La Germania assomiglia sempre di più alla Repubblica di Weimar. Una profonda crisi politica ed economica sta infatti investendo l’ex locomotiva d’Europa.
In questo contesto difficile, si accentuano le lotte identitarie, con l’establishment politico-mediatico che intende emarginare in tutti i modi il partito di destra AfD, secondo partito al 18% nel Paese ma primo nell’est della Germania. Nei mesi scorsi, infatti, nel lander chiave del Brandeburgo, i Socialdemocratici del cancelliere Olaf Scholz hanno tenuto a bada per un pelo l’AfD: ma il partito ha fatto progressi altrove, ottenendo una sorprendente vittoria alle elezioni nel lander orientale della Turingia.
In queste ore, sta facendo discutere la decisione della Chiesa Evangelica di escludere i membri dell’AfD da tutti gli incarichi di leadership. Una mossa pesante in vista delle elezioni del 25 febbraio 2025 dopo il crollo del governo «semaforo» di Olaf Scholz.
La Chiesa Evangelica prende posizione
La Evangelische Kirche in Mitteldeutschland (EKM) ha infatti deciso di escludere i membri del partito politico da incarichi di leadership all’interno della chiesa. Il Landesbischof Friedrich Kramer ha dichiarato che le «posizioni estremiste, xenofobe e anticattoliche» non sono compatibili con ruoli di responsabilità nel Consiglio delle chiese parrocchiali o in altre posizioni di leadership nella chiesa.
Questo provvedimento, afferma, è stato preso in base alla Costituzione ecclesiastica, che si oppone alle ideologie estremiste. Kramer ha sottolineato che questa decisione «non è una dichiarazione ideologica contro la libertà di fede», poiché le porte della chiesa rimangono aperte per tutti, ma piuttosto una misura contro la «promozione di valori in contrasto con la dottrina cristiana», a suo dire. Un caso che ha attirato l’attenzione riguarda un pastore che, pur essendo membro della AfD, aveva cercato di assumere un ruolo politico, suscitando un’indagine disciplinare da parte della EKM.
La Germania verso le urne, Scholz candidato
In vista delle elezioni federali tedesche previste per il 23 febbraio 2025, un gruppo di deputati dell’Spd ha espresso dubbi sulla leadership del cancelliere Olaf Scholz e ha suggerito al ministro della Difesa Boris Pistorius, ritenuto più popolare, di candidarsi. Al momento, il partito Cristiano-Democratico (CDU), insieme al suo partner bavarese CSU, è nettamente in testa nei sondaggi con un 32% di consensi, mentre l’SPD si trova in una posizione di terza scelta con solo il 16%, dietro anche al partito di estrema destra AfD.
Durante un incontro del Seeheimer Kreis, una corrente conservatrice dell’SPD, riporta POLITICO, molti membri hanno manifestato scetticismo sulle possibilità di Scholz di ottenere un buon risultato, suggerendo che Pistorius dovrebbe prendere il posto di Scholz per evitare una sconfitta disastrosa alle urne. I critici, come il deputato Joe Weingarten, hanno sottolineato che il Cancelliere è ormai «impopolare» e che un cambiamento di leadership è essenziale per la sopravvivenza dell’SPD nelle prossime elezioni. Nonostante i dubbi sul Cancelliere, venerdì scorso, Boris Pistorius ha deciso di non candidarsi per la leadership del partito, nonostante la sua popolarità. Lunedì, invece, Olaf Scholz è stato confermato come leader del SPD da un’assemblea di 33 rappresentanti di alto livello del partito.
Merz, il favorito
Per quanto riguarda la CDU, il presidente del partito, Friedrich Merz, avrà l’opportunità di affrontare la sua sfida più importante: quella per la Cancelleria federale della Germania, un obiettivo che ha perseguito per tutta la sua carriera politica. A 70 anni, infatti, Merz guiderà la CDU e il suo alleato bavarese, la CSU, nelle elezioni anticipate, indette dopo il crollo del governo di Olaf Scholz. Merz sposterà l’asse dei cristiano-democratici a destra, verso posizioni nettamente più conservatrici rispetto all’era di Angela Merkel, con un focus su politiche fiscali rigorose, un approccio liberale all’economia e un atteggiamento fermo contro l’immigrazione illegale.