Gas, scatta la riduzione dei consumi in Ue: cosa significa e cosa succede in Italia

Stefano Rizzuti

8 Agosto 2022 - 17:54

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Scatta in Ue il piano di riduzione volontaria dei consumi di gas: vediamo cosa significa, cosa comporta per l’Italia e quando può essere dichiarata l’allerta.

Gas, scatta la riduzione dei consumi in Ue: cosa significa e cosa succede in Italia

Da martedì 9 agosto entrerà in vigore l’accordo Ue per la riduzione volontaria dei consumi di gas in tutti gli stati membri. Il testo dell’accordo tra i 27 - contrari solo Polonia e Ungheria - è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale comunitaria e l’intesa entra così in vigore.

Secondo quanto previsto dal piano europeo, ogni stato membro dovrà fare qualsiasi sforzo per ridurre il consumo di gas tra l’agosto del 2022 e il 31 marzo del 2023. Così l’Ue prova a mettersi al riparo da brutte sorprese e dal possibile taglio delle forniture di gas russo. Anche se l’emergenza, al momento, non è ancora alle porte.

Intanto l’Italia si prepara all’inverno continuando ad aumentare gli stoccaggi: solo pochi giorni fa erano intorno al 74% (sopra la media europea) e, secondo il ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani, dovrebbero raggiungere il 90% entro l’inizio della stagione fredda, garantendo così una soglia di sicurezza. Ma cosa cambia con l’entrata in vigore del piano Ue e cosa potrebbe succedere a partire dall’autunno?

Gas, quanto verranno ridotti i consumi in Ue

L’accordo prevede, a livello europeo, una riduzione dei consumi del 15% per gli stati membri rispetto alla media degli ultimi cinque anni nello stesso periodo. Ma ci sono delle deroghe per diversi motivi, tra cui quella prevista per l’Italia che deve ridurre i consumi solamente del 7%. Per ora la riduzione sarà solo volontaria e le misure non saranno quindi obbligatorie.

Quando può scattare l’emergenza gas

Non è però da escludere che si passi dalla riduzione volontaria all’obbligo di riduzione dei consumi: una condizione che si potrebbe avverare in caso di dichiarazione dello stato d’allerta con la conseguenze diminuzione forzata dei consumi. L’allerta potrebbe scattare in caso di rischio di grave penuria, per esempio in seguito a un eventuale stop totale delle forniture russe.

Emergenza gas, cosa può succedere in Italia

In Italia, per il momento, è stata applicata solamente la riduzione dei consumi negli uffici pubblici, con le temperature più basse in inverno e più alte in estate di un grado. Il che vuol dire un uso a potenza ridotta per riscaldamenti e condizionatori. Per ora nulla del genere è previsto per le abitazioni private, ma in caso di necessità non è da escludere una raccomandazione simile anche per le case, con temperature fissate a 19 gradi in inverno e 27 in estate. A questo si potrebbe aggiungere anche la riduzione dell’accensione dei riscaldamenti centralizzati nei condomini con un’ora in meno al giorno.

Per capire cos’altro potrebbe succedere in Italia vediamo anche gli altri Paesi europei dove sono in vigore alcune restrizioni. In Spagna, per esempio, le vetrine dei negozi devono essere spente alle 10 di sera. In Francia, invece, è vietato tenere le porte dei negozi aperte con l’aria condizionata o il riscaldamento in funzione.

Sempre in Francia si prevede lo spegnimento durante la notte delle facciate delle attività commerciali e dei cartelloni pubblicitari. Anche in Germania sono state messe in campo diverse restrizioni, seppure a livello locale: in alcune zone le autorità locali hanno previsto lo spegnimento dei monumenti pubblici la sera. E non è detto che soluzioni simili non vengano adottate anche in Italia.

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