti di circa il 25%, attestandosi sui 161 milioni di euro. È il risultato del ritiro di Shell che ha reso il giacimento di Vankers Retroleum l’unico sito attualmente attivo nel Paese.
Notevole anche la contrazione del settore energetico. Nonostante resti il comparto che attrae la maggior quantità di capitali (circa 3,84 miliardi di euro), ha dovuto affrontare una diminuzione degli investimenti del 38%.
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