Prima il nome o il cognome? Come si firma correttamente

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Prima il nome o il cognome? Come si firma correttamente

Quando si firma va data la precedenza al nome o al cognome? Ecco i chiarimenti dell’Accademia della Crusca e le disposizioni contenute nel Codice Civile italiano.

Nella firma va prima il nome o il cognome?

Quando si deve compilare un documento indicando le proprie generalità si ha il dubbio se inserire prima il nome o il cognome.

Nessun problema quando il modulo stabilisce in maniera chiara le informazioni da inserire nello spazio vuoto; ma a cosa bisogna dare la precedenza quando nel documento non viene fatta chiarezza? Davanti ad uno spazio bianco si ha sempre il dubbio se firmare nell’ordine “nome+cognome” o se è meglio l’opzione inversa.

Ci sono persone che quando firmano preferiscono partire dal nome, altre invece danno la precedenza al cognome. Qual è la firma corretta? Da anni si dibatte sul corretto ordine della firma, ma probabilmente in molti dimenticano che è lo stesso Codice Civile a stabilire che è il nome ad avere la precedenza sul cognome.

Tesi supportata anche dall’Accademia della Crusca, la quale ha indicato i motivi per cui l’ordine nome+cognome nella firma risponde ai requisiti di correttezza linguistica.

Nome e cognome nella firma: cosa dice il Codice Civile

Fino al secondo dopoguerra in Italia si era consolidata la prassi per cui quando ci si presentava davanti ad un pubblico ufficiale - o anche ad un colloquio di lavoro - si dichiarava prima il cognome e poi il nome.

Nel Codice Civile però è stabilito diversamente, ecco perché ad oggi questa prassi è stata abbandonata e si è soliti dare la precedenza al nome.

Infatti, il secondo comma dell’articolo 6 del Codice Civile - “Diritto al nome” - stabilisce che nel nome sono compresi prenome (appunto il nome di battesimo) e il cognome, il quale indica l’appartenenza ad un determinato gruppo familiare.

Lo stesso Codice Civile quindi dà la precedenza al nome sul cognome, rovesciando la prassi degli anni ‘30 e ‘40. Per questo oggi la forma corretta - salvo il caso in cui sia stabilito diversamente - è quella che vede il nome precedere il cognome, sia quando si firma che quando si compila un modulo.

La precedenza del nome è ribadita anche dall’Ordinamento dello Stato Civile (D.P.R. 396/2000), nel quale si legge che una persona nel “disciplinare il contenuto degli atti dello stato civile” deve indicare:

  • nome;
  • cognome;
  • luogo e data di nascita;
  • cittadinanza;
  • residenza.

Il nome è indicato prima del cognome; ecco perché non ci sono dubbi sulla precedenza del nome ogni volta che bisogna indicare le proprie generalità o si deve firmare un documento.

Perché è corretto firmare con nome e cognome secondo l’Accademia della Crusca

Sul dibattito in merito all’ordine del nome e cognome nella firma è intervenuta anche l’Accademia della Crusca.

Questa ha confermato che in qualsiasi manuale di “galateo linguistico” viene stabilito che nella firma va prima il nome e poi il cognome, mentre l’ordine inverso - come vedremo meglio di seguito - si applica solamente in determinati casi.

Secondo l’Accademia della Crusca, quindi, oltre ad essere supportato dalle disposizioni legali, scrivere prima il nome e poi il cognome è anche una questione di correttezza linguistica.

La spiegazione è semplice: il cognome originariamente non era altro che una specificazione ulteriore al nome della persona tant’è che spesso faceva riferimento al nome del padre. Ad esempio, nel caso di Dante il cognome Alighieri viene da Aldighiero, capostipite della casata.

Ci sono cognomi poi che indicano la professione di una determinata famiglia - come Fabbri - oppure ad una caratteristica fisica o alla provenienza del capostipite.

Di conseguenza, così come l’aggettivo va sempre dopo un nome, anche nel caso del cognome questo va posto alla fine.

Quando il cognome ha la precedenza sul nome?

Anche se il nostro ordinamento riconosce la precedenza del nome sul cognome, niente vieta a determinati contratti di prevedere diversamente. In tal caso però nel modulo prestampato bisogna indicare chiaramente l’ordine voluto.

Inoltre c’è un altro caso in cui il cognome ha la precedenza sul nome: il Codice Fiscale. Questo è composto da 15 caratteri alfanumerici dove i primi 3 sono identificativi del cognome mentre successivi 3 del nome. Per il Codice Fiscale quindi è il cognome ad avere la precedenza, a differenza di quanto stabilito dal nostro ordinamento per la firma.

Concludiamo rassicurando tutti coloro che in questi anni hanno sempre firmato indicando prima il cognome e poi il nome: la firma non è da considerare nulla, al massimo vi verrà chiesto di compilare nuovamente un determinato documento inserendo le proprie generalità nell’ordine corretto. Ma è molto raro che ciò avvenga.

Adesso che sapete la verità comunque potete cominciare a firmare nell’ordine corretto - “Mario Rossi”, e non “Rossi Mario” - poiché non ci sono regole che vietano ad una persona che ha sempre firmato in un determinato modo di cambiare le proprie abitudini.

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