Keynes asseriva che “nel lungo periodo saremo tutti morti…” tranne il mercato, quello sopravvive ad ogni evento nefasto! Fare previsioni sembra facile nel lungo periodo, basta solo una trend line ben tracciata, ma in realtà non è così semplice. I mercati sono prevedibili?
No, ma nel lungo periodo l’azionario globale sale sempre (solo per il concetto di inflazione), infatti il Fondo Sovrano Norvegese investe esclusivamente in azionario oltre il 70% del proprio portafoglio, considerando che ha sempre liquidità in ingresso da investire e nessuna scadenza temporale da rispettare, praticamente fa un pac perenne in equity.
Renato Di Lorenzo sostiene che “il mercato non è prevedibile, ma tradabile”, ottima osservazione che tradotta significa che nel tempo si verificano delle regolarità statistiche che vanno studiate e che, fino a quando sono valide, possono essere sfruttate per portare profitto come fa il surfer “cavalcando l’onda del mercato fino a quando non finisce”.
Per surfare le pericolose onde ci vogliono due cose:
1) corretta lettura dei mercati
2) money mangement = position size + risk management.
Partiamo dal secondo punto: spesso nel trading la gestione della posizione rappresenta l’80% del risultato finale, quindi dell’eventuale successo, contro il 20% dell’ingresso, dove si concentrano tutti, sbagliando. Ovviamente non è facile, vanno mixati elementi soggettivi di profilo personale su rischio/rendimento/tempo/size con quelli più oggettivi relativi agli strumenti quotati sul mercato, sempre in un’ottica di rischio/rendimento/tempo/size. Le fondamenta del successo devono però basarsi su studi teorici robusti e con risvolti molto pratici, che portino ad un metodo preciso con diverse strategie di reazione all’andamento del mercato, che comanda il gioco. “Seguire oggettivamene e sfruttare le informazioni che ci dà il mercato” rappresenta l’approccio vincente nel trading e nell’investimento. Anche in questo caso, dove ricordo che il mercato è l’alleato e non il nemico, non c’è un metodo unico valido per tutti. Analisi quantitativa, fondamentale, tecnica, psicologica, comportamentale, algoritmica, AI…alla fine è il maggior profitto in rapporto al rischio massimo corso che determina il vincitore.
Trend S&P 500
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Il grafico riportato è di un collega, uno dei massimi esperti della teoria di Gann, l’amico Fabio Serra, che gentilmente mi ha autorizzato a pubblicare e commentare. Essendo socio Siat (Società Italiana Analisi Tecnica), conosco le teorie di Gann, Elliot, Fibonacci…ma io preferisco utilizzare soprattutto i principi più semplici dell’analisi tecnica, anche perché se si utilizza tutto lo si fa male, meglio concentrarsi su quello che ci va più a genio e ci piace. Spesso comunque le analisi, che partono da presupposto differenti, coincidono come scenari probabilistici finali. Guardando il grafico probabilmente la curiosità proietterà l’interesse (e gli occhi) del lettore ai prossimi anni e non dall’inizio del periodo. Ma, chi mi conosce lo sa, si parte sempre dal rischio, che si può quantificare e misurare per bloccarlo (stop loss), poi si proiettano i rendimenti eventuali futuri, mai certi. Lo studio del passato può fornire indicazioni preziose per il futuro, anche se non si manifesterà e ripresenterà nella identica maniera. Il grafico dello S&P 500 ci mostra un max drawdown temporale con la crisi del ’29 di circa 25 anni.
Questo per sottolineare che la diversificazione temporale è importantissima, più di quella degli asset e delle size. Il peggior drawdown più recente è quello 2000-2013 circa. Il grafico è stato disegnato il 5 aprile 2024 e proietta, grazie alla trend line e alle tecniche di Gann, il target teorico a 7.000 punti di S&P 500 nel periodo 2025-2026 e un profondo successivo drawdown (worst scenario) a 1.800 punti per il 2027. Chiaramente lo stesso autore tiene a precisare che si tratta soltanto di una delle vie possibili, da intendersi come worst case scenario, che tuttavia manterrebbe invariato il trend secolare rialzista. Lascio il grafico al lettore che può commentare, dopo averlo osservato come un’opera d’arte al museo, specificando cosa ne pensi. Il mio messaggio è sempre lo stesso:
1) partire sempre dall’analisi e valutazione del rischio, soggettivo personale e oggettivo di mercato
2) analizzare la profondità del drawdown (arancione) in termini percentuali su scala logaritmica per capire se sopportabile e anche il tempo di recupero, se sopportabile, perché ovviamente il tempo è denaro.
Ricordatevi: il mercato può rimanere irrazionale più a lungo della tua solvibilità!