Fare la firma falsa è reato?

Non sempre chi pone una firma falsa su un documento commette reato, poiché dipende dalla natura del documento. Facciamo chiarezza.

Fare la firma falsa è reato?

Cosa rischia chi falsifica una firma?

Vi sarà certamente capitato durante gli anni di scuola di falsificare la firma dei vostri genitori per giustificare un’assenza. Ebbene, dovete sapere che questo comportamento - che allora vi poteva sembrare privo di rischi - si configura come un vero e proprio reato.

In realtà non sempre chi falsifica la firma su un documento commette reato, ma solo quando questa viene posta su un atto pubblico. Lo scorso anno, infatti, il reato di falso in scrittura privata è stato depenalizzato: quindi chi falsifica un documento non indirizzato alla Pubblica Amministrazione e in assenza di un pubblico ufficiale non rischia alcuna macchia sulla propria fedina penale.

Discorso differente per chi sottoscrive a nome di un’altra persona un documento su qualsiasi atto pubblico: il falso in scrittura pubblica è ancora reato e le conseguenze a seconda dei casi possono essere molto gravi.

Quando si parla delle conseguenze della firma falsa, quindi, bisogna fare una distinzione tra atti pubblici e privati. Come vedremo meglio di seguito, comunque, in entrambi i casi è meglio non correre il rischio di pagare un “conto salato” per il proprio gesto.

Cosa rischia chi falsifica un atto privato?

Si considerano atti privati tutti quelli sottoscritti non in presenza di un pubblico ufficiale e che non sono indirizzati ad un ente della Pubblica Amministrazione.

Ad esempio, si configura come atto privato un contratto, un assegno o una ricevuta di pagamento.

Quando si firmano questi documenti non si commette alcun reato poiché tra i 40 reati depenalizzati lo scorso anno con il decreto legislativo 7/2016 c’è anche quello di falso in scrittura privata. Niente reclusione e condanna penale per chi pone una firma falsa su un documento privato, il quale sarà comunque soggetto ad una sanzione.

Nel dettaglio, il giudice dopo aver accertato la falsificazione dell’atto privato può applicare una sanzione che la parte interessata dovrà pagare allo Stato. Per questo illecito civile la sanzione comminata può essere molto elevata perché si arriva anche a 16mila euro. Inoltre, qualora la firma falsa abbia provocato un danno a terzi, il giudice incaricato può prevedere il pagamento di una certa somma a titolo di risarcimento del danno.

Trattandosi di un illecito civile per rischiare una sanzione è necessario che qualcuno faccia causa contro il vostro comportamento poiché con l’avvenuta depenalizzazione la denuncia per casi del genere ha perso notevolmente di valore.

È il giudice quindi a stabilire le conseguenze per il suddetto illecito amministrativo, a meno che le parti prima della sentenza definitiva non raggiungano un accordo - stabilendo un risarcimento per la parte lesa - così da chiudere da subito la vertenza.

Cosa rischia chi falsifica un atto pubblico?

Si parla di atto pubblico invece quando il documento viene sottoscritto in presenza di un pubblico ufficiale, oppure quando si tratta di una richiesta rivolta ad un ente o ad un ufficio pubblico.

Sono atti pubblici quindi le dichiarazioni presentate al Comune o ad un ente statale - come il modello per l’esenzione del Canone Rai, da inviare all’Agenzia delle Entrate - ma anche un atto di donazione firmato in presenza di un notaio.

Tornando alla firma falsa sulla giustificazione scolastica anche questa si configura come reato di falso in atto pubblico, dal momento che l’insegnante e il preside nell’esercizio delle loro funzioni sono dei pubblici ufficiali.

Le conseguenze variano a seconda di chi commette il reato: se è lo stesso pubblico ufficiale a falsificare il documento è prevista la reclusione fino a 10 anni (articolo 476 del Codice Penale), pena ridotta di un terzo quando a porre la firma falsa sia stato un privato (articolo 482 del Codice Penale).

In questo caso il soggetto leso dalla falsificazione dell’atto pubblico - reato commesso anche quando si altera il contenuto del documento - può difendersi presentando la querela alle autorità, le quali avranno il dovere di depositarla presso la Procura della Repubblica. Sarà sempre il giudice incaricato a decidere la sanzione, l’importo del risarcimento e la durata di un’eventuale reclusione.

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Argomenti:

Reato Firma

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