Esiste un’isola introvabile su Google che è un vero paradiso. Fanno entrare solo 200 turisti a settimana

Ilena D’Errico

9 Maggio 2026 - 00:23

Un’isola che non trovi su Google e nemmeno sulle mappe, altro che bimbi sperduti, soltanto 200 turisti a settimana...

Esiste un’isola introvabile su Google che è un vero paradiso. Fanno entrare solo 200 turisti a settimana
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Internet e i social hanno estremizzato i consigli e il passaparola, permettendo di scegliere destinazioni di viaggio lontanissime grazie alle esperienze condivise da milioni di altre persone. Non è detto però che le mete più conosciute siano necessariamente le migliori. Anzi, ora che il turismo di massa è sempre più esasperato, è facile che i posti meno noti si rivelino delle meraviglie tutte da esplorare. Di solito, i residenti di località con queste potenzialità si dividono in due gruppi: chi cerca di promuovere le qualità del luogo e chi vuole preservarlo a tutti i costi dall’attenzione pubblica. I viaggiatori alle prese con queste dinamiche sono altrettanto divisi, tra chi preferisce le mete abituali o più comuni e chi cerca a tutti i costi un posto esclusivo e di nicchia. La storia dell’isola che non si trova su Google e ammette soltanto 200 persone a settimana lo dimostra perfettamente.

L’isola che non si trova su Google

Nelle ultime ore gli appassionati di viaggi si sono scontrati con una notizia quantomeno bizzarra: un’isola in cui sono ammessi al massimo 200 turisti a settimana, così protetta da non essere trovata su Google e nemmeno sulle mappe. Qualcuno ha ignorato subito l’articolo, temendo qualche truffa o fake news, altri sono rimasti colpiti dalle prime righe ma non hanno approfondito oltre. I pochi che hanno letto tutto hanno compreso bene la situazione, anche se ciò non vale per tutti, perché si è sempre più abituati a scorrere velocemente dallo smartphone senza prestare davvero attenzione alla lettura. Il pubblico non olandese, inoltre, si è scontrato anche con le barriere linguistiche, che i traduttori automatici dei browser non colmano completamente.

La notizia dell’isola che non si trova da nessuna parte viene infatti da Humo, una testata olandese con un’ampia sezione dedicata all’umorismo e all’ironia. Non si tratta di un inganno e nemmeno di una notizia, ma di una consapevole e dichiarata satira con cui si ironizza su varie tendenze legate ai viaggi. Chi non conosce la rubrica di Humo e si è fermato al titolo dell’articolo potrebbe però aver creduto all’esistenza di quest’isola misteriosa ed esclusiva, tanto che sono state eseguite diverse ricerche sull’argomento nelle ultime ore. Attenzione, non si tratta di una notizia falsa, ma di uno scherzo palese e volutamente esagerato per ironizzare sulla comunicazione che ruota intorno al tema dei viaggi e non soltanto. Allo stesso tempo, infatti, l’articolo accentua le modalità di approccio alle notizie da parte degli utenti.

L’isola che non c’è...

Humo parla di un’isola sconosciuta, che non si trova sui motori di ricerca e nemmeno sulle mappe, “per volontà dei residenti”. Il fittizio tour operator intervistato, il cui nome stesso è un gioco di parole, spiega che il mistero dell’isola è voluto dagli abitanti stessi, per evitare che venga usata per il traffico di droga, le tratte di esseri umani, un paradiso fiscale o chissà che altro. Oltre a questo, vogliono difendersi dalle fake news che pullulano sul web, come accade per Paesi come Sylvia, Xanadu, Lilliput e Utopia, su cui “troverai enormi discariche di informazioni ma in realtà non esistono”, mentre invece “San Mirado non finisce mai sulle notizie”.

Non viene data neanche la collocazione precisa, ma soltanto una distanza di 3 ore di volo da Bruxelles, con una caparra da 10.000 euro. Tutta la finta notizia prosegue su questa scia, calcando sempre di più la mano con questo espediente narrativo che ci fa riflettere sui preconcetti che ruotano intorno alle località di viaggio, nonché sulle reazioni a un certo tipo di notizie. La chiusura, con specialità come la marmellata di colibrì finisce di mettere l’accento sull’assurdità del tutto, per non parlare del fatto che vengono ospitati 200 turisti a settimana perché “ci sono solo 200 hotel”. L’opera è resa ancora più divertente dal fatto che ci sono effettivamente “isole misteriose”, la cui presenza su mappe ormai datate non trova riscontro nella geografia attuale e altre vicende simili.

Di splendide isole da visitare ce n’è in abbondanza, anche vicino all’Italia, ma questa vicenda è sicuramente degna di nota per la sua ironia.

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