Eurozona in lockdown: PIL giù del 2,3% nel quarto trimestre. Stime al ribasso

L’Europa stretta nelle nuove misure di chiusura e blocchi piomba in uno scenario peggiore del previsto. Goldman Sachs rivede le stime - al ribasso - per il PIL del quarto trimestre

Eurozona in lockdown: PIL giù del 2,3% nel quarto trimestre. Stime al ribasso

Eurozona in bilico dopo le rinnovate misure restrittive nelle sue più importanti economie.

Dalla Francia alla Spagna fino alla Germania e all’Italia, le potenze della moneta unica stanno irrigidendo le disposizioni in vista di un’impennata di contagi incontrollabile.

Chiusure di attività economiche e blocchi di esercizi commerciali, come bar, ristoranti e locali, di fatto hanno inaugurato la nuova stagione del lockdown. Gli effetti? Innanzitutto un peggioramento delle aspettative di crescita del vecchio continente.

Goldman Sachs, alla luce delle negative novità in arrivo dall’Eurozona, ha rivisto al ribasso le stime del PIL per il quarto trimestre. Cosa aspettarsi?

Eurozona: PIL a -2,3%. Peggiora lo scenario

Goldman Sachs ha tagliato drasticamente le previsioni economiche del quarto trimestre dell’Europa.

L’aumento dei casi Covid ha spinto a novembre l’introduzione di blocchi parziali a livello nazionale in alcuni Paesi, interrompendo una nascente ripresa registrata durante l’estate.

I nuovi blocchi annunciati in tutta Europa negli ultimi giorni per contenere la recrudescenza della pandemia di coronavirus hanno innescato una raffica di declassamenti sulle previsioni di crescita economica, poiché le restrizioni all’attività minacciano la ripresa del continente.

La banca d’investimento statunitense ha affermato di aspettarsi che il prodotto interno lordo (PIL) reale dell’Eurozona si riduca del 2,3% nel quarto trimestre, una revisione al ribasso rispetto alla precedente proiezione di crescita del 2,2%.

“Guardando al futuro, presumiamo che le nuove restrizioni dureranno tre mesi prima di essere gradualmente annullate a partire da febbraio”, hanno scritto gli economisti di Goldman Sachs.

La visione generale resta piuttosto pessimista. Un sondaggio di Financial Times condotto su 18 economisti presso le principali banche e istituzioni ha rilevato che tutti, tranne un solo giudizio, si aspettano una contrazione dell’economia della zona euro nell’ultimo trimestre 2020. La maggior parte aveva previsto in precedenza una crescita positiva.

Christian Keller, capo economista di Barclays, ha dichiarato che la flessione dei servizi direttamente colpiti dalle nuove restrizioni rischia di riportare l’economia dell’area dell’euro verso una crescita negativa.

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