Esempi di licenziamento per giusta causa

Isabella Policarpio

27 Novembre 2020 - 16:07

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Individuare i motivi di licenziamento per giusta causa o disciplinare non è sempre facile: in questa guida gli esempi più frequenti che portano alla fine del rapporto di lavoro.

Esempi di licenziamento per giusta causa

Con l’aiuto di alcuni esempi pratici spiegheremo cos’è il licenziamento per giusta causa e le sue conseguenze, sia per il dipendente che per il datore di lavoro.

Questo tipo di licenziamento è il più grave e riguarda adempimenti che ledono per sempre il vincolo di fiducia tra datore e dipendente e rendono impossibile prosegue il rapporto di lavoro.

È il caso di furto di materiale aziendale, finta malattia, falsificazione del badge, ma gli esempi potrebbero essere infiniti.

Quando si parla di licenziamento per giusta causa?

Tra le diverse tipologie di licenziamento, quello per “giusta causa” è il più grave e non permette la prosecuzione - nemmeno in via provvisoria - del rapporto di lavoro.
Come, quando e perché scatta il licenziamento disciplinare o per giusta causa è stabilito dell’articolo 2119 del Codice civile:

“Ciascuno dei contraenti può recedere dal contratto prima della scadenza del termine, se il contratto è a tempo determinato , o senza preavviso, se il contratto è a tempo indeterminato, qualora si verifichi una causa che non consenta la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto.”

La Giurisprudenza di legittimità ha aggiunto che si ha giusta causa di licenziamento ogni volta che l’inadempimento è talmente serio che qualsiasi altra sanzione disciplinare sarebbe insufficiente per tutelare l’interesse dell’azienda.

Negli anni, la dottrina di merito ha precisato che la giusta causa di licenziamento ricorre anche per comportamenti non strettamente collegati al contratto di lavoro ma che si riflettono - direttamente o indirettamente - sulla qualità/quantità del lavoro e il rapporto con colleghi e superiori.

Come si valuta la giusta causa di licenziamento

Spetta al datore di lavoro - o al giudice nel caso in cui il dipendente faccia ricorso contro il licenziamento - stabilire se la condotta del lavoratore ha violato il rapporto di fiducia che deve legare le parti.

A tal proposito con la sentenza n. 1077/2008 la Corte di Cassazione ha definito quali sono i parametri da prendere in considerazione nella valutazione. Nel dettaglio, bisogna tener conto de:

  • l’intensità dell’elemento intenzionale;
  • il danno arrecato al datore di lavoro;
  • il grado di affidamento in base alle mansioni svolte dal lavoratore;
  • la natura e la tipologia del rapporto;
  • assenza di precedenti sanzioni.

La valutazione, quindi, è soggettiva: per questo motivo è possibile che due comportamenti uguali non vengano puniti allo stesso modo con il licenziamento in tronco.

Esempi di licenziamento per giusta causa

Ora che abbiamo spiegato cos’è, facciamo degli esempi pratici di ipotesi che possono portare al licenziamento disciplinare per giusta causa. Spesso sono gli stessi CCNL di categoria ad elencare le cause di licenziamento, ma vi sono dei comportamenti uguali per tutte le tipologie di lavoratori:

  • ingiustificato rifiuto di lavorare;
  • furto di beni aziendali di rilevante valore economico, come computer e sedie ergonomiche;
  • lavorare per un altro datore di lavoro nei periodi coperti da indennità di malattia;
  • abbandono immotivato, per più di 4 giorni, del posto di lavoro;
  • presentarsi al lavoro in stato di alterazione psichica per aver assunto alcolici o sostanze stupefacenti;
  • uso del telefono durante l’orario di lavoro;
  • minacce o percosse nei confronti del datore di lavoro o dei colleghi;
  • utilizzo indebito dei permessi riconosciuti dalla Legge 104;
  • falsificazione del cartellino o del badge;
  • ritardi ripetuti e ingiustificati sul posto di lavoro;
  • reiterato mancato rispetto degli orari delle visite fiscali;
  • diffamazione nei confronti dell’azienda, anche se per mezzo di Facebook;
  • rivelazione di segreti aziendali.

E se il dipendente commette un reato che non ha nulla a che vedere con il lavoro?

Gli esempi che abbiamo fatto sono strettamente legati all’attività aziendale, tuttavia il dipendente può essere licenziato anche se commette fatti gravi che non riguardano la vita lavorativa ma la sua sfera privata: è il caso di reati come violenza domestica, minaccia, truffe e altri fatti gravi.

In questi casi, di norma, il licenziamento non è mai automatico. Il datore deve dimostrare che il o i reati commessi dal dipendente siano incompatibili con gli ideali e principi dell’azienda.

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