Non solo Venezuela e Groenlandia, massima attenzione agli ultimi annunci di Trump, che innescano nuovi buy sulle azioni del settore difesa.
Le azioni Leonardo restano sotto stretta osservazione sul Ftse Mib di Piazza Affari, dopo aver registrato un rialzo di oltre il 4% nei primi minuti della seduta odierna, in un rally che riflette l’elevato interesse per i titoli del settore difesa, stimolato dalle dichiarazioni del presidente americano Donald Trump.
L’entusiasmo degli investitori sul comparto non è stato alimentato soltanto dalle tensioni geopolitiche, ma anche dai piani di Washington per un consistente aumento delle spese militari.
Tuttavia, nelle ultime ore, i rialzi di Leonardo e di altre azioni del settore difesa si sono decisamente ridimensionati, lasciando spazio a una fase di maggiore cautela dopo la forte ondata recente di acquisti.
Annunci Trump su bilancio militare USA soffiano sui venti di guerra
I nuovi annunci di Trump non si sono limitati agli sviluppi in Venezuela e alle affermazioni sulla Groenlandia, ma hanno riguardato anche l’intenzione di portare il budget militare statunitense per il 2027 a 1,5 trilioni di dollari, ben al di sopra dei 901 miliardi di dollari approvati per il 2026.
È importante ricordare che un aumento così sostanzioso del bilancio militare richiederebbe l’autorizzazione del Congresso degli Stati Uniti, un passaggio che potrebbe risultare complesso, nonostante i Repubblicani di Trump detengano una maggioranza, comunque risicata, sia al Senato sia alla Camera dei Rappresentanti USA.
Trump ha ribadito la sua posizione in un post su Truth Social, affermando di aver deciso di puntare su spese militari più ambiziose “dopo lunghe e difficili negoziazioni con senatori, deputati, segretari e altri rappresentanti politici… soprattutto in questi tempi molto turbolenti e pericolosi ”.
Le tensioni globali, comprese le recenti mosse statunitensi in Venezuela e l’assedio alla Groenlandia — sulla quale la Casa Bianca ha confermato che l’uso dell’esercito potrebbe essere considerato per motivi di sicurezza nazionale —contribuiscono a un quadro di incertezza geopolitica che favorisce il comparto della difesa.
Secondo Trump, l’aumento della spesa militare sarebbe finanziato dai proventi derivanti dai dazi imposti su numerosi paesi e settori industriali, assicurando che gli Stati Uniti possano allo stesso tempo ridurre il debito e garantire benefici ai cittadini a reddito moderato.
Tuttavia, le stime formulate dagli analisti sollevano dubbi sulle reali conseguenze di un aumento così marcato delle spese per la difesa sulle finanze pubbliche americane, viste le sfide che rimangono aperte.
Il Committee for a Responsible Federal Budget, think tank indipendente, ha stimato per esempio che la proposta di aumento del budget militare potrebbe costare 5 trilioni di dollari fino al 2035, incrementando il debito degli Stati Uniti di 5,8 trilioni di dollari con gli interessi.
Secondo gli esperti del comitato, solo circa metà di questo costo potrebbe essere coperta dai dazi attualmente in vigore, molti dei quali potrebbero essere dichiarati illegali dalla Corte Suprema.
Il Bipartisan Policy Center prevede inoltre che i dazi combinati abbiano generato 288 miliardi di dollari nel 2025, molto al di sotto delle stime fornite da Trump, che negli ultimi giorni avevano indicato cifre intorno ai 600 miliardi.
Byron Callan, analista del settore difesa presso Capital Alpha Partners, ha commentato a Reuters che il post di Trump solleva dubbi significativi sulla destinazione dei fondi e sulla stessa capacità del settore della difesa di assorbirli pienamente.
Trump e il budget militare: scattano gli acquisti sui titoli difesa a Wall Street
Nel frattempo, l’effetto sui mercati delle parole di Trump è stato immediato, con i buy che sono scattati subito sulle azioni del settore della difesa a Wall Street, come dimostra a performarce dei titoli:
- Lockheed Martin: +6,2%
- General Dynamics: +4,4%
- RTX: +3,5%
Anche le azioni Leonardo, già in rialzo nelle ultime sessioni del Ftse Mib, hanno beneficiato dell’ondata di acquisti, insieme a Fincantieri e altri titoli difesa europei e globali.
In Europa, lo Stoxx Europe Aerospace and Defense ha guadagnato l’1,4% nelle prime ore di contrattazioni, con Renk e Leonardo in testa al benchmark.
Le azioni Leonardo hanno ridotto poi i guadagni in modo significativo.
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Scommesse sul riarmo europeo dopo le mosse di Trump sulla Groenlandia
Così Tom Bailey, Head of ETF Research di HANetf, ha commentato quanto sta accadendo al settore della difesa in Europa.
“I titoli della difesa europea sono saliti con decisione ad inizio settimana, con Rheinmetall tra i migliori e altri nomi del comparto, tra cui BAE Systems, Renk e Leonardo, in forte rialzo”.
Bailey ha spiegato che, a suo avviso, “la reazione dei mercati non riflette tanto l’operazione statunitense in Venezuela in sé, quanto ciò che essa segnala in termini di sicurezza europea e affidabilità delle alleanze”.
Praticamente, “gli investitori sembrano scontare sempre più uno scenario in cui l’Europa deve farsi carico di una quota maggiore della propria sicurezza, non solo a causa della Russia, ma anche per la crescente incertezza sulla solidità degli impegni statunitensi all’interno della NATO”.
In pratica, “l’azione in Venezuela può essere letta nel quadro della National Security Strategy recentemente pubblicata dall’amministrazione Trump, che ribadisce l’enfasi sulla supremazia degli Stati Uniti nell’emisfero occidentale e descrive il Venezuela come un potenziale punto d’appoggio per interessi cinesi, russi e iraniani ”.
Il punto è che “il rovescio della medaglia di questa emergente ’neo-Dottrina Monroe’” è per l’esperto “un relativo declassamento della sicurezza europea: la strategia attribuisce maggiore importanza alla ’stabilità diplomatica’ nei rapporti con la Russia e, in generale, suggerisce una riallocazione delle priorità strategiche di Washington”.
Dunque, secondo Bailey, “per decisori politici e investitori europei, questo contesto rafforza la necessità di accelerare la spesa per la difesa e lo sviluppo della capacità industriale. In tale prospettiva, gli impegni di spesa e le promesse di rafforzamento delle capacità assunte dai governi europei nel 2025 appaiono sempre più di natura strutturale, piuttosto che ciclica, e difficilmente verranno ridimensionati”.
Il responsabile dell’ETF Research di HANetf ha continuato, commentando la situazione in cui versa l’Europa, aggiungendo che “l’incertezza, inoltre, è stata amplificata dal rinnovato ed esplicito interesse di Trump per la Groenlandia, incluse dichiarazioni pubbliche secondo cui gli Stati Uniti ’hanno bisogno’ del territorio per motivi di sicurezza nazionale”.
In sostanza, “il fatto che l’attenzione sulla Groenlandia sia tornata immediatamente dopo l’operazione in Venezuela ha accentuato il disagio europeo, perché suggerisce la disponibilità a tradurre in azioni ambizioni dichiarate da tempo”.
Ciò significa che, “anche se l’esito finale è impossibile da prevedere, la sola ipotesi che il membro più potente dell’alleanza possa esercitare pressione su un alleato NATO più piccolo introduce una nuova e scomoda fonte di instabilità nell’ordine di sicurezza europeo e, di riflesso, rafforza la narrativa di fondo che sostiene il riarmo europeo e la forza relativa dei titoli del comparto difesa”.
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Perché oggi il trend delle azioni del settore difesa non è uniforme in Europa
Guardando alla seduta di oggi, sempre Bailey, Head of ETF Research di HANetf, ha rilasciato un altro commento importante, osservando che il rialzo delle azioni della difesa “non è uniforme” e che “la sovraperformance di alcuni gruppi europei sembra collegata anche al loro grado di esposizione ai ricavi negli Stati Uniti”.
Bailey ha fatto notare che, “tra i protagonisti della seduta, c’è BAE Systems, in forte progresso (oltre +6%) ”, ricordando che “il gruppo britannico leader nel settore aerospaziale e della difesa ha già un’elevata dipendenza dal mercato americano: nella prima metà del 2025, quasi il 50% delle vendite è arrivato proprio dagli Stati Uniti. In un settore come la difesa, dove spesso i grandi fornitori accreditati partono avvantaggiati, questa presenza consolidata può trasformarsi in un punto di forza per intercettare un’eventuale crescita della spesa”.
Secondo l’esperto, “a sostenere il rally potrebbe contribuire anche un altro fattore: la maggiore attrattività relativa dei titoli europei rispetto alle controparti statunitensi. In un nuovo intervento sui social, Trump ha infatti ventilato l’ipotesi di limitare la possibilità per i contractor americani di distribuire dividendi o effettuare buyback. Le aziende europee, in linea di principio, non rientrerebbero in eventuali restrizioni di questo tipo. E anche se la fattibilità di un divieto su dividendi e riacquisti resta incerta, il semplice accenno a misure del genere è bastato per spostare l’attenzione degli investitori verso l’Europa ”.
Bailey ha concluso, spiegando che “il movimento odierno si inserisce così in una fase già positiva per il settore, che aveva registrato nuovi guadagni negli scorsi giorni sulla scia delle crescenti preoccupazioni europee rispetto alle priorità strategiche di Washington, dopo l’operazione in Venezuela e le richieste di controllo statunitense sulla Groenlandia. Nel complesso, i titoli della difesa europei hanno ora superato i massimi precedenti segnati lo scorso ottobre”.
Azioni Leonardo e Fincantieri tra le migliori dell’indice Ftse Mib nel 2025
Da segnalare che le azioni Leonardo e Fincantieri si sono confermate tra i migliori titoli dell’indice Ftse Mib di Piazza Affari nel 2025, con Fincantieri che si è distinta come la migliore del listino, registrando un rialzo del +141%, mentre Leonardo ha segnato un aumento del +92%.
Negli ultimi giorni di contrattazioni a Piazza Affari, complici gli attacchi di Trump contro il Venezuela e il rinfocolarsi dei venti di guerra alimentato dalle dichiarazioni anche contro altri Paesi - vedi Colombia, Messico, Iran, Groenlandia - le due azioni hann continuato a segnare importanti rialzi.
Leonardo è salita negli ultimi cinque giorni di contrattazione a Piazza Affari del 17,78%, mentre nel corso dell’ultimo mese ha registrato un incremento di 21,54%.
Dall’inizio del 2026, il titolo ha già guadagnato dunque quasi +18% viaggiando, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, a un valore superiore al +112%.
Forti acquisti hanno interessato anche le azioni Fincantieri, che dall’inizio del 2026 hanno registrato un rialzo di +14% YTD e che vengono scambiate a un valore superiore a +150%, rispetto allo stesso periodo del 2025.
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