Buy crypto or bye crypto? FTX e il dubbio sul crash controllato che conviene a tutti

Mauro Bottarelli

14/11/2022

15/11/2022 - 09:46

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Ethereum e Bitcoin festeggiano il recovery fund lanciato da Binance. Il cui Ceo chiede al G20 di collaborare in fatto di regolamentazione e trasparenza. E JP Morgan evoca il post-Lehman del comparto

Buy crypto or bye crypto? FTX e il dubbio sul crash controllato che conviene a tutti

C’è vita nelle criptovalute dopo il tracollo di FTX? Mentre il giubilato fondatore della piattaforma fallita mette in vendita la sua villa da 40 milioni di dollari alle Bahamas, ecco che Ethereum e Bitcoin si rendono protagoniste di un sussulto di entusiasmo:

Andamento delle valutazioni di Ethereum e Bitcoin Andamento delle valutazioni di Ethereum e Bitcoin Fonte: CNBC/Zerohedge

rimbalzo del gatto morto o spasmo del paziente che rinviene dopo un drammatico arresto cardiaco? Difficile dirlo con certezza. Di sicuro c’è soltanto la ragione che ha spinto le quotazioni delle due crypto più famose al rialzo. Nella fattispecie, questa dichiarazione:

il Ceo di Binance, quel CZ al secolo Changpeng Zhao, invita tutti a non demordere e a non dare per spacciato l’intero comparto, lanciando un recovery fund finalizzato a minimizzare gli effetti negativi a cascata di FTX. Di più, il fondo servirà a tutelare i progetti in corso che affrontano una momentanea crisi di liquidità ma presentano profili di solidità industriale.

Insomma, una vera e propria levata di scudi. Ma non basta. Perché Changpeng Zhao ha fatto molto di più. E in un contesto molto più istituzuonale.

Intervenendo al G20 di Bali, infatti, ha chiesto ai regolatori una maggiore collaborazione, al fine di garantire al comparto un livello di affidabilità e trasparenza tale da cancellare l’onta di FTX e ristabilire un giusto grado fi fiducia tra gli investitori. E CZ si è presentato all’uditorio con il capo cosparso di cenere, poiché ha ammesso come sia il settore in primis a doversi dare regole più stringenti, evitando quindi di scaricare sui soggetti istituzionali eccessive aspettative di apertura. Insomma, un colossale ramoscello d’ulivo.

Raccolto da qualcuno? Decisamente sì. E decisamente pesante. In prima battuta è stata Marion Laboure di Deutsche Bank a sottolineare come questo secondo «crypto winter» potrebbe rivelarsi in realtà un evento positivo, poiché potenzialmente in grado di avvicinare l’ecosistema delle criptovalute al settore finanziario più istituzionale. Di più, il collasso di FTX non ha fatto altro che confermare la presenza di enormi criticità del settore come scarse riserve, dati non attendibili, conflitto di interessi e mancanza di regolamentazione e trasparenza. Appare chiaro come sia Binance a uscire vincitrice da questo caos di concentrazione di posizione dominante.

Detto fatto, il Ceo di Binance ha immediatamente dimostrato (per ora a parole) di non voler sfruttare questa rendita di posizione per interesse di parte ma per il bene generale del settore. E del mercato. Un qualcosa che è piaciuto particolarmente all’analista crypto di JP Morgan, Steven Alexopoulos, a detta del quale il collasso di FTX con il suo enorme eco mediatico potrebbe in realtà garantire un’accelerazione definitiva al processo di regolamentazione del settore crypto, esattamente come il crollo Lehman e la grande crisi finanziaria resero possibile una rapida riforma della regolamentazione bancaria. Inoltre, la creazione di un framework regolatorio appare un più che necessario catalizzatore per implementare al massimo l’adozione delle criptovalute da parte dei soggetti istituzionali.

Al netto di uno schema Ponzi talmente pacchiano nei risvolti da rendere quasi incredibile la tacita accettazione di mercato e regolatori rispetto all’operatività di FTX, quanto accaduto non potrebbe rivelarsi nulla più che l’ennesimo incidente controllato della storia per evitare che una bolla esploda in maniera disordinata, facendo realmente danni finanziari e, soprattutto, svelando altarini e scoperchiando sepolcri imbiancati?

Tracciatura storica delle principali bolle speculative dagli anni Settanta a oggi Tracciatura storica delle principali bolle speculative dagli anni Settanta a oggi Fonte: Bank of America

Insomma, il rumoroso ed estremamente mediatico tonfo di FTX non potrebbe disvelarsi come l’atto prodromico a un processo di istituzionalizzazione delle cryptovalute che, alla fine, potrebbe convenire a tutti? Soprattutto alle Banche centrali, le cui presunte adozioni di valute digitali rischiano di scontrarsi contro l’immediatezza del ruolo di bene rifugio delle criptovalute rispetto all’abuso di carta stampata dei QE sistemici. Prima che sia tardi. E il giocattolo si rompa.

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