Gas, nuovi aumenti in vista. Un (altro) pacco per i consumatori italiani

Raphael Raduzzi

9 Gennaio 2024 - 16:10

Se il governo non troverà rapidamente almeno 4 miliardi nel giro di qualche mese potrebbero aumentare le bollette del gas per tutti.

Gas, nuovi aumenti in vista. Un (altro) pacco per i consumatori italiani

Il nuovo anno potrebbe aprirsi con un bel pacco per i consumatori italiani.

Siamo questa volta nell’ambito dei prezzi del gas e dell’energia, prezzi che dopo un 2022 terribile sembrano essersi finalmente stabilizzati. Lo scorso anno abbiamo visto il prezzo dell’energia raggiungere e superare anche il picco dei 350 euro al megawattora.

Senza entrare nel dettaglio delle cause di quell’aumento stratosferico dei prezzi possiamo comunque certamente citare l’inizio del conflitto in Ucraina ma anche certe politiche green dell’Unione Europea. Tutto ciò portò la gran parte dei governi europei, anche per la spinta della stessa UE, a riempire letteralmente tutti gli stoccaggi possibili (e a crearne di nuovi). Come in ogni mercato a maggior domanda, corrisponde un maggior prezzo.

Tuttavia, le cose andarono meglio delle previsioni. Complice l’inverno mite e le soluzioni con altri fornitori, il gas e l’energia arrivarono in abbondanza. Tanto che SNAM e GSE, rispettivamente i gestori del gas e dell’energia, in questi ultimi mesi hanno dovuto rivendere gran parte del gas e dell’energia acquistati in quel periodo di riempimento folle degli stoccaggi. E ora, a causa dei prezzi ben più morigerati, si trovano con un buco di oltre 4 miliardi.

La soluzione?
Sembra essere contenuta in un documento di qualche settimana fa di ARERA (l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) e prevedrebbe una nuova voce nella bolletta del gas, che costerebbe 2,32 centesimi a metro cubo.

Tutto a carico dei consumatori, a partire da aprile 2024 e per una durata minima di 3 anni, in modo tale da recuperare almeno 1,5 miliardi dall’operazione. Un bel salasso insomma.

Ma ciò non riguarderebbe solo per il gas consumato in Italia ma anche quello che viene esportato all’estero.
E perché mai dovremmo imporre una tassa implicita sulle nostre esportazioni? Perché una dinamica simile è successa, grazie alle stesse imposizioni europee in Germania e, a quanto pare, l’ARERA vorrebbe – ahinoi – prenderla a modello. La Germania ha infatti già applicato una tariffa supplementare di 1,89 euro al megawattora per il gas che viene esportato. E dato che pure noi importiamo modeste quantità di gas dal paese teutonico, c’è chi ha già stimato un aggravio per l’Italia di circa 35 milioni all’anno. Altra bella notizia.

L’unica nota (forse) positiva è che quello di ARERA è un documento di consultazione; quindi, volendo, il governo potrebbe ripianare il buco causato dalle scellerate decisioni di Draghi con altre scelte, trovando dunque altre risorse. Auguri.

Anche perché secondo molti commentatori i miliardi da trovare potrebbero essere 6 e non 4, quindi sarà davvero difficile che almeno in parte vi sia un contraccolpo per i consumatori.
Che vengono, questi, da anni di inflazione alle stelle durante i quali sono pure stati tagliati gli sconti su carburanti ed Iva per molti generi. Nelle prossime settimane sicuramente una scelta andrà fatta e, come al solito, vi terremo aggiornati.

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