Fabbriche di batterie e di auto elettriche: la mappa della presenza cinese in Europa

Federico Giuliani

19 Maggio 2024 - 07:01

Dall’Ungheria alla Spagna: ecco dove sorgeranno gli impianti che consentiranno al Dragone di produrre EV e batterie nel cuore dell’Europa.

Fabbriche di batterie e di auto elettriche: la mappa della presenza cinese in Europa

Non solo auto elettriche esportate dalla Cina per essere vendute nei mercati europei. L’impronta del Dragone nell’automotive del Vecchio Continente è ben visibile anche grazie ad altri due segnali che completano un quadro emblematico, dal quale emergono tutte le potenzialità del gigante asiatico.

Da un lato, infatti, abbiamo diverse fabbriche di EV dislocate in Europa, tra progetti in fase di realizzazione e altri soltanto annunciati, dai quali usciranno veicoli non più made in China bensì made in EU. Dall’altro troviamo invece strutture cinesi adibite alla produzione di batterie elettriche, ovvero il cuore dei mezzi di nuova generazione.

Basta unire i tre punti ed ecco prendere forma il triangolo d’oro della Cina: fabbriche di EV, auto elettriche e batterie. Il contesto, per il gigante asiatico, non è però del tutto roseo. Se alcune case automobilistiche cinesi stanno cercando di creare stabilimenti di produzione e assemblaggio in Europa, con l’obiettivo di aumentare le vendite di auto a basso costo nella regione per competere con i concorrenti locali in un contesto di rallentamento della domanda interna, di pari passo Bruxelles ha acceso i riflettori sulle mosse del governo cinese.

Le importazioni europee di EV di fabbricazione cinese sono aumentate vertiginosamente negli ultimi anni, sollevando, nello specifico, preoccupazioni in merito al fatto che i tradizionali player regionali di veicoli elettrici possano venire travolti da un’ondata di prodotti cinesi a basso costo.

Auto ed EV: la presenza della Cina in Europa

In attesa di capire se, quando e come l’Unione europea reagirà alla crescente intraprendenza imprenditoriale della Cina, vale la pena dare un’occhiata alla mappa dei principali investimenti effettuati da Pechino nel cuore del Vecchio Continente.

Chery Auto, la più grande casa automobilistica cinese per volume di esportazioni, ha annunciato lo scorso 16 aprile di aver firmato una joint venture con la spagnola EV Motors per aprire il suo primo sito produttivo europeo in Catalogna, a Barcellona. La produzione inizierà entro la fine dell’anno, con il partner junior Chery che produrrà i suoi veicoli Omoda all’interno stabilimento.

BYD, il più grande produttore di veicoli elettrici al mondo, ha annunciato alla fine del 2023 che costruirà la sua prima base di produzione europea di veicoli elettrici in Ungheria, a Szeged. L’impianto produrrà veicoli elettrici e ibridi plug-in per il mercato europeo e dovrebbe iniziare a funzionare tra la fine del 2025 e il 2026.

Fabbriche su fabbriche

Leapmotor, secondo quanto riferito da Reuters, dovrebbe iniziare a produrre piccoli EV nello stabilimento Stellantis di Tychy in Polonia. Sempre in Polonia, Geely dovrebbe produrre il primo ev polacco in quel di Jaworzno, in concomitanza con il costruttore locale EMP. Gli occhi di Nio sono puntati su Biatorbagy, ancora in Ungheria.

Sul fronte delle batterie, invece, nel corso del 2023 gli attori cinesi hanno annunciato investimenti per oltre 10,9 miliardi di dollari nelle fabbriche ungheresi. Nell’agosto dello scorso anno, il principale produttore mondiale di batterie, Contemporary Amperex Technology Co. Limited (CATL), ha svelato un investimento di 7,34 miliardi di euro per costruire uno stabilimento di batterie nell’Ungheria orientale, oltre ad uno a Erfurt, in Germania.

Eve Energy, Huayou Cobalt, BYD e Ningbo Zhenyu Technology hanno seguito a ruota. Altri investimenti potrebbero materializzarsi nel corso dei prossimi mesi. Indagine dell’Ue e tensioni internazionali permettendo.