Non solo oro, boom di acquisti anche per l’argento, i cui prezzi hanno appena testato un nuovo record nelle ultime ore, dopo aver sfondato la scorsa settimana la soglia psicologica di $50 l’oncia per la prima volta nella storia. Nelle ultime ore, le quotazioni hanno continuato a salire fino a toccare il massimo di sempre a $52,50 l’oncia.
Quali sono i motivi di questa corsa all’argento e, interrogativo che si staranno ponendo diversi investitori che guardano con interesse al metallo prezioso, fino a che punto esiste ancora un margine di rialzo? La corsa ha spazio per andare avanti, o bisogna aspettarsi un ritracciamento nel breve termine? E quali sono le previsioni per i prezzi dell’argento nel medio-lungo termine?
Vale la pena esaminare la previsione più bullish che domina attualmente sui mercati, ma non solo. Il rally spettacolare che ha portato le quotazioni dell’argento (riferimento al valore dei contratti spot sul metallo) a schizzare di oltre il 78% dall’inizio del 2025, rispetto al guadagno superiore a +50% dei prezzi dell’oro, pone in sostanza un interrogativo chiave per gli investitori: meglio vendere (Sell), mantenere la posizione (Hold) o continuare a comprare (Buy)?
Prezzi argento, la previsione più bullish: fino a $100 l’oncia?
In evidenza la previsione tra le più bullish sfornata da Paul Williams, managing director del fornitore di oro e argento Solomon Global, che ha spiegato il rally dell’argento, oltre che con i flussi in entrata negli ETF, con la presenza di “ forze potenti, attinenti al mondo reale ”, che non hanno nulla a che vedere con le speculazioni che accesero la richiesta del metallo negli anni ’80: “Un peggioramento dei deficit strutturali, una domanda industriale a livelli record e l’accelerazione degli investimenti nelle tecnologie green stanno rendendo più scarsa l’offerta, facendo salire i prezzi”, ha scritto in una nota Williams, sottolineando che “ sebbene l’argento non condivida con l’oro tutte le credenziali di bene rifugio, il doppio ruolo che lo vede metallo per utilizzi industriali e riserva di valore continua ad attirare gli investitori alla ricerca di stabilità e di guadagni”.
La fiducia nelle potenzialità dell’argento è tale da portare Williams a credere che “a dispetto del suo livello record, l’argento rimanga conveniente rispetto all’oro ”.
La previsione è più che bullish, visto che il manager di Solomon Global sottolinea che, “visto il clima attuale, prezzi dell’argento a quota $100 sono certamente possibili entro la fine del 2026”.
Ritracciamento breve e violento nel breve termine per condizione di ipercomprato?
La pensa allo stesso modo Philippe Gijsels, responsabile della divisione di strategia di BNP Paribas Fortis, che ha avuto ragione nel prevedere un anno fa che i prezzi dell’argento sarebbero saliti a quota $50 l’oncia e che sostiene, così come Williams, che le quotazioni potrebbero anche raddoppiare rispetto ai valori attuali: “Grandi numeri tondi tendono ad attrarre gli investitori come una calamita”, ha sottolineato Gijsels, aggiungendo che “una volta che i prezzi entrano nel campo gravitazionale di quei grandi numeri, di solito assistiamo a un’accelerazione e a un picco degli acquisti ”.
Anche l’esperto di BNP Paribas Fortis crede tuttavia che ci potrà essere una pausa nel rally prima di una nuova impennata: “Di solito, dopo una corsa enorme come questa, quello che accade è una pausa. Potremmo assistere a un ritracciamento breve ma piuttosto violento; i prezzi potrebbero poi rimanere stabili per un po’ di tempo, oppure potrebbero verificarsi entrambe le cose. In ogni caso, in qualche modo, la condizione di ipercomprato tecnica deve essere riassorbita ”.
Non solo prospettiva tagli tassi Fed, l’argento gode della forte domanda industriale
Va ricordato che, così come nel caso dei prezzi dell’oro, che hanno inanellato nelle ultime sedute nuovi massimi assoluti, anche per i prezzi dell’argento un assist fondamentale è arrivato dalla prospettiva di nuovi tagli dei tassi di interesse USA da parte della Federal Reserve.
Alla base della febbre per l’argento, c’è tuttavia anche la solidità della domanda industriale.
L’argento è infatti una materia prima indispensabile per diversi settori industriali, come per quello dell’ elettronica (dove è richiesto a causa della sua significativa conducibilità elettrica e termica ) e quello dei pannelli solari, business quest’ultimo che sta attraversando una fase di forte espansione.
Non solo: l’argento viene utilizzato anche nella produzione di veicoli elettrici e batterie, così come in quella di applicazioni e dispositivi medici.
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Argento VS oro, l’avvertimento di Goldman Sachs
Focus anche sull’outlook firmato da Goldman Sachs nel report “Silver: Rate Cuts Also Support Investment Flows But Riskier Than Gold”, che ha presentato toni decisamente più cauti rispetto alle stime super bullish di altri strategist.
“Noi riteniamo che, dopo essere balzati al di sopra della soglia di 50 dollari la tonnellata per la prima volta nella storia, lo scorso venerdì, sul mercato di Londra, il trend più probabile per i prezzi dell’argento nel medio termine sia di un ulteriore rialzo, in quanto l’argento beneficia degli stessi flussi di investimenti privati che stanno sostenendo l’oro in un contesto di tagli (dei tassi) da parte della Fed”.
“Tuttavia”, si legge nel report di Goldman Sachs, “nel breve termine, per l’argento intravediamo una volatilità e un rischio di prezzi in discesa più significativi che per l’oro ”, con quest’ultimo che si conferma “unica commodity sostenuta dalla domanda strutturale delle banche centrali”.
Gli analisti della divisione di ricerca hanno ricordato che, storicamente, la relazione tra i prezzi dell’argento e quelli dell’oro è stata sempre forte, in quanto entrambi i metalli sono stati sempre sostenuti da un “elemento principale”, ovvero dai “flussi privati di investimenti, che si manifestassero attraverso gli ETF o attraverso un posizionamento speculativo”.
Oro e argento più slegati, con acquisti del metallo giallo dalle banche centrali
I due metalli si sono mossi insomma spesso “in tandem”, come dimostrato dal trend del rapporto tra i prezzi dell’oro e i prezzi dell’argento, che si è attestato all’interno di un ampio range, compreso tra 45 e 80. Poi, “a partire dal 2022, l’oro si è sganciato, sulla scia del balzo degli acquisti da parte delle banche centrali, che hanno sostenuto i prezzi dell’oro anche in assenza di flussi di investimenti privati in entrata”.
Dal canto suo, l’argento è rimasto indietro, in quanto non supportato dalla domanda delle banche centrali. “Ora, con la Fed che sta tagliando i tassi e i flussi verso gli ETF che stanno tornando, l’argento sta guadagnando slancio”.
D’altronde, “i prezzi dell’argento possono reagire in modo significativo a questi flussi, in quanto il mercato è meno liquido, e 9 volte circa più piccolo di quello dell’oro ”, fattore che “amplifica i movimenti dei prezzi”.
Goldman Sachs ha spiegato la corsa del metallo anche con il fatto che, agli inizi dell’anno, le scorte fisiche del metallo presenti a Londra sono scese, in quanto il timore legato all’applicazione di dazi USA sul metallo ha spostato quantità di argento verso gli Stati Uniti.
A quel punto, quando il recente e rapido incremento della domanda di ETF sull’argento - garantiti dall’argento fisico - ha assorbito una maggiore quantità del metallo, la disponibilità a breve termine è diminuita, i tassi di leasing sono balzati e i prezzi sono aumentati. Uno squilibrio che si è venuto a creare e che, secondo Goldman Sachs, dovrebbe tuttavia normalizzarsi in modo graduale, dal momento che i prezzi più alti sul mercato di Londra incentiveranno il ritorno del metallo dagli Stati Uniti e da altre regioni, ripristinando così altrettanto gradualmente la liquidità del mercato dell’argento.
Tagli tassi Fed basteranno? Il rischio volatilità-correzione sproporzionata
In definitiva, Goldman Sachs ritiene che, nel medio termine, i prezzi dell’argento riporteranno ulteriori rialzi, dal momento che i tagli (dei tassi) della Fed sosterranno i flussi di investimenti in entrata.
Rimane il timore di una maggiore volatilità nel breve termine, in quanto, “ in assenza di una domanda delle banche centrali che ancori i prezzi dell’argento, anche un diefront temporaneo dei flussi di investimento potrebbe scatenare una correzione sproporzionata, dal momento che potrebbe anche allentare la scarsità del metallo a Londra che ha contribuito così tanto al rally recente”.
Detto anche Goldman Sachs rimane fiduciosa nella capacità del metallo prezioso di segnare ulteriori rialzi nel medio termine.
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Prezzi argento, su base reale il livello è lontano dal massimo storico)
Occhio però a un ostacolo non di poco conto alla corsa dei prezzi del metallo, che è stato illustrato da Claudio Wewel, FX Strategist di J. Safra Sarasin, nella nota: “Il calo dell’hype per l’AI potrebbe trasformarsi in un ostacolo”. Wewel ha fatto notare quanto messo in evidenza dai suoi colleghi, ovvero il fatto che l’argento abbia sovraperformato l’oro testando nuovi record, vicini ai “picchi raggiunti nel 1980 e nel 2011, entrambi frutto di una speculazione su larga scala”.
L’esperto ha tuttavia indicato anche che, “in questo contesto, è interessante notare che il prezzo attuale dell’argento rimane lontano dal suo massimo storico in termini reali, che, espresso in dollari del 2025, ammonta a oltre 200 dollari per oncia troy ”.
Wewel ha cercato inoltre di rispondere anche lui alla domanda se l’argento continuerà a salire rapidamente come ha fatto nelle ultime settimane. Intanto, una precisazione: “All’inizio di quest’anno abbiamo dimostrato che, sebbene le dinamiche dei prezzi dell’argento e dell’oro siano correlate nel tempo, i loro driver determinanti variano notevolmente. Pertanto, l’affermazione secondo cui l’argento rappresenti semplicemente un’espressione ad alto beta dell’oro non tiene conto di considerazioni importanti ”.
Se infatti “il rialzo dell’oro di quest’anno riflette in gran parte un forte aumento della domanda di beni rifugio in un contesto di calo della fiducia nelle istituzioni statunitensi e nel dollaro, il recente rialzo dell’argento è in gran parte legato alla portata senza precedenti dei recenti investimenti e annunci nel campo dell’intelligenza artificiale ”.
AI- intelligenza artificiale, dunque, come market mover innegabile della febbre per l’argento, visto che “poiché i calcoli eseguiti dall’AI sono sempre più alimentati da grandi data center, la domanda di componenti elettronici ad alta velocità e alta densità è aumentata notevolmente ”. Di fatto, “grazie alla sua eccellente conduttività elettrica, l’argento è utilizzato in molti componenti elettrici, tra cui circuiti stampati, dispositivi di edge computing e chip di memoria, tutti elementi fondamentali per la costruzione di infrastrutture di intelligenza artificiale, come i datacenter hyperscale ”.
Ancora: “La produzione di componenti di fascia alta, in particolare, richiede materiali con un’eccellente conduttività, il che suggerisce che la domanda strutturale rimarrà elevata”.
Come ricordato sopra, l’argento è utilizzato anche “per i pannelli solari, i componenti delle reti elettriche e i veicoli elettrici, prodotti che spesso si sovrappongono all’uso dell’AI”, così come, a riprova del grande utilizzo industriale di questo metallo, “ i veicoli elettrici contengono circa il doppio dell’argento rispetto ai veicoli tradizionali con motore a combustione, fino a circa due once per veicolo”.
“Più in generale”, ha continuato a spiegare l’FX Strategist di J. Safra Sarasin, “la transizione verso l’elettrificazione con l’Internet of Things, il 5G e i dispositivi intelligenti garantisce che la domanda di argento rimarrà elevata”, in un contesto in cui “ la correlazione tra i titoli tecnologici e l’argento è diventata un po’ più forte negli ultimi due anni”: fenomeno che riflette in parte, secondo Wewel, “la percezione tra gli investitori che l’esposizione all’argento funga in qualche modo da ’copertura dei metalli preziosi industriali’ con un beta tecnologico positivo ”.
Ma attenzione ai prezzi con indebolimento febbre per l’AI (intelligenza artificiale)
Lo strategist ha poi segnalato che “il World Silver Survey 2025 indica che la domanda industriale totale di argento è destinata a rimanere stabile quest’anno, sfidando gli investimenti su larga scala nell’intelligenza artificiale. Il mercato dell’argento è in deficit strutturale dal 2021, con una domanda che supera l’offerta relativamente anelastica”.
Inoltre, “la produzione mineraria ha sofferto a causa di anni di sottoinvestimenti nell’esplorazione e nello sviluppo, del calo della qualità del minerale, dell’aumento dei costi di produzione e di vincoli ambientali e normativi più severi”, così come “ solo il 30% circa della produzione mondiale di argento proviene da miniere primarie, mentre la maggior parte è prodotta in miniere di oro, rame, piombo e zinco”.
“In sostanza, ciò significa che l’aumento dei prezzi del piombo e del rame comporta tipicamente un aumento dell’attività mineraria dell’argento, mentre una flessione di questi mercati tende a ridurre l’offerta di argento. Prevediamo quindi che il divario tra domanda e offerta diminuirà solo gradualmente”, ha spiegato Wewel, sottolineando tuttavia che “sebbene ciò sia di supporto per i prezzi elevati dell’argento, siamo inclini a pensare che la domanda legata al boom dell’intelligenza artificiale possa indebolirsi ”.
Il motivo? “Tra gli investitori sembra esserci una crescente sensazione che la portata della spesa recente possa essere stata eccessiva. Con le posizioni lunghe speculative nette a livelli piuttosto elevati, il posizionamento comincia a sembrare eccessivo. Di conseguenza, prevediamo un calo dell’interesse per l’esposizione speculativa guidata dal sentiment nel prossimo futuro”.
Questo fenomeno potrebbe avere conseguenze significative per le quotazioni dell’argento, in quanto il rally dei prezzi, secondo lo strategist, “ dovrebbe rallentare ”.
Ciò “significa anche che l’argento probabilmente sottoperformerà l’oro in un orizzonte temporale di 12-18 mesi, poiché l’oro dovrebbe rimanere il bene rifugio preferito nell’attuale contesto”.
Insomma, c’è chi tifa più argento, e chi tifa più oro. Sta di fatto che entrambi i metalli continuano a fare la gioia di quei risparmiatori e grandi investitori che hanno deciso di fare di entrambi, o dell’uno o dell’altro, la loro grande scommessa. Anche se c’è poi chi ricorda che esistono alternative ancora più ghiotte.