Fatturato +21% e utile triplicato. Questo titolo italiano può salire del 38% in Borsa?

Claudia Cervi

27 Febbraio 2026 - 21:38

Ricavi a 580 milioni (+21%), utile triplicato e leva scesa a 2x. Dopo un +170% dai minimi, gli analisti vedono ancora fino al +38% per il titolo.

Fatturato +21% e utile triplicato. Questo titolo italiano può salire del 38% in Borsa?

Fatturato in crescita del 21%, utile triplicato e margini in forte accelerazione. Il titolo ha già corso del +170% dai minimi, ma secondo alcuni analisti il mercato potrebbe non aver ancora prezzato tutto.

Il protagonista è doValue, gruppo specializzato nei servizi finanziari e nella gestione di crediti deteriorati, che nel 2025 ha chiuso l’anno sopra le attese. Dopo anni di scetticismo sul comparto Npl, la società sta cambiando profilo: più redditività, più cassa, meno debito.

Intanto il titolo non è rimasto fermo. Eppure diversi analisti continuano ad aggiornare le valutazioni, segno che la partita potrebbe non essere chiusa.

La domanda che ora si fanno gli investitori è diretta: il mercato ha già scontato tutto o il rialzo è può continuare?

Quanto fattura doValue oggi (e dove può arrivare nel 2026)

Nel 2025 doValue ha registrato 580,4 milioni di euro di ricavi, con una crescita del 21,1% su base annua. Un’accelerazione netta del fatturato, arrivata nonostante qualche rallentamento temporaneo nell’assegnazione di nuovi portafogli in Grecia.

Sempre più rilevante il contributo delle attività diverse dagli Npl tradizionali, che rappresentano oggi il 36% dei ricavi complessivi. In pratica, il gruppo oggi dipende meno dai cicli più volatili del mercato Npl. Ed è proprio questa trasformazione del modello di business che sta cambiando la percezione degli investitori.

Sul fronte della redditività, l’Ebitda è salito a 217 milioni di euro, +31,8%, nella parte alta della guidance. L’utile netto ordinario è cresciuto a 25,3 milioni, più che triplicato rispetto ai 6,7 milioni del 2024.

Anche se a livello contabile il gruppo ha chiuso l’esercizio con una perdita netta di 8,2 milioni, legata a costi straordinari (emissione obbligazionaria, acquisizione Coeo, ristrutturazioni connesse alle sinergie Gardant), al netto di queste componenti non ricorrenti, la redditività è in netto miglioramento.

Altro segnale forte arriva dal business commerciale che ha generato 14,5 miliardi di valore, superando i target del piano industriale. Dopo la pubblicazione dei risultati sono stati acquisiti ulteriori 2,1 miliardi, mentre operazioni secondarie per 1,2 miliardi hanno contribuito alla generazione di ricavi.

Sul fronte finanziario, la leva è scesa a 2,0x (da 2,4x), con 76 milioni di generazione di cassa e una posizione di liquidità solida: 145 milioni di cassa e nessuna scadenza rilevante fino al 2030.

Perché gli analisti vedono spazio di rialzo (fino al +38%)

Il recupero del titolo è stato importante, ma per diversi analisti la nuova fotografia del gruppo non è ancora del tutto incorporata nei prezzi.

Gli analisti guardano soprattutto ai fondamentali: ricavi che crescono a doppia cifra, margini in miglioramento, debito riportato su livelli più gestibili (leva a 2 volte) e una buona copertura sui prossimi esercizi grazie ai nuovi mandati già messi in portafoglio.

Nel 2025 doValue ha anche rafforzato il proprio posizionamento con la joint venture con BPER Banca, che gestisce circa 2,7 miliardi di NPE e garantisce flussi ricorrenti di Utp e Npl negli anni a venire.

A questo si aggiunge il closing dell’acquisizione di Coeo, che ha portato a rivedere al rialzo gli obiettivi 2026 su ricavi (a 800 milioni) e Ebitda (a 300 milioni).

Dopo un +170% dai minimi, molti pensano che la corsa sia finita. Ma se il 2026 confermerà i numeri, il mercato potrebbe dover rivedere ancora le valutazioni.

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