Federalismo fiscale entro il 2026: cosa prevede il PNRR

Rosaria Imparato

18 Agosto 2021 - 13:59

condividi

Il PNRR prevede la messa in opera del federalismo fiscale entro il 31 marzo 2026: vediamo gli obiettivi da raggiungere.

Federalismo fiscale entro il 2026: cosa prevede il PNRR

Nell’agenda delle riforme previste dal PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, c’è anche quella del Fisco. Nel cronoprogramma inviato dal capo di gabinetto Roberto Garofoli e indirizzato al ministro dell’Economia e delle Finanze Franco, si mette nero su bianco che entro il 2026 va realizzato il federalismo fiscale.

Ma in cosa consiste il federalismo fiscale e a cosa punta la riforma? Vediamo in cosa consiste il programma e quali sono i passaggi che permetteranno (o dovrebbero permettere) la reale concretizzazione del piano.

Federalismo fiscale entro il 2026: cosa prevede il PNRR

La riforma consiste, si legge nel documento ancora non pubblicato ufficialmente ma reso noto dal quotidiano ItaliaOggi, nel completamento del federalismo fiscale, previsto dalla legge 42 del 2009.

Gli obiettivi sono tre:

  • migliorare la trasparenza delle relazioni fiscali tra i diversi livello di governo;
  • assegnare le risorse alle amministrazioni territoriali sulla base di carichi oggettivi;
  • incentivare un uso efficiente delle medesime risorse.

In particolare, la riforma dovrà definire i parametri applicabili e attuare il federalismo fiscale per le regioni a statuto ordinario, le province e le città metropolitane.

Entro quando? La data fissata dal documento è il 31 marzo 2026.

Federalismo fiscale nella riforma del PNRR: i prossimi passi

Per completezza è bene chiarire che il federalismo fiscale è una dottrina politico-economica che punta a instaurare una proporzionalità diretta fra le imposte riscosse da un certo ente territoriale (cioè Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni) e le imposte che poi l’ente stesso effettivamente utilizza.

Il Governo, col documento delle riforme del PNRR, chiede al Ministero dell’Economia di ripartire da dove i lavori sono stati interrotti nel 2019, e raggiungere gli obiettivi in materia di autonomia di entrata delle regioni a statuto ordinario contenuti nel decreto legislativo 68/2011.

Il punto di partenza, sottolinea ItaliaOggi, è la fiscalizzazione dei trasferimenti statali e l’attribuzione di una quota del gettito riferibile al concorso di ciascuna regione nell’attività di recupero fiscale in materia di IVA.

La legge di Bilancio 2021 invece ha previsto, per province e città metropolitane, che dal 2022 i contributi e i fondi degli enti si congiungano in due fondi da ripartire seguendo le regole della Commissione tecnica per i fabbisogni standard.

La ripartizione avviene tenendo conto della differenza tra i fabbisogni e le capacità fiscali.

Infine, sempre entro il 31 marzo 2023, il programma del PNRR prevede che si velocizzino i pagamenti della Pubblica Amministrazione e del sistema sanitario.

Iscriviti a Money.it