ESG, che cosa sta facendo VMware, le idee, i programmi, i fatti concreti

14 Giugno 2022 - 17:50

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Mobilità sostenibile, formazione in ambito cloud e libertà di lavoro ubiquo: sono queste le linee guida di VMware per il post-pandemia già proiettato al 2030

ESG, che cosa sta facendo VMware, le idee, i programmi, i fatti concreti

VMware è un’azienda di grande rilevanza nel mondo della tecnologia con sedi in tutto il mondo. La sua capacità di offrire soluzioni di alto livello in diversi ambiti tra cui cloud, sicurezza informatica e telecomunicazioni, le hanno imposto di ripensarsi anche in ottica di maggiore sostenibilità, per rispettare dei dettami considerati sempre più importanti.

Ora che l’azienda è in fase di acquisizione da parte del gigante Broadcom per una cifra vicina ai 60 miliardi di dollari, sarà necessario osservare se il comportamento ESG di VMware rimarrà o meno coerente.

Essere più efficienti significa essere più green

Negli ultimi anni la sostenibilità ambientale è diventata prioritaria per VMware, ciò è dimostrato dai risultati raggiunti di recente: nel 2018 l’azienda è stata certificata a zero emissioni e dal 2019 utilizza solamente energie rinnovabili. Tutte le decisioni prese in questa direzione hanno dimostrato, secondo i dati dell’azienda, di essere provvidenziali, hanno infatti consentito a VMware di non disperdere nell’atmosfera 1,2 miliardi di tonnellate di CO2.

Ovviamente l’azienda non ha intenzione di fermarsi ma desidera continuare su questa direzione, guardando anche con un occhio al futuro, visto che il 2030 incombe. Secondo l’ultimo ESG report fornito dall’azienda, i principali obiettivi dell’azienda riguardano l’efficientamento dei consumi, in particolare per quel che concerne l’uso dell’acqua e dell’energia.

Ad esempio, VMware sta lavorando per rendere i propri data center, al centro della propria tecnologia cloud, sempre più efficienti e meno dispendiosi; questo perché sebbene questa tecnologia sia rivoluzionaria, ha un pessimo impatto sull’ambiente, sia perché estremamente energivora, sia perché l’acqua necessaria per mantenere i data center a una temperatura idonea è molta.

In ambito di emissioni, l’obiettivo dichiarato dall’azienda è quello di dimezzare le proprie emissioni dirette e indirette (scope uno e due) entro il 2030. In questo senso, la strada sembra essere ben delineata: dal 2020 al 2021 sono diminuite globalmente del 19%, mentre le scope 2 sono diminuite al 34%.

In secondo luogo, al fine di ridurre le proprie emissioni lungo tutta la catena di approvvigionamento, l’azienda sta lavorando a fianco dei propri fornitori per aiutarli a diventare più sostenibili, andando anche a impattare positivamente sul proprio score di emissioni scope 3.

Tutta l’azienda, dai dipendenti ai manager, è infine coinvolta in compiere gesti piccoli ma significativi in ambito ambientale: laddove possibile, l’azienda incoraggia il proprio personale a utilizzare i mezzi pubblici per muoversi e per recarsi sul posto di lavoro.

A testimonianza di questo, uno degli ultimi uffici inaugurati da VMware, a Milano, è stato volontariamente collocato in una zona del centro città raggiungibile comodamente con la metropolitana, disincentivando dunque l’uso di mezzi inquinanti.

In questo contesto è intervenuto il Country Manager di VMware Raffaele Gigantino, che ha ricordato che «il 70% degli spazi all’interno dell’ufficio di Milano sono spazi dedicati alla socializzazione», dimostrando nuovamente l’aderenza dell’azienda ai valori ESG.

Ufficio Milano VMware Ufficio Milano VMware Una parte dell'ufficio di Milano di VMware, in Via Melchiorre Gioia 26

La promozione dell’inclusività in ogni sua forma

Il lavoro che è stato ed è svolto in ambito sociale da VMware è estremamente rilevante, sia a livello italiano che a livello mondiale. A livello italiano, l’azienda ha sviluppato, insieme ad altre realtà del mondo tech, una partnership con la Libera Università di Bolzano, che si è concretizzata nella nascita del master di primo livello in Applicazioni Cloud Native in Ambiente Virtuale, implementato per andare a sopperire a una domanda di mercato che non riesce a essere soddisfatta: quella di sviluppatori web.

A livello mondiale, la sfida alla sostenibilità sociale dell’azienda è in corso con ottimi risultati e, come di consueto, non sembra esserci l’intenzione di fermarsi guardando al 2030. Tra le sfide più importanti c’è senza dubbio quella alla promozione di una maggiore inclusività delle minoranze, della promozione delle competenze digitali, oggi sempre più richieste, la promozione della parità salariale e il supporto a realtà senza scopo di lucro verso la digitalizzazione.

Nell’anno finanziario 2021 VMware può dirsi ampiamente soddisfatta dei risultati raggiunti: tra i nuovi assunti a livello mondiale, il 33% circa sono state donne, mentre a livello statunitense una persona su sette apparteneva a minoranze sottorappresentate.

Ma questi traguardi non arrivano dal nulla, bensì dopo anni di sforzi e di impegno a lavorare nell’ambito dell’inclusione, come dimostrato dal programma “Power of Difference” di VMware, grazie al quale, negli ultimi cinque anni, i dipendenti assunti con disabilità sono aumentati ben del 60%.

Non solo, al fine di promuovere al massimo e sostenere la diversità e l’inclusività, l’azienda ha stabilito l’obiettivo di avere entro il 2024 il 75% dei fornitori con un piano in materia di sostenibilità e di investire 1,5 miliardi di dollari su fornitori la cui dirigenza è affidata a persone appartenenti a minoranze.

Oltre a ciò, molto dell’impegno sociale è stato espletato nella promozione della IT Academy di VMware: solamente negli ultimi anni sono stati raggiunti circa 100.000 studenti, il che si traduce in una diffusione di grandissima portata di competenze sempre più necessarie nel mondo del lavoro come quelle relative al cloud computing.

Lavorare da dovunque e a qualsiasi ora, è questo il futuro?

È possibile affermare con tranquillità che VMware mette al centro del proprio progetto i dipendenti. In un ambiente spesso pieno di falsa retorica, è possibile cogliere in quest’azienda un sincero interesse per il benessere del personale. Ciò è messo in risalto specialmente dalle politiche aziendali che consentono la flessibilità necessaria per consentire un giusto equilibrio tra vita privata e lavorativa.

Gli uffici di VMware non sono realizzati nell’ottica di ospitare tutti i dipendenti, tutt’altro: l’azienda ha talmente deciso di abbracciare la rivoluzione del telelavoro portata dal Covid-19 da realizzare uffici in cui la ratio dei posti all’interno è di uno su tre. È questo ad esempio il caso della nuova sede di Milano, in cui le postazioni dotate di monitor e computer sono circa 40 a fronte di circa 140 dipendenti.

Le persone hanno la possibilità di recarsi in ufficio a qualunque ora sia loro più comodo, essendo l’ufficio accessibile attraverso il badge aziendale 24 ore su 24, sette giorni su sette. In questo modo, le persone possono decidere di recarsi in ufficio in maniera libera, prenotando una postazione o approfittando delle numerose aree comuni messe a disposizione per incoraggiare l’interazione tra colleghi e con i clienti.

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