La Francia ha appena ritirato il suo oro dagli USA. E ci ha guadagnato €13 miliardi

Ilena D’Errico

25 Marzo 2026 - 20:17

La Francia riporta l’oro in patria. Cambia i lingotti e li ritira dagli Stati Uniti, guadagnando anche quasi 13 miliardi di euro.

La Francia ha appena ritirato il suo oro dagli USA. E ci ha guadagnato €13 miliardi

La Banca centrale francese ha da poco annunciato che l’adeguamento delle riserve auree del Paese le ha fruttato una plusvalenza di quasi 13 miliardi di euro. Un risultato eccezionale che le ha permesso di chiudere il bilancio 2025 con un utile di oltre 8 miliardi di euro, rispetto alle perdita di 7,7 miliardi di euro dell’anno precedente. Le operazioni in questione si sono infatti svolte tra giugno 2025 e gennaio 2026, con 11 miliardi di euro contabilizzati nello scorso anno e l’apertura del 2026 con 1,8 miliardi di euro.

Parigi sta gradualmente sostituendo le sue riserve d’oro con lingotti allineati agli standard internazionali e in questo caso ha scelto un periodo davvero propizio, con il metallo prezioso a prezzi record. In particolare, il Paese ha acquistato 129 tonnellate d’oro, una quantità di partenza decisamente elevata. Corrisponde infatti al 5% delle riserve auree francesi totali, in gran parte ancora custodite negli Stati Uniti. E questo è proprio un altro aspetto interessante della questione, visto che tutti i nuovi lingotti sono custoditi a Parigi.

Una scelta che sicuramente risponde a logiche finanziarie, tenuto conto che l’oro di qualità tanto elevata viene scambiato prettamente nel mercato europeo, ma non solo. Il governatore Francois Villeroy de Galhau ha negato che si tratti di una strategia anche politica, ma le perplessità restano elevate. Il progetto francese ha senza dubbio un’origine più lontana degli attuali contrasti internazionali, ma ha sicuramente ricevuto una spinta notevole, tanto che potrebbe essere d’esempio ad altri Paesi europei. Come da tempo si vocifera, infatti, anche Italia e Germania starebbero considerando il rimpatrio delle riserve d’oro nazionali detenute a Manhattan.

La Francia ha appena ritirato il suo oro dagli USA. E ci ha guadagnato €13 miliardi

La necessità di riportare in patria e rinnovare l’oro detenuto negli Stati Uniti non è apparsa ora alla Francia, essendo ben evidenziata da un audit della Banca centrale francese risalente al 2024. Parigi deve adeguare le proprie riserve auree al mercato internazionale e ha scelto di cominciare proprio con l’oro conservato a New York, dove la Federal Reserve Bank tutela il metallo prezioso di varie potenze mondiali. Con un totale di ben 26 transazioni cominciate in estate, Parigi ha completato questo processo all’inizio del 2026, ottenendo una plusvalenza complessiva di ben 12,8 miliardi di euro.

Così, il volume totale delle riserve auree parigino è rimasto pressoché invariato, pari circa a 2.437 tonnellate. Tuttavia, ci sono delle differenze importanti, visto che i nuovi lingotti sono di qualità superiore rispetto agli standard di cambio e soprattutto sono conservati in Francia e non più negli Stati Uniti. L’eccezionale guadagno ottenuto deriva, come premesso, dal momento storico in cui sono avvenute le operazioni. L’alto prezzo dell’oro degli ultimi mesi ha così permesso alla Banca centrale francese di recuperare rispetto alla chiusura dell’anno precedente, con circostanze straordinarie ma comunque positive.

Come confermato dallo stesso istituto restano ancora svariate tonnellate d’oro da adeguare agli standard internazionali entro e non oltre il 2028, basti pensare che la Banca centrale parigina ha riserve per 134 tonnellate d’oro, per lo più di vecchie monete e lingotti. Nel frattempo la sapiente scelta francese riporta i riflettori sulle riserve aurifere degli altri Paesi europei, a partire da Italia e Francia che, secondo il Financial Times, vogliono sottrarle alla custodia della Federal Reserve Bank per riportarle in patria.

Il motivo sarebbe essenzialmente legato all’instabilità finanziaria intensificata dalla presidenza di Donald Trump, tra dazi e guerre, ma anche dalle pressioni del tycoon sulla stessa banca di Manhattan. Se poi le voci si trasformeranno in autentici interventi è tutto da dire, anche perché Fratelli d’Italia promette il rimpatrio dell’oro già da qualche anno.

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