Fondi comuni convertiti in ETF: perché la transizione è così complessa?

Redazione Money Premium

6 Novembre 2024 - 08:05

Dal 2021, sono stati convertiti oltre 60 miliardi di dollari da fondi comuni a ETF, con grandi aziende come Dimensional Fund Advisors, Fidelity e JPMorgan impegnate in questo processo.

Fondi comuni convertiti in ETF: perché la transizione è così complessa?

Negli ultimi anni, le conversioni da fondi comuni di investimento a fondi negoziati in borsa (ETF) sono diventate una tendenza crescente tra gli asset manager, offrendo un modo per modernizzare le loro proposte di investimento e rispondere alle nuove esigenze del mercato.

Tuttavia, sebbene questi cambiamenti rappresentino un’opportunità interessante, il processo di conversione si è dimostrato lungo e complesso, come evidenziato in un recente studio pubblicato da Deloitte.
Uno degli ostacoli principali evidenziati nel report riguarda i rischi operativi associati alla conversione. Questi includono problemi logistici e vincoli tecnici, come i requisiti legati agli account di intermediazione, le modalità di distribuzione dei fondi e la gestione delle frazioni di azioni. La conversione dei fondi comuni in ETF, infatti, richiede un adeguamento a livello infrastrutturale, e molte società di gestione devono affrontare sfide per garantire una transizione senza intoppi.

Ad oggi, secondo i dati forniti da Morningstar, sono state completate 119 conversioni. Il processo è iniziato nel 2021, quando Guinness Atkinson ha realizzato la prima conversione, un evento visto inizialmente come una svolta epocale per l’industria. La prospettiva iniziale era che questo passaggio sarebbe stato relativamente semplice e senza costi aggiuntivi significativi. Tuttavia, con il tempo, sono emersi problemi operativi più complessi che devono essere affrontati in anticipo, rendendo le conversioni un processo più impegnativo di quanto si pensasse.

Dal 2021, sono stati convertiti oltre 60 miliardi di dollari da fondi comuni a ETF, con grandi aziende come Dimensional Fund Advisors, Fidelity e JPMorgan che hanno dominato i flussi di asset durante questi processi. Fidelity, ad esempio, ha recentemente annunciato l’intenzione di convertire due fondi obbligazionari municipali in ETF, un’operazione che si aggiungerà alle 14 conversioni già completate dalla società. Secondo il gestore, queste conversioni offrono diversi benefici per gli investitori, tra cui costi più bassi, maggiore flessibilità nelle negoziazioni e una maggiore trasparenza dei portafogli.

Uno degli aspetti tecnici più problematici delle conversioni è rappresentato dalla necessità per i clienti di possedere un conto di intermediazione per poter detenere ETF. Questo potrebbe rappresentare un problema per alcuni investitori, come coloro che partecipano a piani pensionistici, che tradizionalmente non utilizzano ETF. Le aziende che gestiscono le conversioni devono quindi assicurarsi che i propri clienti abbiano accesso a questi strumenti finanziari.

Un ulteriore ostacolo riguarda la gestione delle azioni frazionarie. Le frazioni di azioni sono comuni nei fondi comuni, ma non sono previste per gli ETF. Durante il processo di conversione, le frazioni di azioni devono essere riscattate al valore patrimoniale netto del fondo comune, il che potrebbe comportare conseguenze fiscali per gli investitori che decidono di riscattare prima della conversione.

Alcuni dei problemi operativi potrebbero essere attenuati grazie all’approvazione normativa di strutture di fondi a classi di azioni multiple, un modello a lungo brevettato da Vanguard. Questo tipo di struttura consentirebbe di aggiungere una classe di azioni ETF a un fondo comune senza dover affrontare l’intero processo di conversione.

Le conversioni da fondi comuni a ETF offrono grandi opportunità per gli asset manager e per gli investitori, ma non sono prive di complessità. Le sfide operative, come la gestione dei conti di intermediazione e delle azioni frazionarie, richiedono una pianificazione accurata e un’attenta esecuzione per evitare problemi e garantire che il processo sia gestito correttamente.
Con l’evoluzione del panorama normativo e delle strategie di gestione dei fondi, è possibile che nuove soluzioni emergeranno per semplificare ulteriormente queste conversioni, rendendole più accessibili e meno rischiose per tutte le parti coinvolte.