Gallera: “Con epidemia stanze lussuose dei privati a pazienti ordinari”

«Pazienti ordinari» hanno beneficiato di stanze lussuose grazie alla disponibilità delle cliniche private. Così l’assessore Gallera sul modello lombardo

Gallera: “Con epidemia stanze lussuose dei privati a pazienti ordinari”

Non c’è un attimo di pace per gli utenti dei social network: è arrivata una nuova gaffe dell’assessore lombardo alla Sanità Giulio Gallera per cui indignarsi. Stavolta, però, non si tratta di una curiosa interpretazione dell’indice di trasmissibilità. Partecipando a un online talk, organizzato da Rcs Academy su “la nuova sanità”, l’assessore ha elogiato le cliniche private che hanno aperto “stanze lussuose a pazienti ordinari”.

Ricordiamo che la Lombardia, che ha privatizzato il 75% del suo modello sanitario, è la Regione italiana di gran lunga più colpita dall’epidemia di coronavirus. A segnalare la notizia è TPI.

Gallera: “Con COVID stanze lussuose a pazienti ordinari”

Gli ospedali sono stati sommersi da pazienti COVID e il privato ha aperto le sale di terapie intensive e le loro stanze lussuose a pazienti ordinari che venivano trasferiti dal pubblico”. Così Gallera ha raccontato i pregi del modello lombardo nel corso del talk “La nuova sanità: investimenti, spesa sanitaria e contributo alla Digital Health”.

Secondo Gallera, “il sistema lombardo è un sistema unico e di grande eccellenza” perché fra pubblico e privato c’è “competizione e collaborazione”. Il modello sanitario lombardo sarà portato avanti, perché nel corso della pandemia di COVID-19 “il privato si è messo immediatamente a disposizione e con una grandissima capacità”.

Polemica su Gallera: “Non ci sono cittadini di Serie B”

All’attacco dell’assessore il viceministro del Mise Stefano Buffagni: “Ma Gallera non si vergogna? Cosa significa pazienti ordinari? Queste non sono solo cose che un assessore al Welfare non dovrebbe dire… Non dovrebbe proprio pensarle. I cittadini sono tutti uguali. Non esistono pazienti di Serie A e di Serie B!”.

Quei letti sono stati pagati dal sistema sanitario, non regalati”, ha replicato il consigliere del Partito Democratico Jacopo Scandella. “Che il privato abbia un tetto massimo di spesa ma nessun vincolo o programmazione regionale sul tipo di prestazioni da erogare - più o meno remunerative, più o meno utili al territorio - è la prima cosa da cambiare. Che poi pochi abbiano stanze lussuose e troppi liste d’attesa infinite, è la seconda…”, ha scritto in un post su Facebook.

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