Il declino di un’area geografica e l’ascesa di un’altra sono fenomeni complessi e multifattoriali che richiedono un’analisi approfondita che non posso esaurire in poche righe.
Tuttavia l’assegnazione dell’Expo a Riyad dovrebbe essere considerata in una prospettiva storica ed economica più ampia, al di là delle modeste diatribe politiche interne.
Questo fenomeno non è nuovo; possiamo ritrovare un parallelo significativo nel passaggio delle Repubbliche marinare italiane, che persero la loro preminenza a favore di nuove aree di potere con la scoperta dell’America nel periodo medievale e rinascimentale.
Le Repubbliche marinare tra l’11° e il 13° secolo erano all’apice del loro splendore grazie al commercio marittimo e all’influenza politica nel Mediterraneo.
Tuttavia, la scoperta di nuove rotte commerciali a causa delle esplorazioni geografiche aprì la strada a nuove potenze, come l’Olanda. Quest’ultima sfruttò abilmente la novità della scoperta dell’America, diventando il fulcro del commercio europeo.
Analogamente, nel XVIII e XIX secolo, l’Inghilterra emerse come potenza marittima ed economica grazie alla Rivoluzione Industriale e all’espansione coloniale. E nel XX secolo, gli Stati Uniti presero il posto dell’Inghilterra come superpotenza economica e industriale.
Oggi stiamo assistendo a una trasformazione economica e geopolitica con l’Oriente che emerge come una forza economica sempre più rilevante, spostando il centro di gravità economico verso l’Asia.
Piuttosto che cercare colpevoli per il declino di un’area, sarebbe più proficuo capire come le Repubbliche marinare del terzo millennio possono evitare di essere attori del declino. Questo deve coinvolgere politiche innovative, pronte a favorire chi è flessibile, ad avvantaggiare non solo chi fa investimenti in ricerca e sviluppo, ma a chi sa cogliere le nuove dinamiche globali.
La consapevolezza delle trasformazioni in corso la prospettiva di diventare - come Europa - una frazione poco significativa del mondo devono renderci pronti ad abbracciare il cambiamento per preservare nel lungo termine la nostra prosperità.