Mentre Ocse e Banca d’Italia tagliano le stime di crescita, la fiducia delle famiglie sta scendendo: preoccupano soprattutto le basse intenzioni d’acquisto.
C’è un dato da osservare con attenzione per capire dove sta andando l’economia italiana: è importante perché in caso di un suo peggioramento, aumentano le probabilità di un calo dei consumi. Lo calcola ogni mese l’Istat ed è la fiducia dei consumatori, un indicatore che valuta l’ottimismo o il pessimismo degli italiani nei confronti del contesto del momento. Aiuta a cogliere cambiamenti nei comportamenti concreti delle famiglie, delineando un quadro attuale e fornendo anche previsioni a breve termine.
Se da una parte ci sono le istituzioni, come per esempio l’Ocse, che nelle scorse settimane ha tagliato le stime di crescita per l’Italia per quest’anno e per il 2027, o la Banca d’Italia, che ha parlato di segnali positivi per l’economia nel secondo semestre 2025 e nei primi due mesi di quest’anno, interrotti però bruscamente dalla guerra in Medio Oriente, dall’altra ci sono le percezioni dei consumatori. Il sentiment popolare è da monitorare perché può seriamente preludere a una maggiore prudenza negli acquisti e a una conseguente contrazione dei consumi. Il pessimismo si è diffuso rapidamente negli ultimi mesi.
C’è poca fiducia
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