Sono tutte azioni AI, ovvero azioni di società che hanno deciso di scommettere sul business dell’Intelligenza artificiale: e sono tutte azioni, in tutto 10, che gli insider hanno deciso di scaricare, in una fase cruciale per Wall Street caratterizzata dalla stagione delle trimestrali.
Alcuni di questi titoli continuano a ricevere in ogni caso la benedizione degli analisti, che intravedono margini di rialzo anche piuttosto consistenti.
D’altronde, diversi sono i motivi che possono spingere il CEO o altri manager di un’azienda quotata in Borsa a smobilizzare parte della quota detenuta nella stessa: e non tutti i sell corrispondono necessariamente a una dimostrazione di sfiducia.
Tra i 10 titoli su cui si stanno affollando i sell degli insider ci sono nomi ben noti della Corporate America; altre aziende sono meno conosciute: tutte sono attentamente monitorate dal pubblico degli investitori, per le elevate potenzialità di crescita che le caratterizza.
Microsoft
Microsoft (NASDAQ:MSFT) è la Big Tech Usa considerata tra i titoli “Winner” della scommessa sull’intelligenza artificiale.
Il 9 settembre 2024 il vice presidente del gigante Bradford L. Smith ha venduto 40.000 azioni Microsoft al prezzo di $402,59 per azione, per un controvalore di $16,1 milioni, tagliando la sua quota del 7%, a 532.347 azioni.
Occhio al titolo del gigante americano, così come anche alle sue potenzialità di crescita nel business dell’AI:
dopo un anno di espansione dei margini, il colosso prevede ora una flessione dei margini operativi, a causa dell’aumento delle spese in conto capitale per i data center, previste incidere sul fatturato fino al 21%, dal precedente 12%.
Si tratta di una incidenza ben superiore a quella delle spese di Amazon e Google, che si spiega con l’alta dipendenza di Microsoft dai chip di Nvidia. Motivo per cui Gil Luria, analista di DA Davidson, ha avvertito che, se Microsoft continuerà a investire in modo così massiccio, i margini potrebbero scendere di almeno 1 punto percentuale, mettendo a rischio la forza del lavoro del gigante. Risultato: Microsoft potrebbe essere costretta a licenziare 10.000 persone circa ogni anno per riuscire a mantenere i propri margini.
C’è anche il tarlo della concorrenza, che si sta facendo più accesa: sempre Luria ha ricordato che, in termini di crescita del cloud, Amazon Web Services sta per raggiungere Azure di Microsoft, e che anche Google Cloud sta facendo un bel po’ di passi avanti.
L’analista ha così annunciato un downgrade sul titolo Microsoft da “Buy” a “Neutral”, ribadendo il target price a $475.
Meta
Meta Platforms (NASDAQ:META) è l’altro grande nome colpito dai sell degli insider. Il 19 settembre 2024 il responsabile della divisione prodotti Christopher K. Cox ha venduto infatti 20.000 azioni della Big Tech che controlla Facebook, Instagram, WhatsApp, per $557,52 per azione, ovvero per un totale di $11,15 milioni, riducendo la sua partecipazione del 5%, a 393.708 azioni.
Gli investitori guardano con interesse alle ambizioni di Meta nel comparto dell’AI, ritenendo che, con un flusso di cassa netto di $35 miliardi e una solida base degli utenti, le azioni del gruppo abbiano tutte le carte in regola per confermarsi un solido investimento di lungo termine.
Per quanto riguarda gli obiettivi del gigante nel mondo dell’intelligenza artificiale, va ricordato che Meta intende utilizzare l’AI per migliorare l’engagement e i modelli di linguaggio simili a Llma 3, al fine di rendere più efficiente l’interazione tra gli utenti, rafforzare l’engagement stesso e monetizzare in modo migliore i suoi 3,2 miliardi di utenti attivi giornalieri.
Nvidia
NVIDIA (NASDAQ:NVDA), ergo la regina incontrastata della grande scommessa lanciata da Wall Street sull’AI, ovvero la Big Tech Usa identificata come l’indiscussa vincitrice del mercato dell’intelligenza artificiale, grazie ai suoi semiconduttori che continuano a essere oggetto di richieste febbrili.
Il 6 settembre 2024, il CEO della Big Tech Usa, Jen Hsun Huang, ha venduto 240.000 azioni NVDA, a $104,35 per azione, per un valore complessivo di $25 milioni circa. La mossa non ha avuto un grande impatto sulla dimensione della partecipazione, che ammonta tuttora a 861.499.236 azioni.
A vendere le azioni Nvidia è stato successivamente anche il direttore Mark A. Stevens che, in data 24 settembre, ha smobilizzato 165.100 azioni Nvidia a $121,27 ciascuna, anche in questo caso non apportando un grande cambiamento alla sua quota, pari a 38.592.685 azioni, attraverso una transazione che è stata valutata $20 milioni circa.
Smobilizzi, negli stessi giorni, anche da parte del direttore Tench Coxe, che ha venduto 2 milioni di titoli Nvidia a $117,87 per azione, per un ammontare totale di $235,7 milioni, tagliando la propria quota del 5% a 34.578.208 titoli.
Gli analisti, a fronte della febbre di buy tornata sulle azioni del colosso, hanno avvertito che Nvidia non rimarrà per sempre leader del mercato dell’AI, vista la competizione crescente che arriva dalla diretta concorrente AMD e dallo sviluppo di acceleratori AI da parte di colossi del calibro di Google, Amazon e anche Apple.
Alcuni esperti credono per esempio che, negli anni 2025-2029, la quota nel mercato dei data center in mano a Nvidia avrà un valore superiore a $950 miliardi, meno della metà del valore complessivo del mercato, atteso a $2 trilioni: detto questo, secondo gli stessi la Big Tech Usa continuerà a confermarsi tra gli attori principali del business dell’AI.
Broadcom
Broadcom Inc (NASDAQ:AVGO): società che sviluppa un’ampia gamma di prodotti per i data center, il mercato delle reti-networking, così come per i settori software, wireless, a banda larga.
Il 24 settembre 2024, il CEO Hock E. Tan ha venduto 150.000 azioni, a $172,94 per azione, per $25,94 milioni, riducendo la sua partecipazione del 10% a 1.289.440.
Ancora prima, era stato il direttore generale della divisione di Broadcom Semiconductor Solutions Group Charlie B. Kawwas a scaricare 25.200 titoli a $168,27 per azione, per $4,24 milioni, così riducendo la sua partecipazione del 3% a 838.470 titoli.
Gli analisti della divisione di strategia di crescita globale della tecnologia di Columbia Threadneedle hanno rimarcato in un commento che Broadcom vanta una posizione solida nel mercato dell’intelligenza artificiale come dimostrano le stesse vendite di AI riportate dall’azienda, salite nel secondo trimestre del 2024 del 400% su base annua. “Nel complesso, il fatturato legato all’AI ha inciso sul fatturato totale per il 30% nel 2024 e di avvia ad avere l’incidenza maggiore sul fatturato entro l’arco dei prossimi due-tre anni”, ha precisato la nota.
Adobe
Adobe (NASDAQ:ADBE) è un colosso di software per computer che offre una vasta gamma di programmi.
In data 25 settembre 2024, il presidente e CEO Shantanu Narayen ha smobilizzato 25.000 azioni a $521,58 per azione, per $13 milioni circa, tagliando così la quota in suo possesso del 7%, a 357.967 azioni.
Da allora, il titolo è in calo del 5% circa. Gli analisti non hanno ancora le idee chiare sulla capacità del gruppo di riuscire a cavalcare l’onda del successo dell’AI.
D’altronde, Adobe ha anche annunciato di stimare per il quarto trimestre dell’anno un fatturato compreso tra $5,5 miliardi e $5,55 miliardi, in media di $5,525 miliardi, ammontare che è inferiore ai $5,6 miliardi previsti dal consensus. Ma la società sta lanciando diversi strumenti potenziati con l’intelligenza artificiale, nei suoi prodotti, che potrebbero rafforzare la crescita del suo fatturato, in futuro.
DELL
Tra i nomi storici della classifica, Dell è una multinazionale americana nata nel 2016 dalla fusione tra Dell e EMC Corporation, tra le aziende tecnologiche che occupano una posizione di leadership in tutto il mondo.
Il 26 settembre il CEO Michael S. Dell ha venduto 10 milioni di azioni, a $122,40 per azione, per $1,224 miliardi, riducendo la sua quota del 35% a 18.292.241 azioni.
Da quella mossa dell’amministratore delegato, il titolo è in calo del 3,8%.
Sul titolo gli analisti di UBS rimangono ottimisti, facendo notare che le azioni della società sono tra quelle più importanti, nel comparto tecnologico, da tenere in portafoglio alla fine del 2024.
Gli analisti motivano la fiducia con le potenzialità che, a loro avviso, Dell presenta in quanto attore emergente del mercato dei server AI.
Occhio anche al commento positivo di Bill Baruch, fondatore di Blue Line Capital che, in una recente intervista, ha parlato di un miglioramento “significativo” dei della divisione che comprende i server AI: una divisione che ha assistito a una crescita annua dell’80% circa, con l’incidenza sul fatturato totale salita dal 2,2% di appena tre trimestri fa al 12,4%.
L’analista ritiene che il titolo Dell possa salire fino a $134 entro la fine del 2024. Tra l’altro, nel maggio del 2024 Dell ha dotato l’AI factory lanciata con Nvidia del nuovo server PowerEdge XE9680L e di altre soluzioni.
Palo Alto
Palo Alto Networks Inc (NASDAQ:PANW) è una multinazionale americana attiva nel settore della cybersecurity.
Il 3 settembre 2024 il CTO di Palo Alto Networks Nir Zuk ha venduto 36.000 azioni, a $359,17 per azione, per $12,93 milioni, sforbiciando la sua quota del 2%, a 1.426.481 azioni.
Il titolo è in rialzo del 4,4% da quella mossa. Il prodotto di punta di Palo Alto è Prisma Secure Access Service Edge (SASE). Rudy Kessinger di DA Davidson ritiene che Palo Alto Networks abbia finora catturato appena il 7% di un mercato che potrebbe arrivare a valere la cifra di $200 miliardi.
Arista Networks
Arista Networks Inc (NYSE:ANET), società che fornisce reti per grandi data center e per il cloud computing.
Il 6 settembre 2024 il CTO e vice direttore generale senior della divisione di ingegneria software del gruppo ha venduto 38.311 azioni, per $317,23 per azione, riducendo la partecipazione del 7% a 548.183 titoli. La transazione è stata valutata $12,15 milioni circa.
Attenzione al titolo, balzato dalla vendita delle azioni del 26%.
AppLovin Corp
AppLovin Corp (NASDAQ:APP), tra le piattaforme di mobile marketing o anche mobile gaming più importanti.
In data 12 settembre 2024, il CEO Arash Adam Foroughi ha venduto 200.000 azioni a $107,80 per azione, per $21,6 milioni, tagliando la partecipazione del 2%, a quota 9.243.217 azioni.
Da quel giorno le azioni di AppLovin hanno segnato un rally del 35%.
Piattaforma pubblicitaria per videogame, AppLOvin viene considerata da Ankur Crawford, vice presidente di Alger, tra le AI stocks più sottovalutate, con una immensa potenzialità di crescita.
Crawford ha fatto notare, in particolare, che AppLovin utilizza l’AI al fine di consentire al consumatore di scaricare più giochi. “Così facendo, il gruppo riesce a monetarizzare le scorte meglio di qualsiasi altro”. Ancora, Crawford ha messo in evidenza che il gruppo gode di “una quota di mercato pari al 70%”, e che ora “sta puntando ora anche sull’ecommerce”.
Palantir Technologies
Grazie alla sua piattaforma di intelligenza artificiale (AIP) lanciata un anno fa circa, Palantir Technologies (NYSE; ticker PLTR), fornisce ai propri clienti - tra cui spiccano i nomi di Airbus, BP, Panasonic - soluzioni per ridurre i costi e aumentare i profitti.
In data 24 settembre l’imprenditore Peter Thiel, conosciuto per essere sia un attivista politico che un venture capitalist, co-fondatore di società dai nomi altisonanti che ha contribuito a creare la stessa Palantir, così come anche PayPal e Founders Fund, ha venduto 16.178.415 azioni del gruppo, a $36,90 per azione, riducendo così la sua quota del 16% a 83.283.878 azioni. La vendita è stata valutata all’incirca $597 milioni.
Da allora, le azioni Palantir Technologies sono balzate del 17%.
Thiel ha venduto poi altri titoli di Palantir in data 27 settembre, smobilizzando 12.412.322 azioni a $36,85 ciascuna, e sforbiciando così ulteriormente la quota nel gruppo del 15%, a 70.871.556 titoli. L’incasso, in questa seconda occasione, è stato pari a $457 milioni.
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