Fideiussione bancaria per imprese extraeuropee che lavorano in Italia. La proposta di Giorgia Meloni

Vincenzo Caccioppoli

29 Agosto 2022 - 09:41

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In Italia le imprese straniere non pagano le tasse. Meloni propone la fideiussione bancaria per contrastare il fenomeno dell’evasione fiscale da parte di ditte extraeuropee

Fideiussione bancaria per imprese extraeuropee che lavorano in Italia. La proposta di Giorgia Meloni

Da tempo Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, denuncia il fenomeno diffusissimo delle imprese straniere che aprono e chiudono in pochi anni per non pagare le tasse nel nostro Paese.

«Oltre 10000 imprenditori, con un volume di affari di 33 milioni euro, sono presenti in Veneto. Ma è stato calcolato che la maggior parte dei ricavi, quasi 570 milioni, finisca in Cina. Quindi le tasse in Italia non sono state pagate», testimonia Giovanni Mainolfi, Comandante Regionale del Veneto Guardia di Finanza. «Qui viene violato l’articolo 53 della Costituzione. Oltre il 60% delle attività cinesi del Veneto non dichiarano più di 5000 euro all’anno, una cifra irrisoria», ma il fenomeno è molto diffuso anche in Toscana, dove esiste da tempo una grande comunità di cinesi, come in altre regioni italiane.

Il sistema utilizzato da queste imprese, spesso addirittura completamente sconosciute al fisco italiano, è quello così chiamato dell’«apri e chiudi», l’attività viene chiusa al massimo entro 3 anni dalla sua apertura, e l’imprenditore diventa irreperibile dalle autorità nazionali.

«Facendo l’esempio delle licenze per il commercio ambulante, la maggior parte delle volte il titolare non viene trovato, ma si trovano delle persone che in nome e per conto del titolare esercitano l’attività commerciale. Si potrebbe introdurre un principio di solidarietà: se il gestore del banco commette un reato, ne sarà colpevole anche il titolare della licenza. Per chi arriva dall’estero per aprire un’attività imprenditoriale , senza una storia economica precedente, si potrebbe introdurre una cauzione che duri 1-2 anni da versare allo Stato. In questo modo lo Stato potrà rivalersi verso questo imprenditore», conclude così Giovanni Mainolfi.

È proprio questa la proposta che Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia propongono per arrestare un fenomeno che rappresenta un’ingiusta concorrenza verso tutte le Piccole e Medie Imprese che pagano le tasse.

«Partiamo subito da cose concrete», ha avvertito Meloni, «deve finire l’odioso fenomeno dell’abusivismo e della concorrenza sleale nel commercio, nel turismo, nei servizi, nella manifattura. Non permetteremo più il gioco dell’apri e chiudi fatto da soprattutto dagli extracomunitari, quello di aziende che non pagano un euro di tasse, agiscono nell’illegalità e poi chiudono i battenti prima che lo Stato si accorga di loro, per riaprire magari con altro nome". Giorgia Meloni ha intenzione di imporre questa regola per tutte le imprese extraeuropee che vogliono lavorare in Italia. «Chi vuole lavorare da noi è il benvenuto», è il pensiero di Meloni, «ma chi arriva da fuori dell’Unione europea, prima di aprire la serranda, dovrà presentare una fideiussione a garanzia del pagamento delle tasse. Così che tutti possano competere ad armi pari. Restituiremo dignità e libertà alle persone oneste che creano lavoro e ricchezza in Italia».

Questa idea è già in vigore da anni in altri Stati, come per esempio Canada e Australia. L’analisi delle Fiamme Gialle del Veneto ha rilevato che le 7.857 partite Iva chiuse dal 2008 al 2021 hanno avuto una vita media di 900 giorni. Due anni e mezzo. Va da sé che il sistema di aprire e chiudere entro il quinto anno di vita, come risulta per il 90% delle imprese cessate, favorisce l’elusione dei controlli: io commerciante non ci sono più, non mi trovano, quando mi trovano sono già andato via.

Da inizio 2022, la Guardia di Finanza di Prato ha scoperto un’ottantina di ditte fantasma e ne ha chiesto la cancellazione all’Agenzia delle Entrate, che si è già espressa confermando la richiesta per una sessantina di casi, mentre per gli altri è in corso l’istruttoria. Gli imprenditori stranieri di origine cinese nel nostro Paese, secondo gli ultimi dati, sarebbero oltre 75mila, concentrati in gran parte in Lombardia, Toscana e Veneto. Quasi 20mila imprenditori cinesi sono attivi nel commercio e 17mila nel manifatturiero.

Secondo un recente rapporto dell’Associazione Italiana Contribuenti, il nostro Paese sarebbe quello in Europa dove i cinesi evadono maggiormente le tasse. Ecco allora che proposte come quelle di versare una fideiussione bancaria che possa garantire allo Stato il pagamento delle tasse per le imprese extraeuropee, potrebbe essere un primo passo importante per contrastare il fenomeno.

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