Stufe a pellet, nuove regole in arrivo. Cosa cambia?

Patrizia Del Pidio

13 Gennaio 2026 - 13:50

Stufe a pellet nel mirino della Commissione Europea, cosa potrebbe cambiare con le regole in arrivo? Vediamo le conseguenze per i consumatori.

Stufe a pellet, nuove regole in arrivo. Cosa cambia?

Alle regole già previste dall’Unione Europea per stufe a legna e caminetti, potrebbero aggiungersi anche quelle destinate alla stufa a pellet con l’obiettivo della decarbonizzazione. La stufa a pellet è il dispositivo di riscaldamento che negli ultimi anni ha vissuto un vero e proprio boom. Per la combustione utilizza il pellet (piccoli cilindri di segatura compressa) e funziona in modo molto simile alla stufa a legna, ma in maniera più efficiente. Finora la stufa a pellet ha rappresentato un’alternativa ecologica per riscaldare gli ambienti a basso costo.

Ora, però, sembrerebbe che la Commissione Europa voglia intervenire sull’efficienza degli impianti anche per le stufe a pellet e la notizia sorprende non poco, visto che le conseguenze per chi ha un riscaldamento a pellet potrebbero essere abbastanza pesanti.

Stufa a pellet nel mirino dell’Ue

La stufa a pellet è largamente diffusa in Europa e negli ultimi anni la sua diffusione si sta allargando anche in Italia. Si tratta di una tipologia di riscaldamento che utilizza combustibile ecologico, visto che il pellet deriva da scarti di legno ed è considerata una fonte rinnovabile. Tra l’altro si tratta di una stufa che brucia in modo pulito e rilascia una quantità di CO2 comparabile a quella del legno risultando “carbon neutral” garantendo, al tempo stesso, meno cenere rispetto a quella prodotta dalla legna.

Se nel mirino della Direttiva Ecodesign finiscono stufe a legna e caminetti, la decisione appare logica, visto che la stretta punta a ridurre le emissioni non solo di CO2, ma anche di altri inquinanti (PM10 e PM2,5) e monossido di carbonio. Ma come mai nel mirino della Commissione Europea finiscono anche le stufe a pellet?

La Direttiva mirerebbe a risolvere un problema di efficienza e non di materiale utilizzato, per quel che riguarda le stufe a pellet. Sembrerebbe che a partire dal biennio 2027/2028 possano essere introdotte norme più stringenti per quel che riguarda gli impianti esistenti.

Maggiore qualità degli impianti

Lo scopo della Direttiva Ecodesign sembrerebbe essere un miglioramento degli impianti e non un divieto dell’utilizzo delle stufe a pellet. L’obiettivo è quello di limitare le emissioni che, pur essendo neutre per quel che riguarda la CO2, contengono parte delle sostanze che si punta a diminuire in futuro: PM10, PM2,5 e monossido di carbonio.

Per le stufe a pellet, quindi, potrebbe essere richiesto l’obbligo di installare nuove tecnologie che monitorino le emissioni e rendano più efficienti gli impianti.

Per i consumatori la conseguenza di una simile decisione comporterebbe un rischio economico nel comprare, oggi, una stufa a pellet che già nel giro di pochi anni potrebbe risultate obsoleta e richiedere un intervento tecnico per la modifica dell’impianto. Se le nuove regole richiedessero l’installazione di nuovi dispositivi tecnologici per regolarizzare le emissioni e l’efficienza del combustibile, chi ha comprato una stufa a pellet per riscaldare casa potrebbe dover sostenere la spesa per adeguare l’impianto alle nuove regole.

Per il momento le indiscrezioni parlano di novità che non arriveranno prima del 2027/2028, ma è bene sapere che le modifiche ai regolamenti potrebbero colpire anche le stufe a pellet.

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