Le nuove frontiere del gaming e il Metaverso. Intervista a Samuele Sciacca e Manolo Saviantoni, fondatori di Dinobros

Marta De Vivo

24/11/2022

25/11/2022 - 14:47

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Gaming inclusivo e Metaverso: che strada sta prendendo la tecnologia? Ne parliamo con i fondatori della società di gaming Dinobros.

Le nuove frontiere del gaming e il Metaverso. Intervista a Samuele Sciacca e Manolo Saviantoni, fondatori di Dinobros

In questa intervista con Samuele Sciacca e Manolo Saviantoni, i due fondatori di Dinobros, una società di gaming molto affermata nel settore, abbiamo discusso delle nuove frontiere del gaming (anche di quello inclusivo) e del Metaverso, che sembra non convincere troppo Samuele e Manolo.

Secondo voi quali saranno le nuove frontiere del gaming?

Secondo le nostre esperienze tutto si sta spostando sul web e questa cosa sarà sempre di più sotto gli occhi di tutti. Pensiamo ai videogiochi 2D sul web, ormai gli smartphone sono così potenti da poter permettere anche risoluzioni video di questa portata. Alla luce di questo, non crediamo nella realtà virtuale, ma nella realtà aumentata. Pensiamo anche che cambieranno diametralmente le logiche del gaming: il videogioco sarà sempre più presente, anche a uso interno, per fare contest tra i dipendenti e simili. Sono sempre più frequenti le richieste da parte delle aziende di prodotti così. Il videogioco assumerà sempre di più una dimensione educativa, e a tal proposito di recente abbiamo sviluppato un videogioco per i ragazzi ipovedenti e non vedenti, in partnership con Novis Games. Tramite questo gioco i ragazzi possono fare affidamento su un sistema di impulsi sonori, detti audio 3D, capaci di avvisare della presenza di ostacoli durante il percorso di gioco.

In poche parole non credete nel Metaverso.

«Non la mettiamo in questi termini, anzi, le nuove frontiere del gaming sono sempre da tenere sott’occhio, ma noi giochiamo da 10 anni ai videogames e queste cose le abbiamo già viste. Sicuramente su un utente medio possono avere molto appeal ma da esperti del settore ne percepiamo i limiti prima ancora dell’interesse a investire. La parola “Metaverso” è tanto amplificata quanto inflazionata, ma di base racchiude molti concetti che possono essere, nella quotidianità, tutto e niente. Per noi il futuro è quella cosa che entra nelle case di tutti come è stato per lo smartphone ad esempio, mentre nel caso del Metaverso questa rivoluzione la vediamo ancora molto lontana. Il visore di Meta, necessario per entrare in una realtà davvero immersiva ha un costo per la maggior parte delle persone inaccessibile, siamo sui 1800 euro e sarebbe anche meglio non indossarlo per troppe ore. Secondo noi, in questo momento siamo lontani da un prodotto che sia alla portata di tutti, obiettivo che invece raggiungiamo sempre con i nostri advergames. Queste sono principalmente le ragioni per cui, come azienda, abbiamo deciso di monitorare lo sviluppo ma non investire in modo diretto in questa tecnologia. Poi è indubbio che la realtà aumentata abbia grandi potenzialità, ma vogliamo vedere come si svilupperanno nel tempo queste tecnologie.».

Lavorate con l’estero o solo in Italia? Nel caso vi siate già approcciati a un mercato straniero (penso anche ai colossi big tech) quali sono le differenze che avete notato?

Lavoriamo sia in Italia che all’estero, collaboriamo con vari soggetti. Una cosa che all’estero non c’è, è il paternalismo presente in Italia. Quando ci sediamo al tavolo all’estero, ci ritroviamo quasi sempre degli interlocutori giovanissimi, cosa che qui si vede poco. In più nessuno rimane stranito dal fatto che anche noi siamo giovani, in Italia invece ci guardano sempre con stupore.

È difficile muovere i primi passi nel business del gaming? Troppa competizione da parte di colossi?

Bisogna partire dalle basi. Noi siamo partiti in due, adesso siamo in sette. Step by step, si può costruire tutto. Il nostro è stato un incastro tra due generazioni diverse, siamo una vera e propria catena, fatta di persone con background diversi, ma che sono tutte imprescindibili per lo sviluppo dell’azienda. C’è tanta competizione in questo settore, è vero, ma oggi grazie a Internet si possono sviluppare prodotti e costruire realtà di successo. Saper sfruttare il web può portare a grandi soddisfazioni, soprattutto nel nostro mondo. Basta studiare e informarsi, tutto è possibile, il gaming ha tanto da offrire.

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