Gli ETF sulle terre rare sono fondi a gestione passiva che investono sulle società che traggono la maggior parte dei loro profitti dall’estrazione e dalla lavorazione delle terre rare e dei metalli strategici come il cobalto, il cromo e il palladio. Tali società non includono solo le aziende minerarie, ma anche raffinerie e imprese specializzate nel riciclaggio di questi elementi.
Le terre rare comprendono 17 metalli di difficile estrazione, ciascuno con caratteristiche uniche. Tra questi, troviamo nomi come cerio, disprosio, erbium, europium, gadolinio, itterbio, ittrio, lantanio, lutezium, neodimio, olmio, praseodimio, promessio, samario, scandio, terbio e tullio. Investire direttamente in questi metalli può essere complicato, ma gli ETF rappresentano una soluzione accessibile ed efficiente.
In questo articolo, esamineremo da vicino uno dei migliori ETF sulle terre rare per il 2024, analizzando le caratteristiche, performance passate e prospettive future. Sarà un viaggio informativo alla scoperta delle opportunità di investimento in un settore che promette di essere al centro dell’attenzione finanziaria nell’anno a venire.
ETF VanEck Rare Earth and Strategic Metals
Il VanEck Rare Earth and Strategic Metals è un’opzione interessante per gli investitori che desiderano esporre il loro portafoglio al settore delle terre rare e dei metalli strategici.
Questo ETF mira a replicare l’andamento dell’indice MVIS Global Rare Earth/Strategic Metals che include le società più grandi e liquide del settore globale delle terre rare e dei metalli strategici.
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Rapporto di Spesa Totale (TER)
Il TER dell’ETF ammonta allo 0,59% annuo, il che indica un livello di spese relativamente contenuto per gli investitori.
Metodo di Replica
VanEck Rare Earth and Strategic Metals traccia l’indice sottostante attraverso una replica completa, acquistando tutti i componenti dell’indice per seguire la sua performance.
Politica di Distribuzione
Gli eventuali dividendi generati dalle società incluse nell’ETF vengono accumulati e reinvestiti nell’ETF, contribuendo a una potenziale crescita del capitale investito nel tempo.
Dimensione del Fondo
Al momento della recensione, l’ETF ha un patrimonio in gestione di circa 98 milioni di euro. Si tratta di un ETF relativamente piccolo, il che potrebbe comportare una maggiore volatilità dei prezzi delle sue quote. L’ETF è stato lanciato il 24 settembre 2021 ed è domiciliato in Irlanda.
Allocazione Geografica
L’ETF presenta una diversificazione geografica interessante, con una maggiore esposizione ai seguenti Paesi:
- Cina: 29,94%
- Australia: 25,94%
- Stati Uniti: 10,83%
- Canada: 8,03%
- Altri Paesi: 25,26%
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Principali Partecipazioni
Le prime 10 partecipazioni rappresentano il 59,47% del portafoglio dell’ETF, con alcune delle principali posizioni che includono Terre Rare Ord A (9,05%), Pilbara Minerals Ltd (7,70%), e Lynas Rare Earth Ltd (7,20%). L’ETF è fortemente concentrato nel settore dei Materiali di Base, con una quota dell’84,45%, mentre il restante 15,55% è allocato in altri settori.
Performance e rischio
La performance dell’ETF è stata volatile nell’anno corrente, registrando una perdita del 26,11%. Tuttavia, va notato che il settore delle terre rare è noto per la sua volatilità e la sua dipendenza dalle dinamiche di mercato globali. La volatilità annuale dell’ETF è del 25,18%, il che indica un certo grado di rischio associato a questo investimento. Inoltre, il fondo è esposto al rischio valutario, poiché la valuta del fondo è denominata in dollari statunitensi e non offre una copertura contro i cambi.
Mercati di Negoziazione
L’ETF è quotato su vari mercati, tra cui la Borsa Italiana, la Borsa di Londra, la SEI Borsa svizzera e XETRA.
In conclusione, il VanEck Rare Earth and Strategic Metals UCITS ETF A offre agli investitori un’opportunità di accesso al settore delle terre rare e dei metalli strategici attraverso un ETF con un TER competitivo. Tuttavia, va sottolineato che questo ETF è relativamente piccolo in termini di patrimonio gestito e che il settore delle terre rare è noto per la sua volatilità. Gli investitori interessati dovrebbero valutare attentamente il loro profilo di rischio e obiettivi di investimento prima di considerare questo ETF nella loro strategia di portafoglio. Gli ETF sulle terre rare, infatti, non sono privi di rischi. Tra le sfide più rilevanti vi è la bassa capitalizzazione di alcuni fondi, che può comportare il rischio di delisting, e la limitata diversificazione all’interno dei fondi stessi, spesso concentrati su un numero limitato di titoli.
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