La Germania delude le sue imprese. È iniziato il declino, «è una minaccia esistenziale»

Ilena D’Errico

14 Maggio 2026 - 22:13

Le imprese tedesche vedono a rischio la propria sopravvivenza e si sentono del deluse dal governo Mertz.

La Germania delude le sue imprese. È iniziato il declino, «è una minaccia esistenziale»
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Questo momento storico non è particolarmente favorevole alla crescita delle imprese europee, molte delle quali si trascinano dietro difficoltà accumulate negli anni. In Germania la crisi è particolarmente evidente da questo punto di vista, come dimostra l’elevato numero di fallimenti aziendali registrato dal Paese. Chiaramente, i motivi che hanno portato a questo declino esponenziale sono molteplici, ma negli ultimi mesi le associazioni di categoria stanno accusando soprattutto l’inadeguatezza dell’operato del governo.

A quasi un anno dall’inizio del mandato la cancelleria di Friedrich Merz viene giudicata manchevole dalla comunità imprenditoriale tedesca, che ormai si dichiara priva di speranze. È ovvio che siamo di fronte a un problema strutturale con radici molto più lontane del governo attualmente in carica e una serie di circostanze sfortunate che accomunano tutto il tessuto imprenditoriale europeo. Pandemia e guerre, e tutto ciò che ne è conseguito, per citarne alcune.

D’altra parte, le imprese tedesche ritengono che il cancelliere Merz non abbia in alcun modo aiutato ad arginare i problemi e, soprattutto, lamentano il mancato rispetto delle promesse fatte nella fase elettorale. Cambiano i Paesi, cambiano le epoche ma queste delusioni tornano ciclicamente, generando un clima di sfiducia sempre più pesante.

La Germania delude le sue imprese, una “minaccia esistenziale”

Nel 2025 la Germania ha totalizzato un aumento dei fallimenti aziendali dell’8,3% rispetto all’anno precedente, con quasi 24.000 imprese in bancarotta. Fallimenti che hanno causato perdite finanziarie intorno ai 60 milioni di euro, con quasi 300.000 lavoratori coinvolti, una corsa di pari passo con le insolvenze personali. Oggi l’8,1% delle imprese è in crisi, secondo i dati di aprile 2026.

Una vera e propria emorragia nel bilancio statale che oggi, dopo le nutrite speranze, porta il tessuto imprenditoriale a scagliarsi contro l’operato del governo tedesco. L’ultima indagine dell’IFO Institute, come pure i vari sondaggi, conferma che le aziende e i cittadini sono sempre meno sicuri delle capacità del cancelliere in carica. Una circostanza nota allo stesso Merz, che in occasione della Giornata dell’Economia ne ha preso atto pubblicamente:

So che l’atmosfera nel paese è cupa, anzi, è davvero pessima. Riconosco questo stato d’animo. Lo accetto e lo prendo molto sul serio.

Le rassicurazioni del cancelliere non sembrano aver davvero convinto le associazioni rappresentative delle imprese tedesche, per quanto, come ricordato da Merz “non si cambia un Paese in una settimana o in un mese". È pur vero, però, che non basta allo stato delle cose ragionare sul lungo termine. Servono interventi urgenti per limitare la crisi, che come sottolineato dalla Federazione delle industrie tedesche rappresenta una “minaccia esistenziale”.

“Piove, governo ladro”?

Il governo tedesco non è evidentemente riuscito ad accontentare i suoi cittadini e in particolare le sue imprese, come dimostrano ampiamente i dati economici. Ciò non esclude, tuttavia, che siano stati effettuati più interventi per sostenere l’economia nazionale. Nei primissimi mesi di mandato il governo Mertz ha varato un pacchetto di sostegno da 46 miliardi di euro, rappresentati da sgravi economici distribuiti fino al 2026. Molte altre misure sono seguite, anche nel contrasto al caro carburanti, insieme al fondo speciale per gli obiettivi climatici. Il governo non è però riuscito a contenere la lunga e insidiosa burocrazia tedesca, che oggi rappresenta l’ostacolo principale per le imprese, una vera barriera tra loro e gli aiuti, ma anche fra loro e gli investitori.

Questa è la posizione dell’Associazione delle Camere d’industria e di commercio tedesche, mentre la Federazione delle industrie tedesche lamenta soprattutto la mancanza di un piano complessivo e l’inadeguata attuazione delle misure proposte. La crisi in Medio Oriente sta avendo un ruolo considerevole in questo scenario, che vede un’azienda su dodici minacciata nella sopravvivenza. Le difficoltà dei consumatori stanno ora facendo pressione su vari settori dell’economia tedesca, mentre l’incertezza geopolitica comincia a specchiarsi in quella interna.

Il governo appare frammentato, con un’immagine pubblica messa ulteriormente in discussione dagli ultimi eventi, il dietrofront sul bonus da 1.000 euro per i lavoratori e i fischi dei sindacati durante il discorso sulle pensioni. In questo contesto, la situazione delle imprese tedesche non sembra destinata a migliorare presto.