Conviene davvero fare la spesa online o è un lusso invisibile? Conti alla mano, scopriamo quanto si spende tra costi di consegna, benzina e trappole del marketing.
Le lunghe file al supermercato, con il cestino pesante e la certezza di aver dimenticato qualcosa, per molti sono ormai un lontano ricordo. Tra le eredità dell’era Covid, l’esplosione della spesa a domicilio è senza dubbio una delle più radicate nelle nostre abitudini quotidiane. Sebbene la prima consegna di cibo della storia risalga al 1889 a Napoli, è proprio durante la recente pandemia che questo servizio si è diffuso a macchia d’olio, diventando in pochi anni un asset strutturale della grande distribuzione organizzata.
Superata la fase emergenziale, fare la spesa online è diventata una scelta d’acquisto consapevole; tuttavia, con l’aumento generale del costo della vita e la progressiva rimodulazione delle tariffe dei servizi, è lecito chiedersi se questa comodità rappresenti ancora un vantaggio per il portafogli o se stia diventando un lusso di cui fare a meno.
I costi di consegna vs le trappole dei supermercati
Quando scegliamo di acquistare la spesa a domicilio, a meno di raggiungere una certa soglia, mettiamo in conto il costo della consegna, sul quale viene talvolta applicato un sovrapprezzo a causa del peso dei prodotti acquistati. Inoltre, alcuni supermercati tendono ad applicare un ulteriore sovrapprezzo nel caso in cui il punto vendita non si trovi nelle immediate vicinanze dell’abitazione. Tuttavia, in generale i costi di consegna variano da 2,99€ a 7,99€; cifre non troppo esose ma abbastanza evidenti da far scattare il riflesso della rinuncia: perché pagare per farmi portare il cibo quando posso andarci io?
Una domanda lecita, ma che non tiene conto di alcuni fattori che rischiano di incidere maggiormente sul costo finale del carrello. Quando ci rechiamo di persona al supermercato entriamo in una sorta di labirinto psicologico in cui tutto è pensato per farci spendere di più; dall’assenza di luce naturale alla musica, passando per il posizionamento dei prodotti, niente è lasciato al caso. Con la spesa online questo meccanismo salta e lo scontrino finale risulta ripulito (o quasi) da tutte le trappole del marketing d’impulso. Inoltre, la maggior parte delle grandi catene azzera i costi di consegna nel caso in cui venga superata una determinata soglia di spesa oppure se il cliente sceglie la formula del ritiro in negozio (click and collect).
Il problema dei freschi e delle scadenze
C’è ancora un tabù non indifferente nei confronti della spesa online, molti consumatori hanno infatti il timore di ricevere prodotti scaduti o frutta e verdura di bassa qualità. Tuttavia, se in una fase preliminare questo poteva essere a tutti gli effetti un problema, oggi la grande distribuzione ha capito che la fiducia si gioca tutta sui reparti freschi; basta un singolo errore per perdere un cliente. Di conseguenza i picker (gli operatori addetti a fare la spesa al posto nostro) tendono a selezionare solo merce di prima qualità, con particolare attenzione alle scadenze. Ricevere frutta e verdura di qualità e prodotti a lunga scadenza porta con sé un altro enorme vantaggio economico, che spesso sottovalutiamo: azzera quasi del tutto lo spreco alimentare, perché compriamo solo ciò che consumiamo davvero.
Il doppio risparmio di tempo e benzina
Le nostre giornate sono diventate una partita di tetris, nella quale cercare di combinare tutti gli impegni e gli imprevisti del caso. Il detto il tempo è denaro non è mai stato più vero ed è innegabile che l’atto di fare la spesa sia una di quelle attività che richiedono una fetta consistente di tempo. In media, si parla di un investimento che va dai sessanta ai novanta minuti per ogni singola spesa se si considerano anche i vari spostamenti. Svolgere la stessa operazione online riduce il processo a circa dieci o quindici minuti, soprattutto se si sfruttano le funzionalità di riordino e le liste salvate dei prodotti acquistati regolarmente. Per una famiglia o per un professionista, recuperare quell’ora e mezza a settimana significa un guadagno concreto di tempo che può essere investito in altre attività. Abbiamo parlato dei costi di consegna a domicilio, tuttavia è necessario inserire nell’equazione anche la variabile della benzina, se consideriamo il costo del carburante e l’usura del mezzo, a lungo andare il tragitto per il supermercato rischia di pesare più di quanto si pensi sul budget domestico.
Quanto si spende davvero
Come abbiamo visto, il confronto tra la spesa online e quella fisica non si limita esclusivamente al prezzo dei prodotti presenti sullo scontrino. Oltre al valore del carrello entrano in gioco una serie di costi indiretti che spesso vengono sottovalutati, dalla benzina agli acquisti impulsivi. La spesa online permette generalmente di mantenere un maggiore controllo sul budget, ed è proprio qui che si gioca il reale risparmio; rispettare la spesa prefissata e ridurre gli acquisti impulsivi possono incidere in modo significativo sul bilancio familiare.