Con la riforma delle pensioni in Germania, si apre un mercato da 500 miliardi di euro. Ecco le strategie degli asset manager per conquistarlo

Redazione Money Premium

17 Agosto 2026 - 14:05

Il risultato è un avvicinamento del modello tedesco a quello statunitense delle Individual Retirement Accounts, in cui i risparmiatori investono direttamente in titoli e fondi con vantaggi fiscali.

Con la riforma delle pensioni in Germania, si apre un mercato da 500 miliardi di euro. Ecco le strategie degli asset manager per conquistarlo

Una delle più profonde trasformazioni del sistema previdenziale tedesco dai tempi in cui il cancelliere Otto von Bismarck ne pose le basi alla fine del XIX secolo sta per aprire alle società di gestione del risparmio un vasto orizzonte di capitali da impiegare.

Dopo decenni in cui i risparmiatori tedeschi hanno accettato rendimenti modesti in cambio della garanzia del capitale investito, Germania si appresta a distanziarsi dai titoli conservativi e dalle polizze assicurative tradizionali per favorire, con sussidi pubblici, un ventaglio più ampio di strumenti finanziari che spaziano dai fondi indicizzati al credito privato.

Una riforma epocale

Secondo le stime dell’associazione di categoria BVI, il solo patrimonio destinato alla previdenza privata nel sistema a tre pilastri è destinato a raddoppiare nel corso del prossimo decennio, raggiungendo circa 500 miliardi di euro, equivalenti a quasi 577 miliardi di dollari.

Questo spostamento storico, che entrerà in vigore il 1° gennaio 2027, sostituisce il vecchio modello Riester, introdotto all’inizio degli anni Duemila e caratterizzato da garanzie di capitale che però hanno prodotto performance deludenti, con un nuovo assetto basato su conti di intermediazione sussidiati in cui i risparmiatori potranno allocare risorse in fondi tracker, prodotti di private credit e veicoli come gli European Long-Term Investment Funds, noti come ELTIF, che aprono al pubblico retail l’accesso a private equity, infrastrutture e finanziamenti privati.

Un sistema pensionistico in difficoltà

Il contesto demografico e finanziario rende questa svolta quasi inevitabile. I consulenti previdenziali tedeschi raccomandano da tempo di assicurare almeno l’80 per cento dell’ultimo stipendio netto per mantenere lo standard di vita in pensione, ma i calcoli dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico indicano che il tasso di sostituzione netto della pensione obbligatoria per un lavoratore medio che inizia la carriera in questo decennio si attesterà intorno al 53 per cento; includendo i sistemi privati volontari, la cifra sale a circa il 68 per cento.

Nel frattempo il sistema pubblico a ripartizione assorbe già circa un quarto del bilancio federale e, secondo le proiezioni, entro un decennio ci saranno soltanto due persone in età lavorativa per ogni pensionato. A queste pressioni si aggiunge il fatto che trilioni di euro restano immobilizzati in conti bancari a basso rendimento: come ha osservato Ann Prendergast, responsabile per Europa, Medio Oriente e Africa di State Street Investment Management, quei capitali devono diventare più produttivi per rafforzare la resilienza finanziaria dei cittadini e l’economia europea nel suo complesso.

Verso un modello USA

Parallelamente alla riforma della previdenza privata, il governo intende incanalare oltre 30 miliardi di euro all’anno nei mercati finanziari attraverso un contributo supplementare obbligatorio pari al 2 per cento della retribuzione lorda, suddiviso a metà tra lavoratori e datori di lavoro, e punta anche a incrementare la partecipazione ai piani occupazionali integrativi.La spinta politica attuale proviene dal governo del cancelliere Friedrich Merz, ma la svolta culturale e legislativa che l’ha resa possibile ha radici più profonde e ha preso slancio già nel 2023 sotto la precedente amministrazione.

Il risultato è un avvicinamento del modello tedesco a quello statunitense delle Individual Retirement Accounts, in cui i risparmiatori investono direttamente in titoli e fondi con vantaggi fiscali. Il nuovo conto standard prevede un tetto alle commissioni dell’1 per cento, una regola che dovrebbe favorire i fondi negoziati in borsa a basso costo. Chi desidera opzioni più sofisticate potrà pagare di più per accedere agli ELTIF e ad altri prodotti di mercato privato, la cui inclusione è stata ottenuta grazie a un’intensa attività di lobbying dell’industria nonostante le recenti notizie negative sul credito privato.

Thomas Richter, amministratore delegato di BVI, ha sottolineato che proprio il fatto che Germania non stia vietando queste asset class ha generato l’entusiasmo che si registra oggi nel settore.Le società di gestione stanno già correndo per posizionarsi.

Prodotti pensionistici più rischiosi?

DWS Group, controllata di Deutsche Bank e con circa 1,1 trilioni di euro di asset in gestione, ha trasformato la previdenza nel proprio progetto prioritario, destinando risorse significative e ampliando il personale dedicato. Bjoern Deyer, responsabile della previdenza presso DWS, ha dichiarato che la riforma cambierà il mondo del risparmio previdenziale tedesco, spostandolo dai depositi bancari all’accumulo di ricchezza sui mercati dei capitali, e che questo effetto si sta diffondendo in tutto il settore.

La società ha avviato campagne di sensibilizzazione per la clientela retail e corsi di formazione estivi per i partner di vendita. Anche JPMorgan Asset Management e Vanguard Group stanno accelerando lo sviluppo di prodotti in vista della scadenza del 1° gennaio 2027. Fabian Behnke, responsabile dei conti strategici di Vanguard in Germania, ha osservato che l’azienda ha già chiuso alcune partnership mentre negozia con assicuratori, broker e banche.

BlackRock collabora con istituti bancari e neo-broker per offrire ETF, fondi attivi e investimenti in mercati privati attraverso le loro piattaforme. State Street ha stretto un accordo con un broker digitale di proprietà di Commerzbank per un ETF azionario a basse commissioni e sta discutendo ulteriori partnership distributive.Secondo S&P Global Ratings, a seconda del tasso di adesione la riforma potrebbe generare afflussi annuali aggiuntivi compresi tra 26 e 56 miliardi di euro verso la previdenza privata tedesca dopo un periodo di avviamento che potrebbe durare fino a due anni.

Benjamin Heinrich, analista di S&P, ha sottolineato che una volta entrati i clienti tedeschi tendono a essere fedeli e che una quota significativa di market share verrà distribuita nel corso del prossimo anno; alcune banche considerano questa un’opportunità unica nella vita. Le stime delle consulenti Sirius Campus e Aeiforia indicano che dei circa 225 miliardi di euro attualmente investiti nei prodotti Riester più di un quarto potrebbe migrare verso il nuovo sistema. Il settore dei fondi tedesco ha già superato i 5 trilioni di euro di asset under management grazie al rinnovato interesse degli investitori retail, fornendo un vento di coda favorevole. L’arrivo di questi capitali intensificherà la concorrenza per le compagnie assicurative, che per lungo tempo hanno dominato il mercato delle rendite vitalizie con garanzia di capitale.

Non mancheranno fondi garantiti

I risparmiatori potranno comunque continuare a sottoscrivere prodotti garantiti parallelamente ai nuovi conti di intermediazione. Allianz, il maggiore assicuratore tedesco, ha annunciato che offrirà una gamma completa di soluzioni con e senza garanzia. I neo-broker, come Trade Republic che ha recentemente consentito l’accesso a fondi di credito privato a partire da un solo euro, sono destinati a intercettare una parte rilevante della clientela più giovane e abbiente, secondo Philip Franck, partner di ZEB a Francoforte.

Nel complesso, l’industria finanziaria tedesca si prepara a un redistribuzione di quote di mercato senza precedenti, con migliaia di cittadini che per la prima volta entreranno nei mercati dei capitali spinti dalla consapevolezza che l’aritmetica previdenziale su cui si erano affidati i loro genitori e nonni non potrà più garantire lo stesso livello di sicurezza. Questa trasformazione rappresenta non soltanto un’opportunità commerciale per gestori, banche e piattaforme digitali, ma anche un cambiamento culturale profondo in un paese in cui, per oltre 130 anni, lo Stato è stato il principale garante della pensione.

Come ha affermato Thomas Richter di BVI, il vecchio sistema sta lentamente consumando le risorse pubbliche e le riforme costituiscono un passo enorme, anche se Germania resta ancora indietro rispetto ad altri paesi avanzati. Nei prossimi anni, mentre i primi afflussi si materializzeranno e i prodotti entreranno a regime, si potrà misurare quanto questa storica apertura ai mercati dei capitali riuscirà a rafforzare la sostenibilità del sistema previdenziale e a trasformare milioni di risparmiatori in investitori consapevoli.