Dal 1° gennaio 2027 arriva la nuova lettura consumi del riscaldamento in condominio. Cosa cambia?

Patrizia Del Pidio

23/09/2026

Contabilizzatori di calore con telelettura obbligatoria dal 1° gennaio 2027. Cosa cambia nei condomini, chi deve adeguarsi e le sanzioni previste.

Dal 1° gennaio 2027 arriva la nuova lettura consumi del riscaldamento in condominio. Cosa cambia?

Dal 1° gennaio 2027 i condomini italiani con riscaldamento centralizzato avranno un nuovo obbligo, quello della lettura da remoto per tutti i dispositivi di contabilizzazione di calore. Non si tratta propriamente di una novità, visto che la disposizione è stata introdotta dal decreto legislativo numero 73 del 2020 in recepimento della Direttiva Europea. In ogni caso la modifica punta a eliminare gli sprechi e ad aumentare la consapevolezza dei cittadini rispetto ai consumi.

Cosa cambia nel dettaglio per chi vive in un condominio con riscaldamento centralizzato e cosa bisogna fare per mettersi in regola con la normativa?

Dal 2027 la lettura dei consumi è da remoto

In molti condomini per la rilevazione dei consumi è ancora necessario che un tecnico visiti gli appartamenti per la lettura dei contabilizzatori di calore. Dal 2027 il passaggio del tecnico non è più previsto perché tutti i contatori e ripartitori installati sui termosifoni dovranno trasmettere i dati per una lettura dei consumi da remoto.

Il vantaggio principale di questa novità è che non sarà più necessario concordare appuntamenti con il tecnico per la lettura. La normativa, tra l’altro, prevede che l’amministratore debba fornire con frequenza mensile i dati di consumo ai condomini: in questo modo è possibile monitorare le proprie abitudine e avere un’idea della spesa reale mese dopo mese. Con i consumi reali inviati costantemente, inoltre, non sarà più necessario dover fare i conti con i maxi conguagli che derivano dalle fatturazioni calcolate su consumi presunti o stimati.

Cosa cambia per chi vive in condominio?

Nella maggior parte dei casi non cambia nulla perché l’obbligo di installare gli apparecchi intelligenti è già attivo per tutti i sistemi montati successivamente al 25 ottobre 2020. La novità, quindi, colpisce gli impianti più vecchi, quelli che esistevano già al 25 ottobre 2020.

Per i condomini che montano ancora i vecchi impianti che non hanno il modulo di trasmissione dei consumi, sarà necessario adeguarli o sostituirli. Gli unici casi in cui si sarà esonerati dalla sostituzione o dall’adeguamento sono quelli in cui una perizia tecnica dimostri che l’intervento è tecnicamente irrealizzabile o economicamente troppo gravoso.

Le sanzioni per chi non si adegua

Trasmettere i consumi da remoto non è una scelta facoltativa. Si tratta di un obbligo previsto dalla legge dal 1° gennaio 2027. Per chi non si adegua la legge prevede multe che vanno da 500 euro a 2.500 euro per unità immobiliare dell’edificio che non risulta in regola.

Visto che mancano ancora poco più di tre mesi all’inizio del nuovo anno c’è ancora tutto il tempo per muoversi di anticipo e mettersi in regola con il nuovo obbligo evitando una corsa dell’ultimo minuto o pesanti sanzioni se non si facesse in tempo ad adeguarsi.

Quanto costa l’adeguamento?

Per sostituire i contabilizzatori i prezzi cambiano in base al numero dei termosifoni presenti nell’appartamento. Ogni ripartitore costa tra i 70 euro e i 90 euro. Se si deve sostituire anche la valvola termostatica il costo aumenta di 35/40 euro per ogni termosifone. A questo bisogna aggiungere la manodopera per l’installazione e la configurazione che ha un costo variabile dai 50 ai 100 euro per ogni termosifone. Senza la sostituzione della valvola, quindi, il costo dell’intervento varia dai 120 euro ai 190 euro per ogni termosifone.

Questa spesa deve essere sostenuta dal proprietario dell’immobile, mentre a livello condominiale va aggiunta l’installazione del concentratore di dati il cui costo (che varia da poche centinaia a oltre un migliaio di euro) va ripartito tra tutti i condomini.

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