Facebook non ritarderà le dirette dopo il massacro in Nuova Zelanda

Marck Zuckerberg ha respinto le richieste di ritardare i livestreaming al fine di ridurre il rischio di trasmettere contenuti violenti, come accaduto in occasione dell’attentato di Christchurch, in Nuova Zelanda. I dettagli

Facebook non ritarderà le dirette dopo il massacro in Nuova Zelanda

Nessun ritardo nella trasmissione delle dirette Facebook. Lo ha annunciato Marck Zukerberg, in risposta alle richieste di differire i livestreaming a seguito del massacro di Christchurch, in Nuova Zelanda, trasmesso da uno degli attentatori tramite la piattaforma per almeno 17 minuti prima di venire bloccato.

Durante un’intervista, il CEO di Facebook ha riconosciuto che un ritardo avrebbe effettivamente potuto limitare il numero di visualizzazioni dell’attacco, ma ha sottolineato anche come una simile linea, se adottata per tutti i contenuti in livestreaming, priverebbe di immediatezza lo strumento offerto dalla piattaforma, nato proprio per restituire un’idea del «qui ed ora»:

“Differire il contenuto di una diretta andrebbe a snaturare il livestreaming per come lo intendono le persone, che nella maggior parte dei casi provano a trovare un metodo alternativo di partecipazione, a una festa di compleanno magari, o a un’uscita con gli amici quando non è possibile vedersi”.

Il livestreaming - ha spiegato Zuckerberg - più che una trasmissione rappresenta un “modo di comunicare”, visto che le persone possono commentare in tempo reale, elementi che sarebbero completamente vanificati da un’eventuale differimento nella trasmissione.

Facebook non ritarderà le dirette dopo il massacro in Nuova Zelanda

A seguito dell’attentato dello scorso 15 marzo in Nuova Zelanda - che ha fatto registrare un bilancio di 50 morti e 50 feriti - Facebook ha riconosciuto che i suoi sistemi di intelligenza artificiale non sono riusciti a intercettare e bloccare in tempo il livestream dell’attacco.

Ad agire è stato un commando terrorista di quattro persone, che ha assaltato due moschee a Christchurch, la più grande città del Sud neozelandese.

La diretta del massacro - trasmessa dal terrorista 28enne Brenton Tarrant - è andata avanti per 17 minuti; nelle ore e nei giorni seguenti Facebook, YouTube e Twitter hanno avuto il loro bel da fare per fermare la diffusione delle versioni ricaricate del video.

Zuckerberg ha descritto l’evento come “davvero terribile”, specificando la necessità per la piattaforma di costruire sistemi in grado di identificare eventi terroristici molto più rapidamente.

Il CEO del social di Menlo Park si è mostrato particolarmente mediatico negli ultimi giorni, e ha persino pubblicato un editoriale sul Washington Post, chiedendo maggiori regolamentazioni su Internet.

Secondo Zuckerberg impostare regole sulla pubblicità politica non può essere un compito della sua compagnia; in più, ha commentato anche l’ultimo discusso scandalo password venuto fuori solo da qualche settimana.

Sulla circostanza - che ha visto due sviluppatori di app dell’azienda scoprire di aver memorizzato i dati degli utenti sui server di Amazon, in un modo che ne permetteva il download da parte di tutti - Zuckerberg ha spiegato che il tutto è ancora in esame:

“In generale, lavoriamo sempre con gli sviluppatori per assicurarci che rispettino i dati di tutti gli uenti, e li utilizzino solo nei modi che questi ultimi vogliono”.

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