Il flop di Trump, una petroliera cinese ha attraversato lo Stretto di Hormuz

Alessandro Nuzzo

15 Aprile 2026 - 21:30

Nella notte tra martedì e mercoledì è scattato il blocco navale degli Stati Uniti nello Stretto di Hormuz. Ma una nave cinese sanzionata dagli USA è riuscita a passare.

Il flop di Trump, una petroliera cinese ha attraversato lo Stretto di Hormuz

Il vero ago della bilancia della guerra tra Iran e Stati Uniti, che tiene in scacco il mercato energetico globale, è rappresentato dallo stretto di Hormuz. Questo piccolo tratto di mare, sotto il controllo dell’Iran, è di vitale importanza strategica per il mercato energetico mondiale perché da qui transitano tutte le navi che dal Golfo Persico trasportano soprattutto gas e petrolio dei Paesi del Golfo verso l’Occidente.

Da quando gli Stati Uniti hanno attaccato l’Iran bombardandone alcuni obiettivi sensibili, Teheran ha deciso di chiudere lo stretto, rafforzandone il controllo e impedendo di fatto a migliaia di navi di attraversarlo per trasportare gas e petrolio verso i Paesi occidentali. Questo blocco, che ormai dura da circa un mese, sta causando pesanti ripercussioni sui mercati energetici globali. Il prezzo di gas e petrolio è salito a livelli che non si vedevano da diversi anni e cresce il timore che la scarsità di approvvigionamenti possa prosciugare le riserve energetiche dei Paesi occidentali, creando un serio problema di forniture.

Proprio per questo motivo si stanno studiando possibili alternative alla chiusura dello stretto di Hormuz. Una delle risposte degli Stati Uniti alla decisione di Teheran è stata l’istituzione di un blocco navale nell’area. In pratica l’Iran aveva impedito il passaggio alle navi che trasportavano gas e petrolio verso i Paesi occidentali, consentendo invece il transito alle proprie imbarcazioni oppure imponendo pedaggi molto elevati a chi voleva attraversare lo stretto.

Come funziona il blocco natale degli Stati Uniti

Ora però gli Stati Uniti hanno organizzato un blocco navale posizionandosi leggermente fuori dallo stretto di Hormuz, in acque internazionali e lontano dalle coste iraniane, più o meno nei pressi del Golfo di Oman. Da questa posizione sorvegliano tutte le navi che salpano dai porti iraniani, costringendole a rientrare in porto, e allo stesso tempo bloccano quelle che cercano di entrare nello stretto per attraccare nei porti dell’Iran.

Gli Stati Uniti hanno schierato nell’area circa quindici navi da guerra e oltre 10.000 militari pronti a bloccare o abbordare qualsiasi imbarcazione che tenti di forzare il blocco. L’operazione è partita ufficialmente nella notte tra martedì e mercoledì e ha come obiettivo principale quello di bloccare completamente il traffico commerciale via mare da e per l’Iran.

Non è ancora del tutto chiaro in che modo gli Stati Uniti riescano a monitorare tutte le navi che attraversano quell’area, ma l’ipotesi principale è che vengano analizzati i cosiddetti transponder, ovvero i sistemi di tracciamento automatico utilizzati dalle navi. Alcune fonti militari hanno però spiegato che vengono utilizzati anche altri metodi, poiché il transponder può essere manipolato o spento per nascondere la posizione di una nave. Tra gli strumenti impiegati ci sarebbero la sorveglianza satellitare e l’utilizzo di droni militari.

Una petroliera cinese ha oltrepassato il blocco

Nelle prime ore, tuttavia, il blocco navale non ha avuto gli effetti sperati. Nella giornata di martedì una petroliera cinese, la Rich Starry, è riuscita infatti a superare il blocco e a uscire dallo stretto. La nave, già sanzionata dagli Stati Uniti per i suoi rapporti commerciali con l’Iran, appartiene alla compagnia Shanghai Xuanrun Shipping Co Ltd e ha a bordo un equipaggio interamente cinese. Trasporta circa 250.000 barili di metanolo caricati nel porto di Hamriyah, negli Emirati Arabi Uniti.

Secondo i siti di tracciamento navale, tra il 13 e il 14 aprile la petroliera si trovava già nel Golfo Persico, ma aveva utilizzato una tecnica chiamata spoofing per nascondere la propria posizione. Questo ha alimentato il sospetto che la nave stesse trasportando petrolio iraniano e stesse tentando di lasciare l’area senza essere identificata.

La nave è riuscita inizialmente a oltrepassare il blocco e a uscire dallo stretto, ma poco dopo, quando si trovava nel Golfo di Oman, è stata rintracciata e contattata dalle forze statunitensi, che le hanno ordinato di tornare indietro. Il comandante ha obbedito e mercoledì la petroliera è rientrata nello stretto, tornando nel Golfo Persico dove si trova tuttora.

Un episodio simile è accaduto anche alla nave Christianna, partita da un porto iraniano e transitata nello stretto tra martedì e mercoledì. Anche questa imbarcazione è stata individuata e costretta a invertire la rotta.

Il blocco navale, dunque, dopo una prima fase di assestamento, sembra ora entrare a pieno regime e le navi stanno iniziando ad avere sempre maggiori difficoltà ad attraversare lo stretto di Hormuz.

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