Europa senza slancio, peggiorano le previsioni Ue. Fino a quando il declino?

Violetta Silvestri

11/09/2023

Previsioni economiche Ue in peggioramento: lo dichiara la Commissione europea nelle stime aggiornate su crescita e inflazione. Quanto durerà il declino del vecchio continente?

Europa senza slancio, peggiorano le previsioni Ue. Fino a quando il declino?

Le previsioni economiche estive dell’Ue confermano il momento delicato per la crescita del vecchio continente.

Nell’aggiornamento delle stime, la Commissione europea ha rivisto al ribasso il Pil della zona euro e della regione a 27 Paesi membri rispetto a quanto previsto in primavera.

Non c’è lo slancio sperato nella crescita europea, travolta dal duplice shock della pandemia e della guerra in Ucraina e alle prese con un’inflazione ancora elevata per i consumatori, nonostante il raffreddamento dei prezzi energetici.

Con una politica monetaria aggressiva da parte della Bce a oscurare ancora di più lo scenario, si conferma inoltre la difficoltà della Germania, destinata a una recessione prolungata quest’anno – l’unica grande economia europea a sperimentare una contrazione economica nel 2023.

Di quanto sono peggiorate le previsioni economiche Ue

I nuovi dati della Commissione Ue sulle stime di crescita parlano chiaro: il declino c’è.

Nel comunicato si legge che la previsione rivede la crescita dell’economia dell’Ue allo 0,8% nel 2023, dall’1% previsto in primavera, e all’1,4% nel 2024, dall’1,7%. Aggiorna la crescita nell’area euro al ribasso allo 0,8% nel 2023 (dall’1,1%) e all’1,3% nel 2024 (dall’1,6%).

Notizie migliori sul fronte inflazione, seppure con un tono molto prudente: “l’inflazione dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IAPC) raggiungerà il 6,5% nel 2023 (rispetto al 6,7% in primavera) e il 3,2% nel 2024 (rispetto al 3,1%) nell’UE. Nell’Eurozona l’inflazione dovrebbe attestarsi al 5,6% nel 2023 (rispetto al 5,8%) e al 2,9% nel 2024 (rispetto al 2,8%).”

Il 2023, quindi, si sta confermando un anno complesso per l’Europa colpita più di altre zone del mondo dalle conseguenze della guerra in Ucraina. Come evidenziato dalla Commissione, “gli indicatori delle indagini ora segnalano un rallentamento dell’attività economica nell’estate e nei mesi a venire, con una continua debolezza nell’industria e un indebolimento dello slancio nei servizi.”

Le premesse indicano un 2024 ancora incerto, con la ripresa europea poco supportata dalla domanda estera e insidiata dai tassi di interesse della Bce elevati a pressare investimenti, mutui, prestiti.

I prezzi energetici, inoltre, sono visti rallentare ma con un ritmo meno serrato a causa di un costo del petrolio atteso in rialzo.

Valdis Dombrovskis ha commentato:

“...Dopo un periodo di debolezza, si prevede che la crescita registrerà una lieve ripresa l’anno prossimo, sostenuta da un mercato del lavoro forte, da un tasso di disoccupazione ai minimi storici e dall’allentamento delle pressioni sui prezzi. Sebbene la nostra economia rimanga su un percorso di crescita, l’incertezza rimane elevata e dobbiamo monitorare attentamente i rischi”

Il commissario Paolo Gentiloni ha ricordato che l’Ue ha evitato la recessione in inverno, ma “i molteplici ostacoli che le nostre economie si trovano ad affrontare quest’anno hanno portato a uno slancio di crescita più debole di quanto previsto in primavera”.

Le priorità per l’Unione sono così spiegate: “l’efficace attuazione dei piani nazionali di ripresa e resilienza rimane una priorità fondamentale. Dovrebbero essere perseguite politiche fiscali prudenti e favorevoli agli investimenti, in sincronia con gli sforzi continui delle nostre banche centrali per domare l’inflazione. Infine, dobbiamo lavorare con determinazione per concludere entro la fine dell’anno un accordo sulla riforma delle nostre regole fiscali”.

Italia crescerà meno dell’1%

Anche per l’Italia le previsioni sono in peggioramento. La crescita ha cominciato a rallentare dalla corsa post-pandemia che aveva spinto il Pil nazionale a +7% nel 2021 e a +3,7% nel 2022.

Le stime vedono ora il Pil a +0,9% nel 2023 e a +0,8% nel 2024, con 0,3 punti percentuali di revisione al ribasso ogni anno.

Il fattore Germania pesa sull’Europa

Previsioni Ue negative per la nazione tedesca.

La più grande economia europea registrerà un calo dell’attività economica dello 0,4%, ovvero 0,6 punti percentuali in meno rispetto a una stima fatta a maggio, secondo la Commissione. L’istituzione ha inoltre tagliato le sue aspettative di crescita per la Germania nel 2024, dall’1,4% all’1,1%.

L’economia tedesca ha avuto difficoltà dall’invasione russa dell’Ucraina, con Berlino che ha dovuto, molto rapidamente, porre fine ad anni di dipendenza energetica dal Cremlino. Il Fondo monetario internazionale ha dichiarato a luglio che la Germania probabilmente subirà una contrazione dello 0,3% quest’anno.

I dati pubblicati all’inizio di settembre hanno mostrato che l’attività manifatturiera nel Paese è scesa al ritmo più forte da giugno 2009, escluso il periodo della pandemia di Covid-19.

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