Nel precedente articolo abbiamo esaminato i rischi legati all’investire in un unico ETF azionario globale, tra cui la falsa diversificazione, l’eccessiva concentrazione negli Stati Uniti e nei titoli tecnologici, oltre a valutazioni potenzialmente elevate.
Ora analizziamo alcune strategie che consentono di mitigare questi rischi, mantenendo la semplicità e i vantaggi offerti dagli ETF.
1. Diversificare Geograficamente
Un modo efficace e brutale per migliorare la diversificazione è ridurre in modo naive il peso degli Stati Uniti e aumentare l’esposizione ad altre economie globali. Una possibile allocazione potrebbe essere:
- 33% Stati Uniti, magari anche con una quota di un ETF che esclude le Big Tech, come l’SP493, che replica l’S&P 500 senza i 7 colossi tecnologici.
- 33% Europa, per includere sia l’area euro che Regno Unito e Svizzera, garantendo una maggiore diversificazione geografica.
- 11% Giappone, un mercato con aziende solide e valutazioni interessanti.
- 11% Paesi emergenti, per sfruttare il potenziale di crescita di nazioni come India, Brasile e Indonesia.
- 11% Asia-Pacifico (escluso Giappone), con un focus su Australia, Corea del Sud e Taiwan.
Questa strategia riduce la dipendenza dagli Stati Uniti e permette di accedere a mercati con prospettive di crescita diverse.
2. Utilizzare ETF Equal-Weighted
Gli ETF tradizionali ponderano i titoli in base alla loro capitalizzazione di mercato, il che porta oggi a una sovraesposizione ai giganti tecnologici. Un’alternativa interessante è l’uso di ETF equal-weighted, che assegnano lo stesso peso a ogni azienda dell’indice.
Ad esempio:
- S&P 500 Equal Weight ETF, che evita la predominanza delle Big Tech e offre una distribuzione più equa tra i titoli.
- ETF Equal Weight globali, che garantiscono una diversificazione più bilanciata tra paesi e settori.
Questa strategia riduce la concentrazione eccessiva su pochi titoli dominanti e rende il portafoglio meno dipendente da singoli settori.
### 3. Includere ETF Settoriali o Tematici
Per migliorare ulteriormente la diversificazione e cogliere opportunità di crescita in settori meno rappresentati negli indici tradizionali, si possono integrare ETF tematici, tra cui:
- ETF value, che investono in aziende sottovalutate rispetto ai fondamentali, diversificando rispetto ai titoli growth.
- ETF sulle energie rinnovabili, come iShares Global Clean Energy, per puntare su settori in espansione.
- ETF sulle infrastrutture, che offrono stabilità e rendimenti legati alla crescita economica globale.
- ETF sulla cybersecurity e tecnologia emergente, per investire nei trend del futuro.
- ETF sulle materie prime, come oro e argento, che fungono da copertura contro l’inflazione.
4. Integrare Obbligazioni e Asset Alternativi
Un portafoglio ben bilanciato non dovrebbe essere composto esclusivamente da azioni. Integrare asset non correlati può ridurre la volatilità e aumentare la stabilità del rendimento. Le alternative includono:
- ETF obbligazionari, che offrono stabilità e flussi di cassa regolari.
- ETF su REIT (Real Estate Investment Trusts), per diversificare con il settore immobiliare.
- ETF sulle materie prime, come oro e argento, strumenti tradizionalmente utilizzati come copertura contro l’inflazione.
5. Affidarsi a un Consulente per la Personalizzazione
Ogni investitore ha esigenze diverse, che dipendono dall’orizzonte temporale, dalla propensione al rischio e dagli obiettivi finanziari. Affidarsi a un consulente esperto è indispensabile per costruire un portafoglio su misura, evitando scelte troppo standardizzate e ottimizzando l’allocazione degli asset.
Se investire in un unico ETF globale è una soluzione semplice, occorre anche riconoscerne i limiti significativi. Diversificare geograficamente, adottare ETF a pesi equi e/o integrare settori meno rappresentati può migliorare la stabilità e il potenziale di rendimento del portafoglio. Ma per farlo occorre una guida. Un approccio consapevole e moderatamente attivo è la chiave per ottenere rendimenti sostenibili nel lungo periodo, adattando la strategia al proprio profilo di rischio e ai propri obiettivi finanziari, che sono mutevoli nel tempo.