Ftse Mib, 2 titoli sotto la lente, +40% e +27%. Conviene entrare ora o è troppo tardi?

Claudia Cervi

17 Febbraio 2026 - 12:31

Saipem e Tenaris hanno già centrato i target degli analisti mentre il Ftse Mib rallenta. Il mercato ora deve decidere se la corsa può continuare o se è il momento delle prese di profitto.

Ftse Mib, 2 titoli sotto la lente, +40% e +27%. Conviene entrare ora o è troppo tardi?

Il Ftse Mib ha iniziato il 2026 spingendosi ancora una volta verso l’alto, arrivando a testare più volte area 46.500–46.900 punti nelle prime sedute di febbraio. Poi qualcosa si è inceppato. Sono scattate prese di beneficio dopo il rally del 2025 e sono tornate fasi di risk-off che hanno riportato l’indice verso 45.000–45.500 punti. Non un crollo, ma un rallentamento evidente. Il mercato ha smesso di correre e ha iniziato a prendere fiato.

Eppure, a Piazza Affari ci sono titoli che sembrano non accorgersi della pausa del mercato. Da inizio anno uno ha messo a segno un +40%, l’altro un +27%. Numeri che stonano con un Ftse Mib meno brillante e che creano un contrasto netto, quasi provocatorio, tra chi consolida e chi accelera. È proprio in queste fasi che nasce il dubbio più difficile per gli investitori: inseguire la forza oppure aspettare che il mercato scarichi il rally.

Il filo conduttore passa ancora una volta dall’energia e dagli oil services. Nelle sedute di risk-on Tenaris, Eni e Saipem hanno dato spinta al listino, sostenuti da capex oil & gas che restano elevati e da un petrolio che, tra volatilità e rimbalzi, continua a dettare il ritmo del settore. Quando l’indice rallenta ma alcuni titoli volano, il mercato inizia a chiedersi se il rialzo abbia ancora spazio oppure se stia già scontando tutto. Ed è esattamente qui che si gioca il timing.

Saipem dopo il +40% ha già centrato i target, ora il mercato guarda al prossimo catalizzatore

Il rally di Saipem non è stato solo veloce, è stato anche sorprendentemente ordinato. Il titolo ha raggiunto in anticipo molti dei target price indicati dalle principali banche d’affari, un passaggio che spesso segna un momento delicato nella vita di un trend. Non perché il rialzo sia finito, ma perché da qui in avanti il mercato pretende nuove prove.

Grafico azioni Saipem Grafico azioni Saipem Fonte Tradingview

E le prove stanno arrivando. Il 24 febbraio saranno pubblicati i risultati preliminari 2025, un appuntamento che potrebbe diventare il vero spartiacque della narrativa sul titolo. Negli ultimi mesi Saipem ha ricostruito credibilità con numeri sempre più solidi. Ricavi in forte crescita fino a circa 14,5 miliardi nel 2024, margini in recupero, ritorno stabile all’utile e soprattutto una posizione finanziaria tornata in cassa netta. Una trasformazione radicale rispetto agli anni della crisi.

Il mercato però guarda avanti, non indietro. Le stime indicano ricavi intorno ai 15 miliardi e flussi di cassa in crescita nel 2025, con la prospettiva del ritorno del dividendo nel medio periodo. È qui che entra in gioco il posizionamento monetario. Dopo il rally le opzioni mostrano un mercato che non sta scommettendo su un’inversione, ma su una fase di consolidamento in attesa dei dati. Le mani forti sembrano difendere le aree di prezzo costruite durante l’ultimo strappo rialzista, a 3 euro e 2,80 euro, segnale tipico dei trend che si fermano per respirare prima di decidere la prossima direzione. Il rischio di arrivare tardi cresce, ma cresce anche la possibilità che il mercato stia solo prendendo fiato.

Tenaris ha superato i 20 euro e i target di Goldman Sachs, ora il mercato aspetta le trimestrali

Anche Tenaris si trova in una fase chiave. Il titolo ha guadagnato circa il 27% da inizio anno e ha già superato il target price di circa 20 euro indicato da Goldman Sachs. Un segnale forte che racconta meglio di qualsiasi grafico quanto entusiasmo si sia accumulato attorno alla società.

Grafico azioni Tenaris Grafico azioni Tenaris Fonte Tradingview

La differenza rispetto a Saipem è nella natura del rally. Qui non si parla di turnaround ma di una macchina da cassa che continua a macinare utili anche dopo il super ciclo dell’energia. Nel 2024 il gruppo ha generato oltre 2 miliardi di dollari di utili e circa 2,2 miliardi di free cash flow, rafforzando ulteriormente una posizione finanziaria già solidissima. Numeri che spiegano perché il mercato continui a considerarla una delle storie più difensive del comparto oil & gas.

Il prossimo test arriverà con i risultati del quarto trimestre, attesi il 18 febbraio. Ed è proprio in vista di questo appuntamento che gli operatori stanno osservando con attenzione il posizionamento monetario. Dopo il superamento dei target a 20 euro, il mercato si trova in una fase di attesa, con un supporto spartiacque in area 19. Le opzioni suggeriscono che il vero riposizionamento potrebbe arrivare solo dopo la pubblicazione dei dati, quando gli investitori avranno nuovi elementi per ridefinire aspettative e livelli di prezzo.

Dunque questo è il momento più delicato per questi titoli. Dopo un rally così veloce il mercato deve decidere se aprire una nuova gamba rialzista o iniziare a scaricare le posizioni.

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